L’inclusione che inizia dalla prima infanzia

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Inclusione indica lo stato di appartenenza a qualcosa. L’inclusione sociale rappresenta la condizione in cui tutti gli individui vivono in uno stato di equità e di pari opportunità, indipendentemente dalla presenza di disabilità, stando all’accezione che ne dà Wikipedia. Inclusione, secondo il filosofo, sociologo e politologo tedesco Jürgen Habermas, significa, tra l’altro, che i confini della comunità sono aperti a tutti. Valori tradotti in esperienza concreta grazie al lavoro plurisfaccettato condotto da atgabbes, associazione ticinese di genitori ed amici dei bambini bisognosi di educazione speciale. Quella dei preasili inclusivi è infatti una storia di successo replicata in varie forme sul territorio cantonale. Negli ultimi anni, proprio nel Mendrisiotto, è sorta l’ultima delle sedi di “Preasilo atgabbes” che completa l’offerta di soluzioni inclusive nel settore prescolastico promosse dall’associazione stessa in collaborazione con la Sezione della pedagogia speciale. Queste strutture sono aperte a tutti i bambini anche a chi presenta delle difficoltà dello sviluppo o ritardi evolutivi. Il principio pedagogico su cui si fonda l’attività, come detto, è quello dell’inclusione che permette ai piccoli tra i due e i quattro anni con bisogni educativi particolari di relazionarsi con i coetanei e a questi ultimi di avvicinarsi alla diversità in maniera propositiva. Ci si allena alle piccole autonomie quotidiane attraverso il gioco e il divertimento.

Con Martina Crivelli, educatrice specializzata, parliamo della preziosa collaborazione che si è instaurata con il Nido “Il BOSCOiattolo” di Novazzano gestito dall’Associazione Famiglie Diurne del Mendrisiotto. L’educatrice di atgabbes è presente nel gruppo dei grandi per alcune ore a settimana. Durante le prime fasi sono stati accolti tre bambini con bisogni particolari, il numero è quindi cresciuto e l’anno scorso ne sono stati accolti sette.

Un’occasione di socializzazione
“I Preasili inclusivi – spiega a l’Informatore – rappresentano innanzitutto un’occasione di socializzazione. I bambini con bisogni particolari hanno l’opportunità di beneficiare di un accompagnamento più individualizzato; godono in altri termini di un sostegno supplementare”. Le educatrici sostengono i piccoli nel momento cruciale delle prime separazioni genitoriali e facilitano l’inserimento nel gruppo.
Le strutture come quella attiva a Novazzano “sono di sostegno allo sviluppo infantile e offrono interessanti possibilità, per tutti i bambini, indistintamente, di sviluppare valori umani imprescindibili” continua Martina Crivelli. Il messaggio è legato al fatto che ogni individuo è unico, con risorse e peculiarità che gli sono proprie. I bimbi entrano in contatto con valori quali la tolleranza, il rispetto e l’aiuto reciproco e imparano a capire che esistono modalità comportamentali molto differenti: “è un’occasione di crescita per tutti”.

La presenza dell’educatrice
La presenza, a tempo parziale, di un’educatrice di atgabbes all’interno degli asili nido favorisce dunque l’inserimento nel gruppo di bambini con bisogni particolari, mettendoli in relazione con i coetanei che frequentano la medesima struttura. Presso “Il BOSCOiattolo” il supporto garantito arriva fino a un massimo di otto ore alla settimana.
L’accento è messo sui piccoli dai due anni di età in quanto l’idea – osserva ancora la nostra interlocutrice – è quella di sviluppare le loro competenze di socializzazione. È, in sostanza, un passo preliminare al loro ingresso nella scuola dell’infanzia dove vivranno “a tempo pieno” in un gruppo ben definito.
All’interno dei Preasili inclusivi, viene offerta la possibilità di avviare le fasi di socializzazione in un ambiente più ristretto e protetto, con un numero di iscritti sicuramente inferiore alla scuola dell’infanzia. I piccoli cominciano a comprendere il significato del rispetto di regole basilari – che valgono per tutti – e allenano l’indipendenza. A guadagnarne è anche l’autostima. Contemporaneamente, la presenza di un’educatrice favorisce la valutazione dei progressi compiuti e la determinazione – in collaborazione con i famigliari e i terapisti – del tipo di percorso educativo-formativo maggiormente adatto allo sviluppo di ogni singolo bambino.
In Ticino esistono sei strutture gestite da atgabbes, quattro sono centri di socializzazione aperti alcune mattine a settimana, mentre due, come “Il BOSCOiattolo”, collaborano con dei nidi di infanzia. Il discorso dell’inclusione, rileva l’educatrice di atgabbes, è evoluto di pari passo con la crescita della consapevolezza a livello sociale. I bisogni sono mutati e si sono create nuove sinergie con gli asili nido attivi sul territorio. È da sottolineare che sempre più strutture accolgono bambini con bisogni particolari anche senza un sostegno specializzato e questo è un passo notevole.
Inizialmente, ammette Martina Crivelli, non sono mancati dubbi e preoccupazioni. Ciò nonostante, grazie al bagaglio professionale di ognuno, la collaborazione con l’équipe educativa del Nido si è rivelata molto positiva e le famiglie coinvolte hanno manifestato generale soddisfazione riguardo il progetto portato avanti a Novazzano che mira a favorire inclusione e accoglienza.