Il club rossoblù in numeri

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I giocatori Hajrizi, Pasquarelli e Conus durante l’allenamento (foto di F. Monticelli); e proprio durante la pausa di campionato... è tempo di bilancio.

Per il calcio giocato è tempo di vacanze. Le società stanno delineando le loro strategie per la nuova annata (partite da recuperare e girone di ritorno). Noi ci occupiamo del Chiasso chiedendo ad alcuni colleghi (Luca Zanin, Mauro Antonini de Il Mattino della Domenica, Roberto Quadri del Corriere del Ticino) di tracciare per l’Informatore il loro giudizio sui mister che si sono succeduti nel 2020 sulla panchina, sul direttore generale Nicola Bignotti, anima e cuore della società, e sul migliore e sul meno performante giocatore visto sul campo. Ognuno giudica secondo un proprio metro, ovvio. La cosa è appunto interessante per i diversi punti di vista espressi. Ci limitiamo a dire che sulla stampa quotidiana alcuni degli attori sono stati acclamati all’unisono, altri invece bocciati senza appello.

Baldo Raineri
Tecnico preparato e visionario, è mosso da una passione pallonara che non ha eguali alle nostre latitudini. Ma non può certo fare miracoli con un organico modesto. Perciò si posa sull’idea di un calcio propositivo in cui si prova a costruire piuttosto che a distruggere. I risultati per ora non gli danno ragione ma alla lunga questo atteggiamento potrebbe rivelarsi pagante. Meriterebbe altri palcoscenici. Voto 5 (Mauro Antonini).

Alla sua terza esperienza sulla panchina del FC Chiasso, ma alla sua prima dall’inizio di una stagione, grazie alla sceneggiata estiva inscenata da Giovanni Zichella e dal direttore sportivo Ezequiel Carboni, l’ex allenatore di Biasca, Bodio, Mendrisio e KF Vllaznia Shkoder (Superliga albanese) è stato giustamente richiamato dal direttore generale Nicola Bignotti. Fautore di un calcio offensivo, a nostro parere, il valido ed estroverso tecnico siciliano, è la persona giusta per portare i rossoblù alla salvezza e puntare – una volta tanto – su un progetto a lungo termine per un club, che da ormai tante, troppe stagioni basa la propria strategia sulla valorizzazione di giovani di belle speranze provenienti da club importanti del panorama nazionale quali Basilea, Lucerna, Young Boys e Zurigo. Voto: 5 (Roberto Quadri).

Il calcio è pieno di stregoni e profeti. Raineri non è certamente uno di quei mister che si reclamizzano nella ricerca di una panchina. Negli anni ci ha consegnato l’immagine di un mister sfrontato, spregiudicato e ardito nelle dichiarazioni. Con tenacia sta ora cercando di costruire una squadra senza un’identità precisa. Il “progetto” del FC Chiasso continua, gli attori però cambiano continuamente: il problema sta qui. Voto: 4 (Luca Zanin).

Nicola Bignotti
Al timone della società di Via 1° Agosto dal luglio del 2013, allorché assunse la funzione di direttore generale, subentrando alla meteora Carlo Cavalleri, al dirigente bresciano viene spesso rimproverato di non tenere conto dell’identità locale, andando regolarmente e pesantemente a sconvolgere la sempre foltissima rosa all’inizio di ogni santa stagione. Quest’anno, però, l’ex dirigente di Bellinzona, Lugano e Pavia ha parzialmente modificato la propria strategia, mantenendo buona parte dello zoccolo duro dello scorso campionato, confermando l’ottimo Bahloul e Marzouk, con quest’ultimo che deve comunque ancora trovare il ritmo e la forma migliore dopo il lunghissimo infortunio occorso nella passata stagione. Il DG rossoblù ha inoltre portato al Riva IV giocatori di provato valore ed esperienza come Affolter ed Andrist, i quali dovranno comunque aumentare sensibilmente il proprio rendimento fin qui piuttosto deludente. Cammin facendo ha poi offerto a Raineri l’ottimo portiere greco Safarikas, l’ex basilese Michel Morganella e, soprattutto, Andrea Maccoppi, autentico metronomo del centrocampo chiasesse. Voto 5 (Roberto Quadri).

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