A scuola una nuova “normalità”

0
569
Zainetti in fila indiana, il primo giorno di scuola.

(red.) Sentimenti contrastanti, di preoccupazione, da un lato, ma anche di desiderio di ritrovare un’atmosfera di normalità. L’anno scolastico 2020/21 si è aperto lunedì in Ticino all’insegna dei piani di protezione che ciascun istituto, coordinato dal Dipartimento educazione, cultura e sport, ha approntato per contrastare la diffusione del Covid-19, lo stesso virus che lo scorso mese di marzo aveva imposto lo stop alle lezioni in presenza, avviando un’inedita fase di didattica a distanza. Docenti e allievi – i più piccoli accompagnati dai genitori – sono tornati in classe nel rispetto delle prescrizioni che tutta la popolazione ha imparato a seguire: distanza, igiene e utilizzo delle mascherine in primo luogo. Come sono stati vissuti questi primi giorni? l’Informatore ne ha parlato con i protagonisti: studenti, insegnanti ma anche familiari dei ragazzi per i quali è tornata a suonare la campanella.
I cambiamenti all’interno del Liceo cantonale di Mendrisio si notano a prima vista. Cartelli di divieto e nastri colorati riorganizzano la mobilità. Da una parte si entra, da un’altra si esce. Salita e discesa dalle rampe delle scale sono regolate in modo da evitare incontri frontali. Dove è possibile i banchi sono stati separati. E dove, invece, questa opportunità non è data, vige l’obbligo di indossare la mascherina. “Dentro l’edificio” dice un’allieva, “c’è grande rispetto delle nuove regole”. Fuori il clima appare più rilassato. I ragazzi si riuniscono in gruppi: “perlopiù si cerca di stare con chi si frequenta già normalmente al di fuori delle ore di lezione”.
L’obbligo della mascherina come viene vissuto? È un sacrificio che gli studenti sembrano fare volentieri, nell’ottica di scongiurare una nuova situazione di lockdown. “Con le giornate calde, certo, dà fastidio…” osservano i ragazzi e si spera che le temperature autunnali facilitino questa pratica. Qualcuno auspica inoltre l’introduzione di pareti divisorie in plexiglas dove non c’è modo di utilizzare banchi singoli in modo da bypassare questo obbligo. Altri si aspettavano la messa a disposizione di disinfettanti in vari punti della struttura.

Cosa preoccupa in questa fase i liceali? “Il fatto che manifestazioni stagionali quali starnuti, colpi di tosse, ecc. possano creare il panico e magari ci costringano a restare a casa”.
A destare i timori degli allievi è anche la possibilità che, pur prestando la massima attenzione, qualcuno possa risultare positivo al Covid-19 e quindi costringere l’intera classe a chiudersi in casa fino al termine della quarantena. Un evento che potrebbe anche ripetersi nel corso dell’anno…
Più che i contatti all’interno della scuola, rivela una ragazza, impensieriscono i viaggi sui mezzi pubblici. Con l’inizio delle regolari lezioni per tutti, martedì mattina gli autobus provenienti da vari angoli del distretto e diretti a Mendrisio erano già affollatissimi: “impossibile mantenere le distanze e pur indossando la mascherina, non ci si sente molto al sicuro”. Forse, azzarda qualcuno, orari di ingresso scaglionati potrebbero aiutare…

• Pensieri dalle Medie
Passiamo sul fronte delle Scuole medie dove per un paio di allievi con i quali ci intratteniamo le misure igieniche e le distanze sembrano ormai una normalità. “I prof stanno piuttosto lontani da noi – raccontano – e se si avvicinano indossano la mascherina. I nostri banchi, sì, sono un po’ più distanziati rispetto a prima ma è tutto normale”. Come vi muovete fuori dalle aule? “Le sezioni A e B della nostra sede di Riva entrano da una porta e le C e D da un’altra; – aggiungono – nei corridoi ci sono le indicazioni per rispettare le direzioni ma nessuno le segue. Quando saliamo sugli autobus dobbiamo indossare le mascherine. Il resto è uguale a prima… tutto normale” alzano le spalle. “Ci hanno anticipato che alcuni compiti li consegneremo sulle piattaforme informatiche anche se facciamo scuola in presenza, così da mantenere un po’ l’abitudine ai sistemi informatici in caso di chiusura parziale o totale della scuola. Ed è questa l’idea che più ci preoccupa: che possa richiudere la scuola”.

• Impressioni dalla Scuola dell’Infanzia
Cambiano i tempi di entrata, si fa più attenzione ed è stato preparato uno spazio apposito davanti alla soglia dell’aula per dare la possibilità ai genitori di salutare i bambini. Ma la realtà che questi ultimi si sono trovati davanti dopo l’estate è simile a quella lasciata a giugno. “Sono contento perché possiamo stare tutto il giorno e anche a mangiare. Non è cambiato tanto rispetto all’anno scorso, dobbiamo ancora ricordare di lavarci bene le mani, ma abbiamo dei giochi nuovi!”. Quindi l’impressione del bambino è ottima, anche con il Covid-19 le misure in atto per prevenire il contagio non influiscono sulla felicità di poter andare all’asilo.

Continua a pagina 3