Fusioni, l’invito di Vacallo

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Chiediamo la vostra disponibilità ad avviare una discussione sul tema delle aggregazioni nel Basso Mendrisiotto, si legge in una lettera del Municipio di Vacallo recapitata la scorsa settimana ai Municipi di Balerna, Breggia, Chiasso, Morbio e Novazzano.
Contiguità dei territori e temi rilevanti che riguardano tutte e 6 le realtà comunali sono le motivazioni che spingono Vacallo, all’inizio della nuova legislatura, che durerà solo tre anni, ad esplorare un’idea che finora è stata sostenuta in modo esplicito e convinto da pochi politici, in particolare dal sindaco di Chiasso e, più di recente, dal vice sindaco di Vacallo.

I secchi “no” del primo decennio
Val la pena ricordare che nella città di confine una piccola fusione “a tre” era già stata tematizzata nel primo decennio di questo secolo grazie all’iniziativa di chi allora guidava i Comuni, Claudio Moro a Chiasso, Claudio Ceppi a Morbio Inferiore, Pietro Zanotta a Vacallo, tutti e tre liberali. All’inizio della trattativa c’erano anche Balerna e Novazzano, che però, poco dopo, si chiamarono fuori.
Il lungo lavoro di preparazione e d’indagine di chi rimase a difendere comunque una mini fusione franò nel momento di consultare i cittadini: se dalle urne di Chiasso uscì un sì convinto, da quelle dei paesi limitrofi sbucò – a sorpresa – un secco no.
Seguì una proposta analoga tra Ligornetto e Stabio, ma anche qui la fusione non ebbe seguito perché i cittadini della borgata più ricca dissero chiaramente di no.
Le imposte comunali
Il paese di Vincenzo Vela scelse più tardi la strada indicata da Mendrisio. Stabio, invece, non ha più cercato altre alleanze e da anni offre un moltiplicatore stabile al 65%, secondo soltanto a quello che riempie di gioia i cuori dei residenti e delle società di Castel San Pietro, felici di pagare al proprio Comune appena il 55% dei tributi dovuti al Cantone; si rallegrano, naturalmente, anche i paesini della sponda destra della Valle di Muggio, Casima, Monte e Campora, “accorpati” nel 2003 a Castel San Pietro. Altro villaggio che non è coinvolto in nessuna discussione è Coldrerio, da anni con una pressione fiscale stabile all’80%. Andando verso il Basso Ceresio si trova Riva San Vitale, dove pure venne sondato a suo tempo l’umore dei residenti, che preferirono starsene da soli, come quelli di brusino Arsizio.
Fra quelli ora interpellati da Vacallo, un solo borgo, Novazzano, esibisce un carico fiscale davvero attraente, come quello di Stabio, al 65%. Elevato quello di Chiasso, che ogni anno assume un mare di spese per servizi di cui beneficiano i residenti di tutti gli altri Comuni.

Molti cambiamenti
Nella politica regionale sono cambiati molti aspetti rispetto ai due esperimenti (falliti) di fusione; è nato, grazie alla determinazione del Municipio di Mendrisio, e dell’ex sindaco Carlo Croci in particolare, un nuovo polo attorno al capoluogo, formato da una dozzina di realtà comunali; il Cantone, in anni più recenti, ha spinto sull’acceleratore accompagnando altre fusioni, fra cui Bellinzona.

Equilibri politici mutati
Sono mutati anche gli equilibri politici dei Municipi del Mendrisiotto. E non di poco. Oggi il PPD governa con maggioranze relative a Vacallo, Morbio, Novazzano, Balerna, borghi condotti, all’epoca, dai liberali.
Da quel che si può capire in controluce, leggendo la proposta di Vacallo, non sembra proprio che l’auspicata discussione a 6 appartenga a maggioranze o minoranze particolari. Si sa, infatti, che ovunque, nel Basso Mendrisiotto si riflettono sensibilità diverse, anche all’interno dei medesimi partiti: c’è chi, non temendo di voltar pagina nella storia del Comune ticinese, è convinto che questa sia l’unica strada per costruire progetti forti, per farsi sentire, ricevere finanziamenti; chi ha manifestato aperture a parlarne, al di là dell’obiettivo da raggiungere; chi culla l’idea di un Comune unico del Mendrisiotto, mirando – così facendo – a orizzonti temporali irraggiungibili, almeno alle attuali generazioni. Infine, ecco coloro che non vogliono neppure entrare in materia, non avendo nessuna intenzione di sacrificare la propria stabilità – quella fiscale prima di tutto – sull’altare di progetti regionali che devono per forza passare attraverso la riorganizzazione e la centralizzazione dei servizi comunali.

Il “doppio” delle prima versione
Appare significativa la scelta di Vacallo di coinvolgere 6 realtà, il doppio della “versione” del 2008. E di sentire, fra queste, anche Breggia, sintesi di una fusione vallerana che fatica a farsi strada, nonostante l’impegno di Municipio e Legislativo. Proprio durante la campagna elettorale per le recenti “Comunali” di aprile si erano levate voci accorate nel manifestare delusione di vivere in una realtà con poca anima, priva di prospettive, al di là dell’ordinaria amministrazione; che comunque è costosa, visto che qui, nella sponda sinistra della Val di Muggio, si pagano le imposte più elevate rispetto agli altri centri invitati alla discussione.