Anche il Mendrisiotto ricorda Marco Borradori

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La visita del consigliere di stato Marco Borradori e della Commissione della gestione e delle finanze al Mulino di Genestrerio per il progetto di bacino di laminazione del Laveggio. Era aprile 2010.

Era il 19 aprile del 2010. Marco Borradori, a quel tempo capo del Dipartimento del territorio, visitò il Mulino di Genestrerio per il progetto di bacino di laminazione del Laveggio. Nell’immagine, al suo fianco nel sopralluogo c’erano i sindaci di Mendrisio Carlo Croci, Ligornetto Marco Pina e Stabio Claudio Cavadini. È solo un esempio dei fitti rapporti intrattenuti dalla regione del Mendrisiotto con Marco Borradori negli anni dal ‘95 al 2013 che furono quelli in cui diresse il Dipartimento del territorio. Nel 2013 lasciò la carica a Bellinzona per assumere la guida della Città di Lugano.
Anche il Mendrisiotto quindi è colpito dal destino al quale è andato incontro martedì il sindaco di Lugano, 62enne, al quale si è fermato il cuore correndo. “Marco Borradori io l’ho conosciuto come sindaco di Lugano… da colleghi. È stato lui, nell’autunno del 2020, a stimolare il primo incontro fra i sindaci delle città e dei poli urbani del Cantone (presenti anche i segretari comunali)” ricorda Bruno Arrigoni, sindaco di Chiasso. “La prima volta ci siamo riuniti al nostro Centro di Pronto Intervento – aggiunge il sindaco di Mendrisio, Samuele Cavadini – e l’intento era di creare un tavolo di lavoro per poter scambiare le idee su temi comuni. Devo dire che anche nel corso della pandemia ci si sentiva per telefono. Borradori se lo chiamavi ti rispondeva ed aveva sempre un approccio pacato, attento, affrontava con serietà i problemi e mostrava apertura al dialogo. Una persona con la quale era facile collaborare in un confronto pulito, onesto. Con lui si vedeva che si stava creando un buon clima fra le città. Ci mancherà”. Questa formula sembra infatti destinata a consolidarsi. Lo vedevo spesso a Chiasso in quanto partecipava volentieri alle proposte culturali del m.a.x. museo e del Centro culturale, aggiunge Bruno Arrigoni. “Non faceva pesare il suo ruolo di sindaco della città più importante del Ticino. Era alla mano e sempre disponibile. Si trovava molto bene con la gente, una grande virtù che gli riconoscono in molti”. Un profilo politico che la regione più a sud del Cantone sperimentò anche negli anni in cui Borradori diresse il Dipartimento del territorio. Molti i dossier caldi in quegli anni. Ricordiamone alcuni. La calda questione del blocco ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri esplosa nel 2014, la gestione – in stretti rapporti con le autorità locali – della discarica della Valle della Motta a Coldrerio (ricordiamo il Piano di utilizzo cantonale con le varianti siglate dal Dipartimento del territorio nel 2005), le “famose” tappe di riempimento e seguente rinaturazione delle porzioni di discarica che erano giunte a saturazione. E poi ancora gli inquinamenti dei corsi d’acqua, del lago Ceresio, e dell’aria con il continuo monitoraggio della situazione che nel Mendrisiotto era sempre più allarmante rispetto al resto del Cantone. Picchi di ozono e ordinanze di fronte alle quali scattavano indicazioni sul traffico e consigli alle persone più fragili. Diciamo che in quegli anni non sono mancate le occasioni di collaborazione e confronto fra le autorità del Mendrisiotto e Marco Borradori nella sua veste di responsabile del Dipartimento del territorio. Più recente e su un altro fronte è la collaborazione – come detto – venutasi a creare con lui in veste di sindaco e le città di Chiasso e Mendrisio. “Marco Borradori, con i suoi modi sempre affabili e cortesi in qualsiasi circostanza – scrive il Municipio di Mendrisio in un comunicato stampa diffuso ieri – è stato un partner istituzionale molto apprezzato. Pronto sempre all’ascolto e alla mediazione, era un convinto sostenitore dei rapporti fra le Città e il Cantone. Principio che aveva ribadito anche di recente nell’incontro che si era tenuto a Mendrisio lo scorso 20 novembre 2020”.
Nato e cresciuto a Lugano, è stato eletto deputato al Consiglio Nazionale per la Lega dei Ticinesi ed ha mantenuto questa carica dal 1991 al 1995. Nel ‘92 è stato eletto municipale a Lugano e ha mantenuto la carica fino al 1995 quando il popolo ticinese lo ha scelto per il Consiglio di Stato. Carica che – come detto – ha mantenuto fino al 2013, anno in cui ha concretizzato il suo ritorno , questa volta in qualità di sindaco, nell’Esecutivo di Lugano. Di queste ore anche i comunicati stampa del Consiglio di Stato e della Diocesi di Lugano. Il Governo ricorda una sua dichiarazione rilasciata dopo 18 anni di impegno cantonale: “Questo lungo viaggio mi ha riservato molte sorprese e mi ha aiutato a comporre un ritratto del Ticino nel quale i pregi – la capacità di avere idee innovative, il coraggio di desiderarle, la forza di realizzarle – superano certamente i difetti”.