Rivalità? Meglio una visione d’assieme

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Quanto influisce il costo dell’energia nelle scelte di un imprenditore? Questo il primo punto di una lunga interrogazione datata 13 gennaio 2021 a cui il Municipio di Mendrisio dà oggi una risposta assai articolata. Uno “scambio” di pensieri tra consiglieri e autorità che merita attenzione. Eccone la sintesi.

 

AIM, arrivano gli “smartmeter”

Tutte le utenze dell’energia elettrica servite delle AIM verranno dotate di sistemi di conteggio intelligenti (cosiddetti “smartmeter”), per meglio conoscere i propri consumi di elettricità e comportarsi di conseguenza nell’ambito dei consumi. È quanto annuncia il Municipio di Mendrisio rispondendo a un’interrogazione posta dai consiglieri Nadir Suter, Enrico Spadini, Fabrizio Visparelli, Simona Rossini (Lega, Udc, Ind.) che avevano chiesto informazioni sulla strategia comunale riguardo al notevole rincaro del costo dell’energia. Un aumento comune a vari paesi europei, sottoforma di “imposte e balzelli vari”; tendenza che, secondo i consiglieri, è legata alla svolta energetica, che influisce sull’economia e sulle scelte degli imprenditori; costi che hanno un impatto negativo che va in qualche modo compensato dall’ente pubblico.

 

Nucleare di nuova generazione?

Ma Il Municipio non è d’accordo: “il sussidiamento con denaro pubblico di consumi energetici privati, se è questo che gli interroganti intendono, non è un tema”. Occorre invece attenersi alla politica energetica della Confederazione, secondo la quale l’energia meno cara è quella non consumata. Per questo il Municipio, che non dispone ovviamente di produzioni energetiche proprie – e dunque non ha alcuna influenza sui prezzi – insiste sul risparmio di elettricità, sull’isolamento degli edifici, sull’impiego dei veicoli elettrici nell’ambito di una strategia che viene accompagnata da contributi pubblici in favore di chi fa queste scelte. Dunque, ne beneficiano anche gli imprenditori che possono pure consultare lo Sportello energia, aperto da qualche anno in seno all’amministrazione comunale. Nella loro interrogazione i consiglieri avevano accennato a centrali nucleari “di nuova generazione”, ora allo studio in diversi paesi con l’obiettivo di garantire un approvvigionamento di elettricità sicuro. Ma il Municipio ricorda che uno dei pilastri della politica energetica in Svizzera è proprio l’abbandono dell’energia atomica e della progressiva chiusura delle centrali, già in atto.

 

Salari alti e entrate fiscali

Chiuso il capitolo energia, il Municipio risponde alle altre domande poste dai consiglieri; prima fra queste le conoscenze di cui dispone l’autorità comunale riguardo ai salari pagati a Mendrisio nei vari settori rispetto agli stipendi medi versati in Ticino e in Svizzera. Buoni salari – così ragionano i consiglieri – garantiscono ottime entrate fiscali al Comune. Ma studi e valutazioni di questo genere non ce ne sono, risponde il Municipio, rinviando alle informazioni generali a livello di “grandi regioni”, come il Ticino, contenute nei vari siti dell’amministrazione cantonale e federale. In ogni caso le informazioni sugli stipendi pagati a coloro che abitano e lavorano a Mendrisio sarebbero incomplete per determinare la consistenza delle relative entrate fiscali. Infatti bisogna considerare anche “le entrate generate dai cittadini che lavorano fuori Città”. In altre parole “il luogo di lavoro del cittadino è poco rilevante”.

 

Zurigo in testa, Ticino in fondo

Hanno invece ragione i rappresentanti del gruppo Lega Udc quando sostengono che gli stipendi pagati a Mendrisio sono “probabilmente” inferiori a quelli pagati in Svizzera. La realtà locale, per i motivi appena scritti, non è possibile conoscerla, “ma le statistiche realizzate dalla Confederazione, indicano che in Ticino il salario mediano è inferiore a quello nazionale”, scrive il Municipio. Più nel dettaglio: la regione di Zurigo guida la classifica dei salari, il Ticino è ultimo in classifica. Per contrastare tale realtà, conosciuta anche con il nome di dumping salariale, il Canton Ticino ha adottato negli ultimi anni due strumenti importanti: i contratti normali di lavoro, ben 19, che, nelle parti più esposte del mercato di lavoro garantiscono condizioni salariali minime obbligatorie per i datori di lavoro; e il salario minimo, entrato in vigore nel gennaio di quest’anno, dopo un percorso assai travagliato iniziato nel 2015 con l’iniziativa dei verdi “Salviamo i salari in Ticino”. Si tratta di contromisure per contrastare la pressione sui salari; per quelli più bassi, ricorda il Municipio, la Svizzera dispone di un buon sistema di aiuti.

 

Promovimento e pianificazione

Le cose stanno lentamente migliorando, per quanto riguarda l’evoluzione dei salari da quando il Ticino si è dotato di scuole superiori, come la SUPSI, l’USI  e vari istituti di ricerca, ma ci sono ancora dei ritardi da recuperare, ben sapendo comunque che le aziende sono libere di insediarsi dove vogliono; e di andarsene quando lo ritengono opportuno, com’è capitato a Mendrisio. Aspetti negativi che i consiglieri avevano sottolineato nella loro interrogazione, chiedendo quale ruolo abbia l’ufficio comunale per il promovimento economico nella pianificazione.  Non è specificato, nell’interrogazione, quale tipo di pianificazione intendano i consiglieri, ma il Municipio specifica che tale ufficio non pianifica nulla; lavora invece a stretto contatto per lo scambio di informazioni con l’ufficio tecnico.

 

Nessuna voglia di rivaleggiare

L’autorità comunale, davanti a una classifica portata dai consiglieri sulle migliori performances delle città in rapporto alle realtà economiche, crede che occorre guardare a questi elenchi “con grande cautela”, anche se sono “molto in voga”; il Municipio preferisce argomentare con i dati disponibili e reali. Ma l’amministrazione si è rimboccata comunque le maniche e riproduce i risultati di uno studio condotto da un istituto “di prestigio”, il Credit Suisse, che è ha confezionato una classifica per regione economica a livello nazionale. Per quanto riguarda il Ticino: Mendrisio è al 53° rango, Lugano in 58.a posizione, Bellinzona alla 75.a e Locarno all’87° rango.

Il Municipio chiarisce infine di non aver voglia di mettersi in competizione con altri distretti, preferendo una visione d’insieme:  “Mendrisio non vuole entrare in dinamiche di rivalità poco remunerative con gli altri poli urbani del Cantone: siamo certi che la crescita della Città è intrinsecamente legata allo sviluppo dell’intero Cantone e viceversa”.