Il vaccino anche per gli over 45

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Il virus non scomparirà da solo. Per questo è indispensabile continuare ad aderire alla strategia dei quattro pilastri – limitare, testare, proteggere, vaccinare – volta a contenere le conseguenze della pandemia. È sul quarto fondamento, legato alla campagna vaccinale in corso contro il Covid-19, che il Dipartimento della sanità e della socialità ha incentrato l’aggiornamento informativo di questa settimana annunciando l’apertura delle iscrizioni per la vaccinazione alle persone over 45.

Rispetto alla situazione epidemiologica, l’atmosfera attuale è improntata a un atteggiamento fiducioso. L’incidenza del virus è in discesa. “I dati sui contagi e sul numero di ospedalizzazioni sono stabili” ha fatto notare il direttore del DSS Raffaele De Rosa: “tutti sperano di ritrovare una nuova ordinarietà”, anche in vista degli allentamenti e delle riaperture che si prospettano sul piano nazionale nei giorni a venire e dell’arrivo dell’estate. In questo contesto, la campagna vaccinale rappresenta la chiave di volta: “il vaccino protegge davvero dal virus” ha asserito il consigliere di Stato, rilevando che in Ticino si avanza a un ritmo elevato. È già stata superata la soglia delle 150’000 vaccinazioni eseguite; oltre 51 mila ticinesi hanno già ricevuto la seconda dose. La partecipazione della popolazione alla campagna in corso è notevole: tra coloro che hanno superato i 65 anni il grado di adesione ha toccato l’80%. Si è giunti ora all’ottava fase, dando la possibilità di iscriversi alle persone di età superiore ai 45 anni.
La velocità impressa alle operazioni, ha commentato il direttore della Divisione della salute pubblica Paolo Bianchi, è dettata dalla disponibilità del siero. Da tre settimane a questa parte si è registrato un vero cambio di passo, sorpassando il limite delle 21’000 dosi iniettate per settimana. Ai quattro maxi-centri sul territorio cantonale, si è aggiunta dagli scorsi giorni anche la sede di Tesserete.
Gli appuntamenti vengono distribuiti in base a priorità definite da criteri di salute pubblica. All’interno della categoria dei cittadini dai 45 ai 55 anni verrà data la priorità a chi ha già compiuto i cinquant’anni, in considerazione del fatto che le complicazioni maggiori legate al Covid si verificano in pazienti di età superiore, anche se, come è stato ricordato, nei reparti di terapia intensiva sono ricoverate persone che non hanno ancora raggiunto i quarant’anni. La velocità con la quale verranno fissati gli appuntamenti sarà comunque proporzionale alle forniture che arriveranno in Ticino. Dopo le oscillazioni dei mesi scorsi, gli approvvigionamenti sono oggi più regolari.
Valicato questo stadio, verrà offerta la possibilità di vaccinarsi a tutti i ticinesi over 16. I rischi connessi al cosiddetto “long Covid”, ha spiegato il medico cantonale Giorgio Merlani, sono reali anche per i più giovani. “Pensiamo anche a noi stessi – ha proseguito. – Dopo mesi di restrizioni, una volta vaccinati, verranno meno i limiti per gli spostamenti”. Permangono per ora gli interrogativi collegati al certificato vaccinale: restiamo in attesa, come ha ripetuto il dottor Merlani, assicurando che Berna sta lavorando su questo punto di concerto con le autorità europee.
Il medico cantonale ha affrontato anche il tema dell’immunizzazione per le persone che sono reduci dalla malattia. Se si sono sviluppati sintomi legati al virus Sars-Cov 2, il consiglio è di non sottoporsi all’iniezione per almeno quattro settimane successive al contagio. Per chi è al di sotto dei 65 anni è possibile attendere fino a sei mesi; per gli “over” invece è ideale non superare i tre mesi.
E se sono entrato in contatto con il virus in modo asintomatico e mi sottopongo al vaccino? “Non ci sono conseguenze, non bisogna avere timori in questo senso” ha affermato il dottor Giorgio Merlani.
Nei maxi-centri si procede in modo spedito a vaccinare le diverse fasce di popolazione.