L’impegno dell’AARDT e i 50 anni del suffragio femminile

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Nell’immagine il riordino di uno dei fondi lasciati all’AARDT dalle famiglie. Servirà per preparare la biografia.

Raccolgono un pubblico sempre numeroso ogni volta che si presentano, le signore che dal 2001, quando le carte erano conservate in un una vecchia villa di Melano, si occupano degli Archivi Riuniti delle donne Ticino.

La pandemia ha frenato gli appuntamenti. Ma la primavera, recherà con sé la gioia di festeggiare e riflettere su un lavoro di ricerca minuzioso e nuovo, che ha portato l’associazione, oggi con sede a Massagno, a togliere dall’oblio decine e decine di donne che hanno contribuito a costruire la storia del Ticino, al pari degli uomini, in ogni settore, l’educazione, la formazione, la salute pubblica, la difesa, l’architettura, l’arte, la cultura, la musica…

E la politica. Proprio la politica – che ci pone oggi esattamente al cospetto dei 50 anni dalla concessione alle donne del diritto di voto e eleggibilità sul piano nazionale – lascia col fiato sospeso la presidente e cofondatrice degli “Archivi”. Renata Raggi-Scala, infatti, confida a l’Informatore la sua personale delusione nel vedere che, in molte liste relative alle “comunali” del 18 aprile “le donne sono ancora poche, con scarse possibilità di essere elette, non avvicinando di certo, così facendo, l’auspicata compiutezza della nostra democrazia”. Tutto fa pensare che, aperte le urne, il genere maschile sarà ancora dominante nei Municipi, fatte salve importanti realtà comunali del Mendrisiotto che stanno già dando da anni alle donne ruoli di primo piano.
La speranza di Raggi-Scala è legata all’attenzione che le nuove generazioni stanno dimostrando verso i risultati dell’impegno che l’AARDT ha avuto finora per cercare, conservare, valorizzare le storie delle donne di questo Cantone, dalla fine del diciannovesimo secolo in poi. “Sono state ricostruite oltre un centinaio di biografie, che presentiamo di volta in volta alla popolazione. Vorremmo che le nuove generazioni, donne e uomini, crescessero con una diversa consapevolezza, grati alle donne che ci hanno preceduto in una vita spesso segnata dalla fatica e dalle discriminazioni. Siamo andate tante volte nelle scuole; sono gli studenti del Liceo di Locarno, per esempio, che hanno scelto le donne ticinesi, due per Cantone, che con le loro immagini ci guardano dai muri del centro storico di Berna in queste settimane”, spiega Renata Raggi-Scala.

Mendrisio, buon esempio
Ci sono anche altri gesti, più semplici e duraturi, se si vuole, per dare rilievo alla storia delle donne, quasi sempre celata da quella degli uomini. Qualcuno, come il Municipio di Mendrisio, sta dando il buon esempio, studiando quali vie e piazze possono essere dedicate alle donne, oltre alle poche che già figurano nello stradario della città. “Dovremmo cercare, ciascuno nella propria realtà, figure di donne che possano sostituire le indicazioni meno significative, come Sentiero delle primule, Via delle vigne, Via delle scuole; nomi di luogo che si trovano ovunque. Sarebbe, anche questo, un piccolo segnale per ridurre la distanza che esiste in politica tra i due sessi. Distanza che gli “Archivi” e altre associazioni hanno cercato di colmare, negli anni, con corsi e formazioni a favore della donna che, per tradizione, purtroppo, ha avuto a lungo minori opportunità rispetto all’uomo”, conclude la presidente.