PoLuMe: “Un’opera necessaria”

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“Un’opera necessaria ma anche un’occasione di riqualifica del territorio” in questi termini il consigliere di Stato e direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali commenta a l’Informatore la posizione del Cantone sul progetto che ha surriscaldato il Sottoceneri in questo 2021: il potenziamento dell’autostrada A2 nella tratta fra Lugano e Mendrisio (PoLuMe). Progetto “disegnato” dall’USTRA (Ufficio federale delle strade) con l’intento di realizzarlo entro il 2040. Le parole del consigliere di Stato (nella foto) sono chiare: evidenziano che da un lato il Cantone riconosce la necessità dell’opera per sciogliere il nodo-traffico nella regione del Sottoceneri e nel contempo la intende come un’occasione per portare a termine degli scenari di riqualifica del territorio. Ieri è stato annunciato ai media l’esito della consultazione dei Comuni interessati al progetto.

Da pagina 3

Dopo mesi di prese di posizione da parte dei Comuni e di varie associazioni, discussioni e anche una raccolta di firme contrarie al progetto, sul potenziamento dell’A2 nel tratto Lugano-Mendrisio siamo arrivati ad una svolta. Ieri pomeriggio infatti, il Dipartimento del territorio (DT) e l’Ufficio federale delle strade (USTRA) hanno annunciato ai media l’esito della consultazione dei Comuni interessati e del Cantone in merito al progetto generale denominato PoLuMe. Erano presenti il consigliere di Stato e direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali, Guido Biaggio quale vicedirettore USTRA e capodivisione Infrastruttura stradale EST, e Marco Fioroni, capo Filiale USTRA Bellinzona. In pratica le autorità cantonali hanno divulgato ieri pomeriggio l’esito della consultazione dei Comuni sulla quale lo stesso Dipartimento del Cantone ha espresso la propria opinione.
Ricordiamo che neanche un mese fa – era il 5 maggio – il comitato promotore della petizione contro il potenziamento dell’autostrada aveva consegnato a Palazzo federale 6’306 firme per dire “No alla terza corsia fra Lugano e Mendrisio! Salviamo il Mendrisiotto e il Basso Ceresio”. Autografi raccolti in larga maggioranza tra le persone residenti nel comprensorio interessato dal progetto PoLuMe: un 30% di abitanti del Mendrisiotto, un 25% del Basso Ceresio ed un 24% dagli abitanti del Luganese. Secondo i contrari, tale progetto non risolverà i problemi di traffico della regione e per di più non restituirà la salute ed il territorio alla popolazione. Fra i vari pareri espressi in questi mesi, ricordiamo quello di ASTUTI, l’Associazione ticinese utenti dei trasporti pubblici secondo la quale il potenziamento così come proposto dal progetto a regia federale, non tiene conto degli scenari futuri della mobilità regionale. Anche Cittadini per il territorio Mendrisiotto, ATA Sezione Svizzera Italiana e Iniziativa delle Alpi avevano inviato le loro preoccupazioni sul progetto a Berna.
Di segno opposto la posizione espressa dalla sezione Ticino del TCS che si è detta pronta ad appoggiare il progetto dell’USTRA.
A scaglioni, i Comuni della regione hanno espresso in consultazione una posizione per lo più critica rispetto al progetto (ma sul dettaglio riferiremo nella prossima edizione).
Punti di vista diversi sono emersi anche dalle sezioni locali dei partiti politici. Chi ha dato priorità alle esigenze di fluidificare il traffico frontalieri, chi all’attenzione all’ambiente e quindi all’inquinamento atmosferico, chi al profilo paesaggistico e chi all’impatto dell’investimento economico.

Il progetto è in consultazione dalla fine del 2020
Nel settembre del 2020 era stato annunciato che il progetto dell’USTRA era pronto per essere posto in consultazione durante l’autunno. Consultazione scaduta poi il 15 marzo di quest’anno.
Nel concreto, il progetto prevede l’aggiunta di una corsia emergenza alle tre gallerie presenti sul tratto (Gentilino, Melide-Grancia e Bissone-Maroggia che vediamo nell’immagine) e la riorganizzazione degli allacciamenti alla rete locale per fluidificare al contempo sia la rete autostradale che quella cantonale. L’obiettivo annunciato dall’USTRA era proprio quello di mettere in funzione una terza corsia dinamica nel tratto compreso fra Lugano e Mendrisio per superare i problemi di capacità dell’autostrada A2 durante le ore di punta.

• L’iter come procede ora?
Dopo la consultazione, il dossier viene inviato al Consiglio federale per la sua approvazione. Dopodiché toccherà al Governo presentare al Parlamento la propria richiesta di finanziamento che – secondo le previsioni – si inserirà nell’ambito del Programma di sviluppo strategico strade nazionali (PROSTRA) per il quadriennio 2023-2027.