Nasce la rete dei musei d’arte del Mendrisiotto

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Il Musei d'arte di Mendrisio.

I cinque musei d’arte del Mendrisiotto sono riuniti in una Rete per migliorare la visibilità, le collaborazioni e “difendersi” dall’ingordigia dell’arte contemporanea.

(red.) Hanno la loro casa in edifici medievali, dell’Ottocento, del Novecento, ma anche costruiti in un battibaleno nell’epoca contemporanea. La casa più antica è quella del Museo d’arte di Mendrisio, quella più nuova è il Teatro dell’architettura di Mendrisio. Le case si sono riunite in un villaggio, nel vasto paesaggio della rete. Si chiama www.museidartemendrisiotto.ch, è stato presentato mercoledì a Chiasso allo Spazio Officina.
Il Mendrisiotto, il territorio più a meridione della Svizzera, al confine con la Lombardia, presenta una grande varietà di opere architettoniche e artistiche di pregio, dal Medioevo ai giorni nostri. Qui sono nati, fra gli altri, artisti quali Pier Francesco Mola, Vincenzo Vela e gli architetti Carlo Fontana e Mario Botta. Questa ricchezza artistica e culturale si rispecchia in quella dei musei, uno federale (Museo Vincenzo Vela a Ligornetto), uno cantonale (Pinacoteca Giovanni Züst a Rancate), due cittadini (m.a.x. museo a Chiasso e Museo d’arte Mendrisio) e uno universitario (Teatro dell’architettura Mendrisio). Una così alta densità di musei d’arte con offerte culturali di spessore in una regione geograficamente contenuta costituisce un caso unico non solo in Ticino ma anche oltre frontiera.
Da un paio d’anni le direttrici (le donne sono in maggioranza) e i direttori si riuniscono per mettere in comune pregi, difficoltà, desideri, aspirazioni: Gianna Mina (Ligornetto), Nicoletta Ossanna Cavadini (Chiasso), Mariangela Agliati Ruggia (Rancate), Simone Soldini (Mendrisio) e Marco Della Torre (USI Mendrisio).
Le cinque istituzioni hanno deciso di unirsi in una rete, per promuovere le collaborazioni e le sinergie tra di loro con azioni coordinate, valorizzando la complementarietà e la comune appartenenza geografica.
Non è soltanto la visibilità ad aver acceso il desiderio di fondare uno spazio comune, “per stare vicini fra noi”. C’è anche la necessità di difendersi dall’ingordigia dell’arte contemporanea, che tende a soffocare il passato, la storia, è stato detto l’altro giorno a Chiasso. Una battaglia che i musei giocano con l’arma del sapere e della conoscenza. Ciascuno di essi è abituato a lavorare nell’ambito della ricerca, così da portare alla luce l’impegno e la lungimiranza degli artisti, soprattutto di chi non c’è più.
Ciascuno dei 5 musei lavora in un ambito diverso, pittura, fotografia, scultura, grafica, architettura, raalizza mostre, pubblica cataloghi, riceve donazioni, dispone di un archivio, di personale competente, anche se limitato. Fra le prime iniziative c’è la tessera che i visitatori ricevono gratuitamente al loro ingresso in uno dei musei, valida 12 mesi, che darà diritto a un piccolo sconto.
Nei prossimi mesi sarà pronta anche un’audioguida; in autunno sarà promossa la Giornata della Rete, con un ricco programma di visite, attività e atelier.