Luci su chi lavora nell’ombra

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Fotografia di Giona Pellegrini.

È caduto il velo sull’ultimo tassello dell’edizione 2021 delle Processioni Storiche di Mendrisio. Un unicum, vien da dire, in quanto si discosta completamente da quelle, secolari, cui abbiamo l’abitudine di assistere.
Annullate in extremis l’anno scorso a causa della pandemia Covid-19 che si stava espandendo a macchia d’olio, ma nella convinzione di poter ripartire quest’anno da dove ci si era fermati, Fondazione e Comitato di organizzazione si sono però resi conto, già a inizio anno, che le speranze del 2020 sarebbero state disattese.

Il Coronavirus sta tuttora interferendo con le nostre vite e, in particolare, non permette assembramenti, pubblico, eccessiva vicinanza tra una persona e l’altra, l’omissione della mascherina… Tutti fattori che sono parte integrante delle Processioni di Mendrisio!
Ecco perché la fantasia di alcuni membri del Consiglio di Fondazione e di diversi organizzatori si è messa in movimento per offrire comunque alla popolazione, che tanto tiene a queste storiche manifestazioni, un’alternativa di pregio. Detto già nella scorsa edizione de l’Informatore dell’esposizione di costumi, di oggetti della Passione, di fanali e di piccoli trasparenti nelle vetrine di 36 commerci che si affacciano sullo storico tracciato delle Processioni, ci focalizziamo ora sul tassello mancante, che è stato finalmente svelato. Da ieri sera 1° aprile e fino a domenica 11 aprile (eccezion fatta per il Sabato Santo), le vie del centro storico si animeranno al calar della sera (dalle 19.30 alle 22.30) di suoni, immagini e luci che “parleranno” di Processioni senza tuttavia mostrarle realmente.