Chiasso, operazione Rubens

0
743

(red.) Lo ammirano anche da fuori, attraverso la vetrata. È stato messo lì per essere visto. Altre persone, entrate nel museo, gli si siedono proprio davanti, a pochi metri; e per lunghi minuti contemplano la bellezza di quella Madonna con bambino, dipinta oltre 400 anni fa, che si può vedere gratuitamente fino al 6 gennaio nella hall del museo. Una meraviglia, di solito custodita in un caveau, quello della Swiss Logistic Center di Via Soldini, un po’ come i soldi, gli ori e i gioielli celati nelle banche, nei luoghi più invisibili e reconditi.

L’operazione Rubens, se la si guarda da vicino, è proprio figlia della città, che riesce a combinare bene anche stavolta il suo tessuto economico con un’offerta culturale di grande valore. La risposta dei cittadini all’iniziativa del proprio museo è stata davvero forte e attutisce con qualche momento di bellezza i riflessi negativi che si stanno producendo a causa dell’emergenza sanitaria. Alla quale ognuno cerca di reagire stringendo i pugni, tenendo comunque aperti i negozi, anche se soltanto in orari limitati, come si può vedere in questi giorni. Alcuni sono chiusi.
La tenda per i test sul virus piazzata proprio all’imbocco del Corso San Gottardo da un centro sanitario privato non riesce a spegnere il buon umore del marronaio, poco più avanti. I passanti si fermano volentieri. “Vengono da Avellino le nostre castagne. È da pochi anni che abbiamo aperto la nostra attività; d’estate vendiamo gelati”, dice il marronaio di Stabio, ben noto anche alla clientela del Serfontana. Si avvicina una signora, col suo vivace mantello rosso. Oltre alle castagne cerca un po’ di fortuna: chiede al marronaio un segno propiziatorio prima di aprire il biglietto della lotteria, appena acquistato dall’edicolante.
La titolare del chiosco, quando le si chiede come vanno gli affari, risponde in modo del tutto inatteso: “è da lungo tempo che non lavoravamo così tanto. Chi si recava a Ponte Chiasso per acquistare giornali e riviste adesso li compra da me”.
Il movimento del pendolo, così tipico di questa città di confine – che porta di là gli affari e poi li riporta di qua, a seconda dei prezzi del mercato – in queste settimane non c’entra proprio. È fermo, non va da nessuna parte, il pendolo: possono entrare dal valico soltanto i frontalieri, ma non sono molti quelli che frequentano la città quando vi giungono per lavorare; e a noi è vietato uscire. Bisogna proprio accontentarsi: neppure i biglietti della Lotteria di Natale dei commercianti sono stati stampati, quest’anno; e chi desidera tentare la fortuna si rivolga pure all’edicolante.
Lo sguardo torna alla vetrata del m.a.x museo e non può fare a meno di incrociare quelli della Madonna e del suo Bambino. La giovanissima madre celeste, che già si aiuta con la mano, abbassa gli occhi sul piccolo, per proteggerlo, rassicurarlo, non lasciarlo cadere; mentre il bambino guarda altrove, verso un domani che gli porterà, alla fine della vita terrena, grandi sofferenze.