La grande mano di Ivo Soldini protesa verso luce e universo

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Ivo Soldini, Prendere la luce, Foto Cosimo Filippini 2020

(red.) Un anno di lavoro, poi, il 15 novembre scorso, la presentazione sul lungolago di Muralto, davanti al nuovo Hotel Lago Maggiore. S’intitola “Prendere la luce”, ed è la più grande scultura realizzata in Ticino negli ultimi 10 anni. Posata in uno dei più bei luoghi rivieraschi del Locarnese, si protende verso il Verbano, raccogliendone la luce. L’opera in bronzo di Ivo Soldini, scultore di Ligornetto, pesa 3 tonnellate, misura 4.50 m in larghezza, 4 in profondità, 3.50 in altezza ed è stata fusa nella Fonderia Perseo a Mendrisio.
La scultura è nata grazie all’incarico dato al noto artista dalla Fondazione Ubaldo e Maria Scazziga di Muralto, proprietaria dell’hotel, costruito al posto dello storico Albergo Rosa Seegarten, appartenuto alla medesima famiglia che custodisce una pagina felice dell’emigrazione ticinese in Calfornia. Qui, tra San Francisco e Los Angeles, esiste un parco naturale dello stato, su un tratto di costa incontaminato del Pacifico, sorto su fondi che gli antenati bonificarono con il loro duro lavoro. Le risorse espropriative toccate alla famiglia confluirono a Muralto, dove la Fondazione Scazziga si distingue da anni per il suo mecenatismo in favotre della comunità e dei cittadini.
L’opera di Soldini richiama il gesto di un’enorme mano che si allunga verso l’infinito, “come un sottile filo che collega, attraverso duecento anni di storia, il nostro lago all’immensità dell’oceano”, ha detto all’inaugurazione il presidente della fondazione Michele Gilardi.