Aspettando di riaprire le sale

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Entro Pasqua, difficile. Per l’estate? Fattibile. Ma siccome c’è di mezzo ancora una fase delicata, quella dei vaccini, gli specialisti del settore cinematografico non azzardano previsioni. Bisogna vedere ciò che succede. I produttori, che pure si confrontano nel loro lavoro con le restrizioni dovute alla pandemia, non mandano ai distributori le opere nuove fino a quando il “parco-sale” verrà riaperto in ogni nazione e a livello internazionale, almeno nella misura dell’80%. Altrimenti sarebbe impossibile recuperare l’investimento.

Per fortuna l’opera cinematografica non è deperibile e i film pronti si tengono lì, in attesa di tempi migliori. Come nel caso di James Bond, la cui uscita è stata spostata per la seconda volta nel novembre 2021. Ma i distributori sui mercati europei, della Gran Bretagna, degli Stati Uniti sono disoccupati: non ci sono film da distribuire. Davvero un problema.
Anche Luca Morandini, oltre a essere proprietario con la famiglia del secolare cinema di Mendrisio – a oggi uno dei cinema storici ancora in funzione e tra i più vecchi in Europa – fa il distributore, soprattutto di opere italiane sui mercati svizzeri. Negli uffici del cinema, tuttavia, il lavoro non manca: “c’è molta incertezza sulla riapertura delle sale; così, non potendo fare il cinema all’interno, lo faremo di fuori; sull’onda dell’entusiasmo del pubblico per il Cinema Ambulante, stiamo preparando la stagione 2021, potenziandola con alcune strutture di proiezione supplementari, con più installazioni. La bella stagione e le temperature gradevoli durano due mesi e mezzo, tre; e non vogliamo lasciare senza cinema il pubblico della Svizzera italiana perché una o l’altra data sono già occupate. A fine estate c’è la volontà di organizzare nuovamente il grande evento di Anteprime e Prime Visioni a Villa Argentina che hanno avuto un notevole successo di pubblico, e che molto probabilmente segneranno la reale ripresa del settore cinematografico. Almeno, ci speriamo… Si sta lavorando sodo anche con le misure di protezione – come si è fatto la scorsa estate – affinché le serate di cinema siano sicure per tutti.

Arrivano
le prime date
E i titoli? “Ce ne sono alcuni pronti, che potremmo programmare proprio in occasione delle proiezioni estive, “lanciandoli” così al grande pubblico; non mancano nuovi film nazionali o europei a minor budget, opere di sicuro interesse, senza escludere una fiction a carattere regionale, alla quale un po’ di persone sta pensando in queste settimane. Proprio mercoledì abbiamo ricevuto le prime date di uscita di film anche importanti, dal 25 marzo. Un bel segnale!”.

Un intrattenimento
popolare e sano
Al di là dell’impegno per offrire al pubblico titoli di qualità, nel cuore di Luca Morandini rimane la delusione nel vedere chiuse le proprie sale e gli spazi per la cultura, il divertimento, lo spettacolo; uno stop confermato proprio lunedì di questa settimana dal Consigliere federale Alain Berset. Luca Morandini: ”Siamo stati i primi a chiudere e saremo gli ultimi a riaprire: a fine febbraio saranno 10 mesi, un’enormità! Spente le luci dei cinema, si è spento tutto… Incontro per strada persone per le quali l’andare al cinema fa parte della loro vita, che mi parlano con tristezza delle vetrine del cinema rimaste vuote, senza manifesti, senza locandine, senza orari; mi parlano della chiusura del piccolo bar in servizio durante le proiezioni, per far due chiacchiere, ritrovare qualcuno che non si incontrava da tempo. Siamo tornati indietro, alla preistoria. La nostra famiglia, che si occupa di cinema in Svizzera dalla sua nascita, ormai da oltre un secolo, di generazione in generazione, non ha mai visto nulla di simile, neppure durante le guerre. Il cinema è uno dei pochi intrattenimenti popolari, forse l’unico, rimasto sano, al riparo dai contorni poco salutari in cui si svolgono sovente altre manifestazioni, e non solo sportive; è una sorta di rito amato dalle famiglie, dai giovani, dagli adulti, un luogo privo di fumo, di eccessi, di tifoserie aggressive…”.

Se cambiano
le abitudini
Negli ambienti legati al cinema c’è il timore che un periodo così esteso di confinamento possa cambiare le abitudini delle persone. Stare in casa… per sempre, a guardare le serie tv e i film, peraltro mai così abbondanti come in questi mesi? Morandini non la pensa così: “parlo con persone stufe di star sedute sul divano alla sera: vorrebbero vedere qualcosa di nuovo sul grande schermo; aspettano soltanto il momento di tornare a uscire. Non lo dico soltanto perché il cinema è il mio lavoro. Gustare un film in sala è un’altra cosa, si condividono sentimenti e emozioni insieme a persone che non si conoscono; del resto il cinema è l’unica forma d’arte in grado di rivolgersi a tutti i tipi di pubblico: c’è chi ama l’evasione, chi preferisce le opere impegnate, chi desidera immergersi nel dramma…. Lo scorso autunno, dopo la lunga pausa dovuta al confinamento e all’estate, abbiamo messo in programma i film che erano a disposizione, tratti da circuiti, come quelli del cinema indipendente, che hanno dinamiche diverse rispetto a quelli americani o inglesi, così da soddisfare il pubblico, contento di poter uscire di nuovo. Non è stato di sicuro un successo commerciale, ma volevamo dare un segnale che ci siamo! Poi si è chiuso di nuovo tutto. Alla fine della prossima estate, terminato il Cinema ambulante, potendo riaprire le sale, e in attesa che l’industria cinematografica si rimetta in sesto su scala internazionale, staremo attenti a portare a Mendrisio la scelta più vasta possibile, facendo capo anche alla produzione nazionale e al cinema indipendente” conclude Luca Morandini.