Dopo l’acqua il fango

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Una violenta ondata di maltempo ha imperversato a sud delle Alpi, insistendo in modo particolare sul Mendrisiotto e Basso Ceresio dove i forti temporali di martedì hanno provocato numerosi danni a vie di transito, edifici privati, aziende e centri commerciali. Le intense precipitazioni si sono concentrate in un lasso di tempo relativamente breve e si sono replicate anche mercoledì, spostandosi sul Luganese. Frane, smottamenti, colate di fango, con riali e torrenti esondati: molteplici sono stati gli scenari che si sono presentati alle forze di primo intervento allarmate dall’area ceresiana fino al limite meridionale del distretto. Alle luce degli eventi registrati è stato costituito uno Stato Maggiore Regionale di Condotta. Alla popolazione è stato chiesto di limitare gli spostamenti allo stretto necessario, non sostare lungo corsi d’acqua o avvicinarsi a zone a rischio di scoscendimenti.
E le ove? A neanche un mese dal loro collaudo sono state messe sotto pressione. Un gran via vai di camion pieni di detriti si sono visti già dal pomeriggio di martedì e così ancora per gli altri giorni. Dalla sola zona delle ove a Capolago una cinquantina di viaggi con diversi camion, caricati da 4 ruspe guidate da 8 collaboratori della Eco2000, hanno lavorato incessantemente per togliere i detriti arrivati giù dal Generoso con la pioggia di martedì. Ancora sconosciuta la quantità di materiale trattenuto dai canali… materiale che – grazie al lavoro delle ove – non è caduto sull’autostrada sottostante! La situazione però non è stata la stessa appena pochi chilometri più a nord. Tra Maroggia e Bissone infatti mercoledì mattina l’A2 è stata invasa da una colata di fango e detriti che ha di fatto mandato in tilt il traffico: chiusa la tratta in entrata e in uscita da Mendrisio a Lugano Sud. Notevoli i disagi registrati partendo proprio da Bissone dove si è resa necessaria l’evacuazione di alcune abitazioni.
Il computo dei danni potrà essere fatto solo a posteriori. Nel comprensorio della Valle di Muggio si sono moltiplicati gli alberi caduti, gli allagamenti e – come spesso capita – è giunto l’avviso di non potabilità dell’acqua. L’azienda locale di Breggia segnala alla popolazione che a causa dei danni agli impianti di approvvigionamento idrico è stata compromessa anche la quantità e pertanto i cittadini sono stati invitati a usare in modo parsimonioso l’acqua che – al momento di andare in stampa giovedì – era ancora non potabile.
La stazione di misurazione di Coldrerio con 351.0 mm di pioggia ha stabilito il record di precipitazioni cadute in tre giorni (tra il 25 e il 27 luglio). La serie di misure presso questa stazione è iniziata nel 1918, una delle più “longeve”.
A Vacallo – continuando il viaggio nel distretto – si sono aperte spaccature nelle strade. A Chiasso i sottopassaggi si sono riempiti d’acqua mentre alcune case sono state parzialmente evacuate a causa di pericoli connessi all’elettricità. Il riale Fontanella a Morbio si è gonfiato, al punto da provocare l’invasione del fango in abitazioni della zona.
La circolazione in vari punti della regione è stata interrotta; una frana ha bloccato momentaneamente anche i treni della Ferrovia Monte Generoso.
Il parcheggio del Centro Breggia a Balerna è stato evacuato e si è resa necessaria pure la chiusura del valico di Ponte Faloppia.
Il Laveggio è uscito dagli argini nella zona di Valera tra Genestrerio e Ligornetto.