Luci sul Festival di Arzo

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Mario Perrotta in “In nome del padre” (©Luigi Burroni)

Ha da poco preso il via il 21° Festival internazionale di narrazione “Racconti di qui e d’altrove”. I borghi di Arzo, Meride e Tremona sono e saranno animati da spettacoli, incontri, musica e installazioni per un’edizione nuova e aperta sul territorio.
A inaugurare la rassegna, ieri 19 agosto ad Arzo, è stato Mario Perrotta, con In nome del padre; prima della rappresentazione a Meride si è tenuto un incontro tra l’artista e la scrittrice e giornalista Laura Di Corcia. Il Festival continua oggi, venerdì 20 agosto, con A forza di essere vento. Viaggio nella musica klezmer, balcanica, rom e dintorni: dalle 18, a Meride, il gruppo musicale Yatrìah e la danzatrice ticinese Camilla Stanga incanteranno gli spettatori con una performance di teatrodanza che trasporterà con un viaggio fisico e sonoro all’interno della cultura Rom. Alle 21.30 Arzo avrebbe dovuto invece ospitare lo spettacolo Mario e Saleh con Saverio La Ruina e Chadli Aloui, ma per cause di forza maggiore questo non sarà possibile: si parlerà però dello spettacolo e del tema dell’incontro tra culture domani, 21 agosto, alle 10.30 a Meride, in un momento di approfondimento aperto al pubblico in cui dialogheranno Saverio La Ruina, Abderrahim El Hadiri (in scena con Archimede, forse), l’attivista Gabriela Giuria Tasville e il presidente del Festival, l’avvocato Marco Mona. Questo evento è sostenuto dal Programma integrazione cantonale del Dipartimento delle istituzioni; l’ingresso è gratuito previa prenotazione tramite il sito del Festival (www.festivaldinarrazione.ch). Questa sera però, il palcoscenico di Arzo non rimarrà buio e, sempre alle 21.30, andrà in scena Polvere. Dialogo tra uomo e donna con Saverio La Ruina e Cecilia Foti. Lo spettacolo è un lavoro che affronta i rapporti di potere nella coppia, la violenza di genere e il femminicidio e, come mette in luce La Ruina: “Le botte sono la parte più fisica del rapporto violento di coppia. Ma c’è un prima, immateriale, impalpabile, polvere evanescente che si solleva piano intorno alla donna”.
Dopo questi primi giorni, la programmazione prosegue nelle giornate di sabato e domenica, in un weekend ricco e scoppiettante: è infatti qui che la proposta si amplia ulteriormente anche ai più piccoli.
Si inizia domani mattina alle 10.30 con tre spettacoli: le storie di frontiera di Vasi comunicanti di Karakorum Teatro, il lavoro di testimonianza di Telefono Amico Ticino e Grigioni Italiano Pronto? Io ci sono della Compagnia Grande Giro e la vivace atmosfera siciliana di Le avventure di Peppe SenzaSuola a Ballarò di Alberto Nicolino. Nel pomeriggio, alle 14, gli spettacoli sono pensati per gli spettatori più piccoli: in scena ci sarà la fantasia de I meravigliati di Matteo Curatella, la riflessione sulla migrazione di Abderrahim El Hadiri in Archimede, forse, la gioia e i brividi del cambiamento in Ida, la signora della fermata del bus di Simona Gambaro, le tradizioni engadinesi in Ursin. Ispirato al racconto di Alois Carigiet e Selina Chönz di Chiara Balsarini e Alessandro De Simoni. Un nuovo ciclo si apre poi alle 16 con i toni surreali della fiaba russa in Con viva voce di Bruno Cappagli, le avventure funambolesche in Manzoni senza filtro di Manuela De Meo, l’allegria dei Confabula in Jack e il fagiolo magico, la spavalderia che spesso accompagna la crescita in Gufo Rosmarino cuore di nonna di Giancarlo Biffi. Alle 18 gli spazi si illumineranno con la performance First Love di Marco D’Agostin, l’inno al grande giocatore Riva Luigi ‘69 ‘70 – Cagliari al dì dello scudetto di Alessandro Lay e lo spettacolo in lingua francese di Alberto Garcia Sánchez Elle et mon genre. La sera, alle 21.30, l’appuntamento è unico, ad Arzo: qui va in scena lo spettacolo con cui Giuliana Musso torna al Festival: La Scimmia, un lavoro potente, che dà corpo alle strategie di sopravvivenza di una scimmia vissuta sempre libera, ma ora, improvvisamente, prigioniera.
La domenica si colora fin dal mattino con la replica degli spettacoli del giorno precedente, che si scambiano di luogo, ma non di orario: una possibilità per tutti di godersi al massimo le storie, i pensieri e la fantasia del Festival.
Teatro, infine, ma non solo: nel corso delle giornate, oltre agli spettacoli sarà infatti possibile partecipare ad alcuni incontri di approfondimento, in cui si confronteranno artisti e ospiti esterni.
Durante il Festival sarà inaugurata la mostra visiva e sonora Eravamo felici di ogni piccola cosa proposta dal Club Athena, associazione delle e degli utenti del Centro diurno dell’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale di Chiasso, in collaborazione con l’Associazione REC. L’installazione, un lavoro sul sé e sulla memoria, nata dall’incontro dei partecipanti con Ricardo Torres, troverà spazio sui muri, pubblici e privati, dei luoghi del Festival: ad Arzo, Meride e Tremona.

Gli organizzatori del Festival ricordano che per partecipare ai vari eventi è necessario prenotarsi e acquistare il biglietto tramite il sito del festival (www.festivaldinarrazione.ch). Tutti i dettagli (con i luoghi) sono segnalati sul portale del Festival.