Cigni al pascolo

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La distanza tra la tenuta Bally, nei pressi dello svincolo di Lugano Sud dell’A2 e le sponde del Ceresio è ben più lunga da quella che separa il campo in questa immagine dalla riva di Capolago/Riva San Vitale. Diversi automobilisti hanno già segnalato a Ficedula in passato lo sconfinamento dei cigni di Lugano, che cercano cibo nei campi, anche se sono lontani, non essendo ancora fiorite le alghe e le altre erbe lacustri, la loro alimentazione prevalente. Ma ai cigni piacciono anche vermi e lombrichi che trovano in abbondanza nella terra smossa dai trattori in occasione della semina dell’erba necessaria all’avvicendamento delle colture per rigenerare il terreno.

Se ne vedono fino a una quindicina di esemplari sui fondi prativi a bordo dell’A2; ma il fenomeno è piuttosto circoscritto a Capolago: gli esemplari in trasferta in queste ultime settimane sono i soliti tre. Altrove, nei Cantoni di Svitto e Glarona i contadini si sono molto arrabbiati e hanno chiesto all’autorità federale di inserire i cigni nelle specie regolabili, cioè cacciabili.
Il cigno, stando a quanto si vede nel Basso Ceresio, vola lontano almeno quanto il germano reale, altra specie di uccello acquatico che si sposta notevolmente per cercare cibo, anche nei boschi, soprattutto le castagne. A proposito di cibo, Ficedula rinnova l’invito a non dare pane ai cigni: si tratta di un prodotto fermentato di cereali che a lungo andare provoca danni alla digestione, sia dei cigni, sia delle anatre.
Pesante una decina di chilogrammi e con un’apertura alare di un paio di metri, il cigno reale è piuttosto impacciato quando cammina fuori dall’acqua, per andarsi a ripulire, riposare o a dormire sui moli e sulle rive. Anche la manovra di alzarsi in volo per portarsi in altre zone del lago è piuttosto impegnativa: il cigno ha bisogno di un ampio spazio libero davanti a sé per correre sull’acqua e poi alzarsi in volo, battendo rimicamente le ali con un suono forte e inconfondibile. Il volo del cigno è magnifico e altrettanto lo è l’approdo, con le zampe usate a mo’ di pedale del freno.
Come ci arrivano i tre cigni sul prato di Capolago? Volando, vista la distanza dal lago che è di diverse centinaia di metri. Pochi, tuttavia, li hanno visti ripartire dal prato per tornare… a casa. Gli ornitologi spiegano che necessitano di un terreno piuttosto stabile per prendere la rincorsa prima di alzarsi in volo; probabilmente gli uccelli che pascolano nel prato di Capolago, piuttosto molle, camminano fino a raggiungere un piazzale o una stradina. Ma per vedere davvero come fanno bisogna avere pazienza, aspettando che abbiano finito di beccare.