ACP Balerna riflette la crisi delle associazioni culturali

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“Il nostro sentimento non è la rassegnazione ma l’impossiblità di immaginare e lavorare alla costruzione del mondo dopo la pandemia”. L’Associazione cultura popolare di Balerna (ACP), in una lettera agli associati riflette la preoccupazione delle decine di enti culturali che da mesi non possono organizzare più nulla. “La crescente insicurezza mette a repentaglio il futuro di molte persone e pure quello dell’ACP. La presenza di amici e simpatizzanti è confortante e ci dà la carica di resistere, ma siamo confrontati con la difficoltà di mantenere i posti di lavoro e con il rifiuto da parte delle autorità delle indennità per il lavoro ridotto perché non siamo considerati un’impresa ai sensi della legge, nonostante abbiamo delle collaboratrici stipendiate”.

La situazione “è difficilissima dal punto di vista finanziario” e per questo l’ACP si rivolge al pubblico, invitato a partecipare alla campagna di tesseramento, mostrando solidarietà concreta: qualsiasi versamento è ben accetto: “aiutateci a superare questo difficile momento” (informazioni più dettagliate sul sito www.acpnet.org).

L’associazione di Balerna, attiva da 45 anni in diversi settori, tra i quali il promovimento della salute con il Centro Alchemilla, rileva il ruolo degli enti che lavorano nel medesimo spazio: “è dimostrato che le persone che fanno parte di reti di solidarietà sociale, non subiscono l’isolamento in momenti drammatici come questo: le reti proteggono il tessuto sociale dall’impatto della crisi economica”.

Il calendario 2021, pur con le necessarie incertezze dovute alla pandemia, indica numerose attività, all’insegna del motto “Più cultura e benessere, meno paura”.

Il comitato dell’ACP è formato da Rita Beltrami, Renata Filippini, Françoise Gehring, Reto Medici, Rezio Sisini.