Pandemia, i ponti dei Comuni

0
641
Stabio. La maggior parte dei comuni dispone di un servizio sociale efficiente in grado di rimanere vicino ai cittadini in questi mesi difficili

Toccherà alle cancellerie e ai servizi sociali dei Comuni trattare, mettere il timbro e spedire al Cantone le richieste di prestazione-ponte cantonali legate alle conseguenze economiche della pandemia. Aiuti straordinari che sono stati autorizzati la scorsa settimana dal Gran Consiglio, riunito a Mendrisio e che sono destinati ai lavoratori indipendenti e ai “precari” che hanno esaurito le indennità previste dalla Legge sulla disoccupazione e gli altri aiuti della rete sociale.

 Il ruolo dei Comuni

Non è la prima volta che i Comuni, nel corso di questa lunga pandemia, si occupano direttamente dei cittadini in difficoltà. Il loro ruolo è riconosciuto anche dal Consiglio di Stato che nel messaggio approvato la scorsa settimana dal Parlamento scrive: “numerosi Comuni e diversi enti privati hanno fornito importanti aiuti supplementari a quelli del Cantone e della Confederazione sotto forma di sostegni puntuali e di regola non ripetibili. Aiuti destinati a fronteggiare esigenze specifiche, quali per esempio spese dentarie, affitti arretrati, fatture e conguagli riferiti all’alloggio, prestazioni sanitarie non coperte dalla cassa malati, partecipazione ai costi medici, spese scolastiche e spese per l’accudimento dei figli”.

L’impegno verso i singoli

Accanto alle misure destinate  alle varie componenti della popolazione, come la scatola gratuita di mascherine, la spesa a domicilio, la concessione di piccoli prestiti senza interessi a imprese locali in difficoltà, la riduzione della tassa sulla spazzatura, il versamento alle micro-imprese di contributi pari alle tasse dei rifiuti, dell’elettricità, dell’occupazione del suolo pubblico, i Comuni si sono dati molto da fare con i singoli, soprattutto con l’avvento della pandemia, nei primi mesi dello scorso anno.

A Stabio, per esempio, nell’ambito di un “fondo Covid” dotato di 1 mio di fr istituito dal Consiglio comunale su una proposta molto articolata del Municipio, sono stati concessi aiuti straordinari a economie domestiche in palese difficoltà finanziarie, che si sommano a buoni acquisto; buoni trasformati in spesa nei negozi per un valore di 112’660 franchi.

Spesa in Italia e frigorifero vuoto

Ma è parlando con la titolare dell’Ufficio servizi e attività sociali, Marion Bernardi che si capisce quanto la pandemia abbia inciso sul quotidiano dei cittadini  travolti dalla pandemia. “Ho visto tanta disperazione nei primi mesi dello scorso anno; in particolare nelle famiglie e nelle persone che vivono del modesto sostegno sociale, l’ex pubblica assistenza. Qui a Stabio siamo vicini all’Italia e dunque fare la spesa oltre confine è un’abitudine, soprattutto per queste famiglie – tra loro le “monoparentali” – che devono risparmiare il più possibile; e che da un giorno all’altro si sono trovate senza provviste, con il frigo vuoto; private anche del “Tavolino magico”, che pure era stato chiuso”.

C’è chi ha lasciato soldi alle cancellerie

“Noi conosciamo queste famiglie – prosegue Bernardi –  le abbiamo chiamate e aiutate con la collaborazione di diversi enti benefici della nostra regione. Ci sono state persone che sono venute qui nei nostri uffici lasciandoci dei soldi, che abbiamo convertito in buoni spesa da spendere nei negozi locali, che le famiglie a basso reddito hanno frequentato poi anche dopo e adesso, nei lunghi mesi della seconda ondata. Abbiamo pure telefonato a tutte le persone sole e sono state numerose quelle che ci hanno chiesto di richiamarle ancora perché avevano bisogno di sentire accanto a loro il Comune”.

Tutti assegnati i 100 mila fr alle società

Un buon riscontro l’ha avuto l’incentivo di 1’000 fr dato alle ditte che assumono apprendisti: 11 le richieste inoltrate al Municipio; un paio le aziende che si sono annunciate per ricevere l’incentivo di 5 mila fr a per aver assunto disoccupati; il budget a disposizione per le associazioni del paese, di 100 mila fr, è stato interamente stanziato.

