Il Chiasso gela il Bellinzona

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I giocatori chiassesi esultano dopo la rete segnata.

Il Chiasso, schiacciato e a tratti annichilito da un Bellinzona in gran spolvero, risolve a suo favore il derby grazie a un uno-due clamoroso. Ma l’eroe della partita è da considerare Mitrovic!

Cominciamo proprio da Miodrag Mitrovic che ha disputato una grandissima partita. Il portiere rossoblù non ha avuto un attimo di respiro. È stato bombardato di siluri da parte dell’attacco sciupa-gol granata per un’ottantina di minuti. Reti su reti che sembravano fatte. Ma Basic è riuscito soltanto a colpire il palo mentre il gol del 2-1 lascia qualche dubbio in quanto convalidato dall’arbitro solo dopo l’intervento del suo assistente in grado di stabilire da bordo campo (!) che la palla abbia superato la linea di porta. Poco male, perché si era ormai al novantesimo minuto e il pubblico di casa era già intento a festeggiare la vittoria dei propri beniamini con suoni, canti e sventolii di bandiere.
Mitrovic ha confermato di essere una vera sicurezza tra i pali (e anche fuori). Non pensiamo di sbagliare dicendo che è destinato a essere il punto fermo della squadra: la sua caratura avrebbe sicuramente garantito l’anno scorso la Challenge League al Chiasso. Meglio non pensarci più!
Mercoledì ha compiuto una lunga serie di parate strepitose respingendo palloni su palloni, volando da un palo all’altro: un eroe! Miodrag non ci sta: “Eroe è da considerare il gruppo, io ho preso il derby per qualcosa di molto speciale, abitando nella Turrita. Il fatto di averlo vinto giocando in questa maniera mi rende naturalmente orgoglioso e felice. In questi ultimi anni ho sacrificato tante cose anche sul piano umano, sono contento di avere acquisito piena sicurezza e un’incondizionata fiducia nei miei mezzi”.
La partita è stata un monologo granata: 8-0 i corner nei primi 45 minuti ma di gol ai danni di un portiere di questa classe neanche a parlarne. Rossini e Melazzi hanno tentato invano di fare a fette la difesa chiassese, forte peraltro di giocatori della taglia di Affolter e Pavlovic. La squadra di Paiva, che ha fatto valere un tasso tecnico decisamente superiore, ha solo tenuto costantemente possesso palla alto.
“Ci siamo battuti contro un grande Bellinzona – dichiara Baldo Raineri – me lo aspettavo proprio così, agguerrito e ben messo in campo. Lo vedremo sicuramente lottare sino alla fine per la promozione, sappiamo tutti che il loro padrone (Bentancur, ndr) è un ambizioso. Abbiamo sofferto fino alla fine, alla pausa l’avevo detto ai miei che il derby lo avrebbe vinto la squadra che segnava per primo. I ragazzi sono da lodare in blocco, hanno imparato a soffrire dopo la delusione dell’anno scorso. Ora è importante che i nuovi maturino e crescano. Poi chi vivrà vedrà”.
Il 2-0 dopo 84 minuti aveva tutta l’aria di un risultato contro l’andamento della partita: in effetti i rossoblù hanno effettuato il primo tiro in porta al 42’ con Oscar Correia, isolato e poco assistito, comunque il più convincente davanti. A firmare l’uno-due nel giro di 5 soli minuti (79’, 84’) sono stati Nivokazi e Alshikh con due splendide incornate, salutate da un’interminabile ovazione.
Il calcio può regalare soddisfazioni sorprendenti e inattese, per mister Raineri si è trattato di una serata di gloria: 3 punti da aggiungere a quelli conquistati con lo Stade Nyonnais. Chiasso dunque a punteggio pieno, inoltre con in mano il passaggio ai 16esimi di coppa a Porrentruy (grazie al rigore tramutato al 96’ dal capitano Maccoppi cui hanno fatto seguito nei supplementari due altre reti, 1-3, quando la compagine zurighese era groggy). Baldo quindi si sta rilanciando (la partita l’ha azzeccata perfettamente quando ha mandato in campo Martorana e Ronchetti che hanno vivacizzato il gioco). Il Chiasso è primo, l’anno scorso è partito e arrivato ultimo!
Il Bellinzona si è buttato via da solo. In zona gol la squadra non è concreta pure dando la sensazione di essere pericolosa. Bruno Martignoni da ex non le manda a dire ai suoi compagni: “C’è solo da imparare, la palla bisogna buttarla dentro”.

Livio Bordoli ricorda il suo più bel derby da rossoblù

Incontriamo il tecnico cantonale sulla tribuna. Non sembra vero di vedere così tanta gente: 700 gli spettatori annunciati. È qualcosa di ragguardevole per il Riva IV, una decina di anni fa avremmo parlato di affluenza misera per un derby.

Ne approfittiamo per tornare indietro di qualche anno in più… Livio Bordoli ricorda il campionato di B con quattro squadre ticinesi: “Battemmo anche il Bellinzona che già allora era molto più attrezzato del Chiasso. Altri tempi!”.

Il Chiasso dopo il 2012 (l’anno in cui si trovava sulla panchina del comunale) non ha più veleggiato nelle zone alte della classifica. Al di là del risultato di mercoledì Livio era felice di tornare a respirare l’aria del derby: “Vedere dopo due anni di Covid un po’ di calcio nostrano è veramente qualcosa di molto bello: lasciamoci sorprendere!”.

Anche l’ex mister di club è convinto che Bellinzona e Chiasso potranno recitare un ruolo di primo piano, unitamente al Rapperswil, allo Stade Nyonnais, forse anche al redivivo Bienne (al comando della classifica a parità di punti c’è il Breitenrain). “Sarebbe fantastico ritrovare subito almeno una nostra compagine in Challenge League”. Bordoli ha allenato anche il Locarno: “I bianchi sono finiti in Terza Lega, spero che si ritrovino presto, stanno mettendo a posto la tribuna…”.

Col Lugano, anzi no con Renzetti il discorso è un po’ diverso. Il presidente ha dichiarato di avere conquistato la vittoria più bella vendendo agli americani il suo gioiello: “Non ci credo perché l’emozione che ti regala una vittoria (addirittura una promozione proprio con Livio, ndr) non la puoi paragonare alla vendita di una società. Non lo crederò mai!”. Mah, a noi fa tristezza una simile notizia: “Sono d’accordo, però Angelo l’ho sentito emozionato, era felice”.

Beh, alla fine dei conti è positivo che si possa ancora parlare di felicità di questi tempi.