“Online” l’esperienza del medico di Mendrisio con i partigiani

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L’ambulanza della X brigata montenegrina in marcia. Canevascini è in testa alla colonna. Novembre 1944.

La Fondazione Pellegrini – Canevascini ha pubblicato per la prima volta una propria opera online; sono le memorie di Elio Canevascini in Montenegro, regione in cui fu volontario come medico tra i partigiani nel 1944-1945.
Il dottor Canevascini (1913-2009), figlio del Consigliere di Stato Guglielmo Canevascini, fu primario di chirurgia all’OBV di Mendrisio tra il 1953 e il 1972. Un anno prima dalla sua scomparsa, nel 2008, ricevette la Distinzione comunale di Mendrisio, sia per l’eccellenza del suo lavoro all’OBV, come chirurgo ortopedico, sia “come impareggiabile medico al servizio della comunità”, nel proprio studio privato a Lugano e al suo domicilio a Mendrisio, si leggeva nelle motivazioni del Municipio.
Quella del Montenegro fu la sua seconda esperienza di medicina al fronte. Infatti Canevascini, ancora in formazione, nel 1936 raggiunse la Repubblica spagnola, in lotta contro il colpo di stato franchista, insieme alle migliaia di volontari partiti da una cinquantina di paesi. Al ritorno completò la formazione in diversi ospedali ma nel 1944 partì di nuovo nell’ambito di una missione medica della Centrale sanitaria svizzera (CSS) in Jugoslavia, mettendo ancora una volta a repentaglio la sua propria vita, salvandone molte altre, operando come chirurgo in condizioni di gravi difficoltà.
I ricordi di quell’esperienza terribile sono venuti alla luce di recente, nel 2017, quando i suoi figli si sono ritrovati tra le mani un dattiloscritto di cui ignoravano l’esistenza, datato nel 1980, intitolato “Ricordi di un periodo trascorso con l’armata di liberazione Jugoslavia”. I curatori del saggio, Danilo Baratti, Patrizia Candolfi e Renato Simoni lo hanno trascritto, presentandolo nella sua veste originale. Nell’opera si trovano pure un’introduzione sull’attività della CSS e commenti degli stessi curatori; una rassegna di notizie e articoli apparsi sul quotidiano socialista Libera Stampa durante e dopo la missione cui partecipò Canevascini; e una cospicua serie di fotografie, scattate tra i partigiani con l’apparecchio del medico ticinese. Un paio di carte aiutano il lettore a capire il contesto geografico di quella che è stata una delle guerre più brutali svoltesi nei Balcani proprio nel periodo in cui era presente la CSS; mentre una bibliografia essenziale e dei link (uno dei vantaggi della pubblicazione online) permettono di approfondire immediatamente l’argomento.
La Centrale sanitaria svizzera organizzò nell’ultima fase della seconda guerra mondiale quattro missioni mediche in Jugoslavia, dove le forze di liberazione di Tito stavano lottando contro l’occupazione delle potenze fasciste e i loro alleati in loco.
Canevascini parlò di questa pagina della sua vita fra i partigiani jugoslavi durante alcune serate pubbliche, tenutesi anche a Chiasso e a Mendrisio “a liberazione avvenuta”, nel febbraio 1946.