Al via i lavori di ripristino ad Acqua del Ghiffo sul San Giorgio

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Lo scavo paleontologico presso Acqua del Ghiffo, 1928. A sinistra, accanto ai minatori ingaggiati da Bernhard Peyer, è seduto il giovane assistente Emil Kuhn con una camicia bianca. In basso si noti il cunicolo di prova scavato probabilmente nel 1906. (PIMUZ, 1928)

In località Acqua del Ghiffo, tra il villaggio di Meride e il Serpiano lungo il sentiero geo-paleontologico, la Fondazione del Monte San Giorgio, ente gestore dell’omonimo sito Patrimonio mondiale, inizierà nelle prossime settimane una nuova importante opera di valorizzazione del territorio, che andrà ad aggiungersi alla Terrazza panoramica della Val Mara a Meride, recentemente inaugurata.
In questa località affiorano livelli sedimentari fossiliferi, esplorati in passato durante campagne di scavo scientifico dell’Università di Zurigo e del Museo cantonale di storia naturale di Lugano, dando alla luce numerosi fossili di rettili marini, pesci e invertebrati con un eccezionale stato di conservazione, risalenti al periodo del Triassico Medio, 240 milioni di anni fa. La zona di scavo più bassa, ricca in pachipleurosauri e in pesci, chiamata “Cava inferiore”, è delimitata da tufi di cenere vulcanica spessi 3-4 m.
Il prof. Bernhard Peyer, con l’aiuto del personale che allora operava nella vicina Miniera di scisti bituminosi di Tre Fontane, negli anni 1927 e 1928 indagò sistematicamente il contenuto fossile degli strati rocciosi e condusse i primi scavi paleontologici all’interno del Calcare di Meride. Gli strati di Cava superiore divennero la località tipo a livello mondiale dei sauropterigi Ceresiosaurus calcagnii, Neusticosaurus peyeri e del riccio di mare Serpianotiaris hescheleri. Durante lo scavo storico fu inoltre ritrovato il primo embrione fossile di Neusticosauro.
Dal 1995 al 2004 un gruppo di ricerca dell’Università di Zurigo sotto la direzione di Heinz Furrer, in collaborazione col Museo cantonale di storia naturale di Lugano, condusse nuovi scavi. In particolare, furono indagati gli aspetti sedimentologici della roccia e studiati la frequenza, la distribuzione e lo stato di conservazione dei fossili. Alcuni di questi sono esposti al Museo a Meride, in particolare una grande lastra con 20 scheletri di Neusticosaurus peyeri, animata grazie ad una ricostruzione 3D dell’ambiente marino.
Il progetto di valorizzazione, finanziato dall’Ufficio Federale dell’Ambiente e autorizzato da una specifica licenza edilizia, avrà inizio il 29 marzo per una durata di alcuni mesi. Sono previste numerose opere forestali per la sistemazione, la pulizia e la messa in sicurezza dell’intero sedime. In particolare, è previsto lo spostamento dei detriti delle campagne di scavo storiche con la creazione di una deponia scientifico-didattica, nella quale i giovani potranno cimentarsi nella ricerca dei fossili. La zona è allacciata alla rete di sentieri esistente e alla strada comunale tra Meride e Serpiano. Questa località costituisce un ulteriore tassello sul territorio che va ad integrarsi anche dal profilo turistico con l’offerta del Museo.
Il progetto continuerà quindi nel 2022 con l’installazione di ulteriori contenuti didattici tra cui pannelli informativi, profili geologici e calchi di fossili. Seguiranno la numerazione degli strati sedimentari e la realizzazione di modelli tridimensionali di pesci e di rettili. La Fondazione del Monte San Giorgio intende inoltre valorizzare l’adiacente località Sassone di Carpanée, con la creazione di un’aula didattica nel bosco in un piccolo edificio donato dalla famiglia Angelo e Viviana Jelmini. È prevista inoltre la messa in valore di un masso erratico trasportato dai ghiacciai e l’allestimento di una zona di ristoro per i visitatori, la popolazione e le famiglie.