Acqua a catinelle… ma Breggia è senza

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Il cartello che campeggia all'interno della rotonda a Morbio Superiore. Nel frattempo il Municipio, ha deciso di intervenire acquistando un importante stock di confezioni di acqua naturale. Le bottiglie sono a libera disposizione degli abitanti delle diverse frazioni del Comune.

L’evento meteorologico di portata eccezionale che si è abbattuto nel Mendrisiotto a fine luglio ha provocato ingenti danni sui tratti stradali, ma specialmente alle infrastrutture dell’Azienda acqua potabile di Breggia.
A renderlo noto – con un comunicato alla popolazione già la scorsa settimana – la capodicastero Fabiola Jelmini. Municipale raggiunta telefonicamente da l’Informatore per capire la situazione: “Ancora grave. Martedì 3 agosto in serata un elicottero Super Puma ha trasportato un macchinario più grande presso il bacino dello Zocco al fine di poter lavorare per ripristinare la potabilità dell’acqua; la sorgente rifornisce le frazioni di Bruzella, Cabbio, Caneggio e Muggio, oltre a quelle di Campora e Casima in territorio di Castel San Pietro”.
Fabiola Jelmini ha messo in luce come la pioggia (e quella di mercoledì ci ha messo un ulteriore carico) abbia reso furiose le acque del fiume Breggia e dei suoi immissari tanto da modificare la conformazione del luogo circostante le sorgenti in Valle della Crotta. Ora il lavoro che gli addetti stanno facendo – con grande solerzia visto anche il periodo di ferie dell’edilizia – è quello di pulire bene la zona con l’obiettivo di ripristinare il prima possibile la potabilità dell’acqua. Acqua che ancora rimane (dopo ormai più di una settimana) non potabile; ma per quanto riguarda l’approvvigionamento un miglioramento la capodicastero lo ha segnalato. “Abbiamo dovuto rifornire il bacino con le autobotti che portavano 17 m3 a viaggio ma per scaricare ci impiegavano 3 ore. Purtroppo, nonostante i molteplici viaggi, il livello non saliva ma fortunatamente siamo poi riusciti a trovare e sistemare la tubazione danneggiata!”.

La capodicastero di Breggia ha spiegato come, per poter fornire acqua a Cabbio e Muggio, si è provato a rimettere in funzione una vecchia sorgente ma poi anche lì sono state trovate delle perdite… perdite rilevate pure alla Rovagina, anche se qui le cose sembrano avviarsi verso un lieto fine: “Al momento le tubature compromesse sono state ripristinate e abbiamo provveduto a mandare i campioni dell’acqua al Laboratorio Cantonale che presto ci farà sapere… (al momento di andare in stampa non era ancora stato reso noto l’esito, ndr.)”.
Giorni, ormai quasi 10, di fuoco, ma Jelmini, oltre ad invitare la popolazione ad usare comunque parsimoniosamente l’acqua, si è detta consapevole dei disagi per la popolazione e ha dichiarato: “È stata una situazione, e lo è ancora, eccezionale e stiamo tutti lavorando con l’obiettivo di ripristinare la rete idrica il prima possibile”. Capodicastero che, appena chiusa la telefonata, ha indossato gli scarponcini e si è recata presso le “sue” sorgenti.

Cosa è successo nel dettaglio la scorsa settimana
Già martedì 28 luglio la situazione era apparsa grave e difficoltosa: al bacino di Bruzella in località Zocco non arrivavano più i normali quantitativi di acqua provenienti dalle sorgenti in Valle della Crotta. Bisogna tenere in considerazione che questo bacino distribuisce acqua potabile alle frazioni di Bruzella, Cabbio, Caneggio e Muggio, oltre a quelle di Campora e Casima in territorio di Castel San Pietro. Appena capita la situazione, pertanto, gli addetti ai lavori si sono attivati al fine di comprendere quale fosse il problema ma la furia delle acque del fiume Breggia e dei suoi immissari hanno reso impossibile raggiungere il luogo delle sorgenti. Di fatto la situazione si è appurata soltanto la mattina di mercoledì 30 luglio… L’involucro della sorgente era completamente sommerso da detriti e al suo interno vi era circa 1 metro e mezzo di fango e residui, che la furia delle acque ha scaricato dalle vallette circostanti. “Visto che i livelli di acqua presenti nel bacino continuavano a diminuire abbiamo immediatamente richiesto un rifornimento con autobotte e, nel contempo, emanato un avviso tramite i media e sul sito del Comune per un uso parsimonioso dell’acqua e la non potabilità della stessa”, scriveva nel comunicato la capodicastero. Che continuava: “Istantaneamente abbiamo richiesto l’intervento di una ditta specializzata che con l’ausilio dell’elicottero, poiché l’area interessata è raggiungibile unicamente a piedi, ha trasportato i macchinari e le attrezzature necessarie per i lavori di sgombero e il ripristino della struttura. Non senza difficoltà nelle giornate tra mercoledì e giovedì siamo finalmente riusciti a liberare la sorgente e riattivare la condotta di alimentazione dell’acqua potabile che però potrà essere operativa al 100% solo tra qualche giorno”.
Nella stessa condizione pure le frazioni di Morbio Superiore e Sagno: qui però la causa è un mal funzionamento delle infrastrutture della Rovagina e di alcune rotture riscontrate sulla tubazione di trasporto dell’acqua potabile proveniente dalle sorgenti di Piazöö.