Chi ha già votato? Si sfiora il 40%

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È scaduto ieri il termine per spedire il proprio voto per corrispondenza. Rimane invece aperta la possibilità di depositare il proprio voto nelle cassette comunali: le autorità cantonali ricordano che va fatto entro le 12 di domenica 18 aprile.

A ieri mattina, la media di partecipazione al voto calcolata fra tutti i Comuni della regione sfiorava il 40%. Giunge al termine una lunga e, per molti versi, singolare campagna elettorale in vista del rinnovo dei poteri comunali. Scatta l’ora del voto: domenica 18 aprile a mezzogiorno i giochi saranno fatti. Lo scoppio della pandemia, che ha spinto il Governo ticinese, un anno fa, ad annullare il confronto con le urne ha prolungato di fatto la legislatura e ha stravolto le modalità con le quali i candidati si presentano di fronte all’elettorato, le abitudini di voto (dalla presenza ai seggi all’invio delle buste per corrispondenza) e modificherà anche le operazioni di spoglio delle schede che dovranno sottostare alle misure sanitarie in vigore. Proviamo a scattare una fotografia del numero di elettori che hanno già completato le loro scelte. I dati sono quelli forniti ieri mattina dalle Cancellerie comunali. Li confrontiamo al totale registrato 5 anni fa:
Mendrisio: 36.73% (65.19 il totale nel 2016)
Chiasso: 37% (60% nel 2016)
Breggia: 38% (64,51%)
Morbio Inferiore: 35% (58,4%)
Stabio: 36,5% (62,67%)
Coldrerio: 39,5% (68,96%)
Castel San Pietro: 40,65% (64,78%)
Novazzano: 39% (72,47%)
Vacallo: 38,4% (64,19%)
Balerna: 37,5% (61,79%)
Riva San Vitale: 42% (68.68%)
Brusino: 36% (78,33%)
Arogno: 44% (66,75%)
L’attesa per i risultati, intanto, si fa pressante. I nomi degli eletti nei consessi municipali saranno resi noti, verosimilmente, nella giornata di lunedì prossimo, al termine delle operazioni di spoglio che, come detto, saranno dilatate nel tempo per garantire il rispetto delle norme igieniche e di distanziamento sociale. Stando alle previsioni della Cancelleria dello Stato, i risultati per quanto concerne gli organi legislativi si conosceranno a partire da mercoledì.
Per ora possiamo limitarci a tirare le somme rispetto ai mesi che ci lasciamo alle spalle. Se le occasioni di incontro fra candidati ed elettori (strette di mano, aperitivi, pranzi, conferenze, eventi culturali,…) sono state cancellate a causa delle misure di contenimento del virus, la voglia di farsi conoscere ha spinto i componenti delle diverse liste a mettere nero su bianco idee e suggestioni. Il nostro settimanale ha pubblicato dall’edizione del 15 gennaio a quella di oggi 181 contributi tra opinioni (la gran parte) presentazione di gruppi politici, resoconti di assemblee di partito.

La comunicazione ha trovato vie alternative in questa anomala campagna elettorale. Assemblee e incontri online si sono moltiplicati. Le piattaforme Zoom e Teams sono diventate le nuove piazze di confronto. Si sono affermati i social come canali di espressione e di dialogo e – perché no – per fare conoscere i volti e i profili dei candidati. La cartellonistica e le pubblicità, oltre agli spazi ufficiali, hanno invaso anche le pareti delle case private, le staccionate dei giardini, i prati incolti e le fiancate delle automobili. Malgrado la crisi sanitaria e le misure di distanziamento, quella che ci lasciamo alle spalle è stata sicuramente una campagna elettorale vivace, che non ha risparmiato colpi di scena e tensioni anche nei Comuni di dimensioni più ridotte.

• Occhi puntati sui due poli
La curiosità del distretto si concentra in particolare sul capoluogo. Durante l’ultima legislatura si sono succeduti vari cambi di poltrona all’interno del Municipio. È un fattore che lascia aperte molte incognite sul gradimento degli elettori. La formula attuale – 3 popolari democratici, 2 liberali radicali (fra cui il sindaco), 1 esponente della Sinistra e 1 della Lega – sarà riconfermata? Di certo i 7 componenti della compagine attuale si ripropongono al confronto con le urne.
Sia la Sinistra che la Destra si ripresentano compatti. La prima nella formula dell’AlternativA (Insieme a Sinistra e Verdi). La seconda vede lo schieramento di Lega, UDC e UDF. Nello scenario, la novità è rappresentata anche dalla presenza di un nuovo soggetto politico: la Lista civica.
A Chiasso, i cinque municipali uscenti sono di nuovo in corsa: il Plr che detiene il sindacato ambisce alla riconferma dei suoi 2 seggi, le altre poltrone sono attualmente occupate da Lega, Ppd e Sinistra. Si parla di un possibile risultato-fotocopia ma ovviamente saranno gli elettori a decidere le sorti della prossima legislatura.

• Tre Comuni stanno alla finestra
Per questa tornata sono esclusi dal fermento elettorale tre centri del Basso Ceresio ovvero Maroggia, Melano e Rovio. Sono infatti impegnati in un processo aggregativo dal quale si è in un primo tempo chiamato fuori il Comune di Arogno dove invece gli elettorali sono chiamati alle urne.

• Chi scende dal treno dopo un lungo corso
Nel passaggio da una legislatura (di 5 anni!) all’altra, scendono dal treno alcuni politici di lungo corso come ad esempio l’attuale sindaco di Riva San Vitale Fausto Medici e la vicesindaca del medesimo Comune, Luisa Vassalli Zorzi, entrambi del Ppd. Balerna si ritrova orfana del vicesindaco Adriano Cattaneo (Plr) che in questo quadriennio ha guidato il Dicastero finanze e pianificazione. Lascia dopo 21 anni di politica attiva. Sempre a Balerna la novità è costituita dall’assenza (già annunciata un anno fa in occasione delle elezioni poi cancellate) della Lista Lega dei ticinesi-UDC-Indipendenti. Non potrà quindi essere rieletta la municipale Adriana Sartori (Dicasteri Polizia, Militare, Protezione civile, moderazione del traffico).
Un altro esempio è quello di Castel San Pietro dove termina il suo mandato in Municipio il popolare democratico Giorgio Cereghetti che si è detto comunque disponibile a proseguire il suo impegno a livello di Legislativo. Figura di riferimento della Sinistra distrettuale, Matteo Muschietti ha scelto di lasciare la poltrona di municipale a Coldrerio dove in questi anni ha diretto il Dicastero ambiente, impegnandosi anche a favore di tematiche regionali e sovra-nazionali.

• Sarà una legislatura corta ma tosta
Il prossimo quadriennio sarà di fatto… un triennio. Per tutti i nuovi eletti si presenterà la difficoltà di guidare i Comuni in un momento storico che non ha precedenti. Si tratterà di trovare un giusto equilibrio fra le esigenze sanitarie e quelle socio-economiche. Le scelte alle quali saranno chiamati non si riveleranno affatto scontate, a iniziare dalla definizione degli obiettivi finanziari e delle opzioni di investimento prioritarie.