Quando la cultura non si ferma sulla porta

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Un logo che campeggia in molti musei e istituzioni, italiani prima di tutto, ma anche di molti altri paesi che seguono le attività con i moderni mezzi di comunicazione, quello del m.a.x museo di Chiasso. È questo il frutto più evidente della collaborazione che la struttura di via Alighieri è riuscita a mettere in campo negli ultimi anni, anche nel periodo più buio della pandemia. Le mostre sono nate praticamente tutte all’insegna della ricerca di luoghi, situazioni, epoche e personaggi che in qualche modo sono attinenti al tema della mostra medesima. Così, a quella aperta a Chiasso, ne segue quasi sempre un’altra inaugurata altrove, “gemella” o complementare; ma sono numerose anche le visite di qua o di là del pubblico che si è affezionato al m.a.x. museo.
Con questa struttura, il Cinema Teatro, lo Spazio Officina e la biblioteca che, oltre che del catalogo universale si occupa in modo particolare di testi di grafica e design, Chiasso può essere senz’altro considerata il capoluogo della cultura, frequentata dal pubblico ticinese e d’oltre confine.
Le risorse sono tuttavia esigue; e lo stato delle finanze comunali obbliga il Municipio e il dicastero ai tagli: meno mostre, meno teatri, meno tutto. A far andare avanti la “macchina” della cultura e degli spettacoli, con l’insegna “Centro culturale Chiasso (CCC) c’è una decina di persone, compresi i direttori Armando Calvia, Nicoletta Ossanna Cavadini, Augusto Torriani, responsabili del Teatro, del museo e della biblioteca. E 23 maschere volontarie. La biblioteca, inserita nel Sistema bibliotecario ticinese, è molto richiesta da privati alla ricerca di documenti, ed è inoltre la sede dei Patrizi Chiassesi.
Il capo dicastero Davide Dosi, martedì, durante la presentazione del consuntivo 2019 del CCC, ha ringraziato i collaboratori, dando atto del loro impegno e della loro dedizione, che si riflette anche nella preparazione e nella pubblicazione – ed è il terzo anno – di un bilancio annuale dettagliato e esaustivo. Dosi non ha mancato di ricordare l’attribuzione del Premio Doron, dell’omonima fondazione di Zugo, che ha regalato al CCC, considerato “faro della cultura a sud delle Alpi”, 100 mila franchi, che saranno preziosi per mantenere alta la qualità dell’offerta. Ci si fa in quattro per accogliere nel migliore dei modi gruppi e artisti che, per la maggior parte, come si sa, hanno richieste particolari quando approdano sui palcoscenici.
Per intanto il Teatro non produce ancora opere proprie; ma non sta a dormire. Così, invece di noleggiare attrezzature, si fa in modo di acquistarle, se le finanze lo permettono; in questo modo le società, le associazioni e i privati che affittano (molto numerosi!) gli spazi, al teatro o all’Officina, hanno a disposizione strutture sempre più aggiornate sul piano tecnico e scenografico.
Il rapporto con la realà esterna, che non è costruito soltanto con gli spettatori e i visitatori, è diventato una costante: decine di scuole hanno seguito le proposte della musica lirica e dei laboratori per i bambini; anche le visite guidate ricevono un buon riscontro; Festate raccoglie pure molti consensi. L’attività del CCC è sostenuta da due bei gruppi di cittadini e cittadine affezionati, l’Associazione amici del m.a.x museo, rappresentata da Sandro Stadler, e dall’Associazione amici del Cinema Teatro, condotta da Vittorio Enderli.
L’attività in cifre: 28’041 presenza al Cinema Teatro, 8’086 al museo e allo spazio Officina, 4’660 alla biblioteca, per un totale di 40’787 fruitori. Non pochi per una cittadina che conta poco più di 8 mila residenti.