Vaccinazioni: campagna di prossimità nel Mendrisiotto

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Gli anziani apprezzano molto il fatto di potersi vaccinare poco lontano da casa. “Arrivano tutti in anticipo! Questa è la generazione del “meglio presto che tardi” E devo fare un plauso alle famiglie perché sono quasi tutti accompagnati da figli o nipoti. Chi non ha il passaggio può comunque far capo al nostro servizio-trasporti”. Ci accoglie così, sulla porta del Palapenz di Chiasso, Fabio Maestrini, direttore degli Istituti sociali di Chiasso e persona di riferimento dell’operazione-vaccini realizzata da lunedì a mercoledì al Palapenz per gli over 80 coi loro coniugi di almeno 75 anni.
Dopo le iniezioni nelle case anziani ed al personale che vi lavora, questa settimana hanno preso il via le campagne di prossimità su tutto il territorio ticinese. Parallelamente, oltre a Rivera, venivano aperti i centri cantonali di Tesserete e Ascona. Nel Mendrisiotto due sono i fulcri di prossimità: la sala multiuso di Genestrerio per gli anziani dei quartieri della Città di Mendrisio ed il Palapenz per il Basso Mendrisiotto. Intanto si organizzano anche i singoli Comuni.
Il primo fulcro momò ad inaugurare la campagna di prossimità è stato Mendrisio. “A Genestrerio eravamo già attivi il 21 e 22 gennaio, poi di nuovo ieri e oggi 29 gennaio; – fa il punto il segretario comunale Massimo Demenga – se tutto andrà bene anche dal profilo della logistica, alla fine di questi 4 giorni avremo vaccinato 600 persone fra le quali vi sono già anche degli over 80. Responsabili dell’operazione due medici: Quinto Censi e Vanni Manzocchi”. A seguire è stato aperto questo lunedì il palazzetto sportivo del Palapenz per il basso Mendrisiotto. Palapenz che abbiamo visitato martedì per capire come avviene l’operazione-vaccini. Nell’edificio – che ora viene denominato Centro regionale di vaccinazione – non si entra a caso. Ci sono gli agenti di Polizia che filtrano le persone e anche questo rientra nel dettagliato piano di protezione che qui come altrove è stato messo a punto per garantire agli anziani un percorso sicuro. Sì, perché di percorso si tratta, a cominciare dall’accettazione suddivisa in un bancone per gli abitanti di Vacallo e Morbio Inferiore ed un altro banco per i chiassesi. La separazione in base al Comune di provenienza prosegue anche all’interno della grande sala del Palapenz con due corsie per i chiassesi, una per i vacallesi e una per gli anziani di Morbio. “In tre giorni abbiamo inoculato 700 dosi ed è filato tutto liscio come l’olio” ci dice soddisfatto Fabio Maestrini indicando le varie tappe che gli anziani convocati devono compiere… fra le quali vi è la registrazione che avviene rigorosamente in digitale, la vaccinazione vera e propria, un quarto d’ora post-iniezione precauzionale da trascorrere su una poltroncina, la merendina offerta e l’appuntamento per il richiamo. Fuori dallo stabile, in postazione discreta, c’è anche un’ambulanza perché “non si sa mai… comunque chi arriva già con un profilo un po’ a rischio, rimane 30 minuti sotto osservazione dopo l’iniezione” descrive Maestrini anticipando che quell’impianto, al Palapenz, rimarrà fisso fino al richiamo e poi a seguire per le vaccinazioni di prossimità delle altre fascie di popolazione. Il buon funzionamento del centro di vaccinazione per il basso Mendrisiotto scaturisce dalla collaborazione fra i tre Comuni coinvolti, col contribuito gli Istituti sociali di Chiasso, la Casa anziani San Rocco di Morbio, il Servizio assistenza e cure a domicilio, il Servizio autoambulanza Mendrisiotto, nonché i medici dottor William Pertoldi e Alessandro Rizza. Fuori dall’edificio, sulla strada troviamo due signore reduci dalla vaccinazione. “L’aspettavamo eccome questa vaccinazione, ora ci sentiremo più sicure”. Come è andata? “Bene, non abbiamo neppure dovuto aspettare” in mano la merendina che non hanno consumato all’interno. Alcuni anziani escono dal Palapenz con stampelle o sedie a rotelle. Sembrano sollevati. “Non uscivo di casa da un bel po’” ci dice un signore. “Sono contento, oggi c’è il sole e mi sono vaccinato”.