 

1’000 fr per 3 volte al massimo

Con la pubblicazione, a breve, del Decreto legislativo urgente per la prestazione-ponte decisa dal Cantone, la vicinanza dei Comuni ai cittadini in difficoltà resterà in primo piano. Le cancellerie riceveranno formulari e guide. La prestazione – ricordiamo –  prevede il riconoscimento di un aiuto finanziario straordinario limitato nel tempo e una consulenza personale per determinate categorie di lavoratori in difficoltà che hanno subito una riduzione delle entrate, non essendoci stata una ripresa totale delle attività economiche ordinarie.

Se le prestazioni sociali già in essere per queste persone –  indipendenti con piccole attività, lavoratori precari – sono esaurite, il Cantone potrà versare quanto manca per ristabilire l’autonomia finanziaria del richiedente, per evitare che debba far capo all’assistenza. Al massimo 1’000 fr al mese per il primo/la prima componente del nucleo famigliare e 500 fr al mese per ogni ulteriore componente, al massimo 3 volte nel periodo di validità del Decreto legislativo urgente. Il Cantone calcola che ne potranno beneficiare tra le 6’000 e le 7’500 persone.

I buoni spesa elargiti da terzi

Molti Comuni ticinesi, anche nel Mendrisiotto, si sono dotati negli anni di reti sociali importanti, come Mendrisio, che dispone dell’aiuto complementare comunale. Più o meno tutte le cancellerie dispongono di uffici di attività sociali che ora sono chiamati ad occuparsi anche della “prestazione-ponte” in parte finanziata dagli stessi Comuni.

Come a Stabio,  l’ufficio di Mendrisio, con una competenza estesa in tutti gli ex comuni diventati  quartieri, ha una lunga esperienza in materia, riconosciuta dal Municipio che ha delegato proprio alle assistenti sociali, quando si tratta di assegnare gli aiuti puntuali, nell’ambito del Fondo sociale comunale, la valutazione, soggettiva, della situazione di vulnerabilità sociale e economica dei richiedenti, Nel 2020 le richieste soddisfatte attingendo a tale fondo, sono state 48, per un totale di 13’533,90 fr, in linea con la spesa degli anni precedenti. A queste si sono però aggiunti i buoni-spesa elargiti da terzi e gestiti dalla città. Il Casinò Admiral ha donato 203 tessere dal valore di 50 fr da spendere nei punti Coop, per un totale di 10’150 fr; altri buoni, da spendere nei negozi Denner, sono stati consegnati al Comune in favore delle famiglie con minori 0-12 anni dalla Fondazione Alberta e Pierina Valsangiacomo.

La rete di contatti nei vari quartieri

“Di questi aiuti – spiega Tiziana Madella, capo settore responsabile dell’antenna sociale – hanno beneficiato persone che non hanno potuto usufruire dei servizi di appoggio, come il Tavolino magico, e lavoratori che hanno subìto conseguenze dirette e indirette a  causa della limitazione delle attività economiche”.

“Riguardo al Fondo sociale comunale – prosegue Madella –  che assegna al richiedente al massimo 300 fr, di regola una volta all’anno, abbiamo notato che le domande d’aiuto non sono aumentate durante questi mesi difficili; questo è dovuto, secondo noi, al fatto che le procedure per accedere alla rete sociale  del Cantone e della Confederazione sono state accelerate e semplificate per il versamento dei vari contributi a chi ne ha diritto. Anche il Tavolino magico ha potuto riaprire grazie ai giovani volontari che l’ACD, Assistenza e cura a domicilio, aveva attivato lo scorso anno per portare la spesa a domicilio; giovani che sono rimasti, affiancando le persone già in pensione che a malincuore, lo scorso anno, avevano dovuto rinunciare  al servizio. I nostri uffici hanno fatto il possibile, in questo periodo, per mantenere elevata l’attenzione verso chi sta facendo più fatica, contando anche  sulla rete dei contatti nei vari quartieri”, conclude Madella.