Bocce, domenica si torna a giocare

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Da domenica si ricomincia a giocare, ma nessun assembramento sarà possibile, neppure per i giovani.

Durante i cinque mesi in cui l’attività agonistica è stata rigorosamente sospesa, “l’Informatore” non ha mai mancato un solo appuntamento con la settimanale rubrica riservata alle bocce.

Durante i cinque mesi in cui l’attività agonistica è stata rigorosamente sospesa, “l’Informatore” non ha mai mancato un solo appuntamento con la settimanale rubrica riservata alle bocce.

Durante i cinque mesi in cui l’attività agonistica è stata rigorosamente sospesa, “l’Informatore” non ha mai mancato un solo appuntamento con la settimanale rubrica riservata alle bocce.

Dalle colonne del nostro giornale abbiamo proposto alcuni incontri con persone residenti nella nostra regione che occupano, o hanno occupato, cariche importanti nell’ambito della Federazione Svizzera Bocce o nella Federazione Bocce Ticino.
Abbiamo vissuto i momenti più rigorosi del lockdown, quindi le caute aperture, fino a ipotizzare la ripresa ufficiale sulle corsie di gioco. E ci siamo avvicinati al fatidico 2 agosto, giorno in cui le bocce torneranno a cercare il pallino e a ridare ai giocatori le più belle e tanto attese soddisfazioni.
Questi mesi non sono stati inutili. La Federazione Svizzera ha approfittato per revisionare parecchie norme un po’ desuete che richiedevano un aggiornamento. Ha rivisto il calendario ufficiale in una situazione di variabilità dettata dall’andamento della pandemia. Ma infine si è trovata pronta nel momento della ripresa. Cioè oggi! Certo è che la situazione che ci ritroviamo non poteva lasciare tutto come prima. Alcuni comportamenti privati e sportivi sono soggetti ad alcune restrizioni, dettate dagli esperti e dai responsabili nazionali di tutti gli sport. E pure gli atleti che praticano il gioco delle bocce sono chiamati a rispettarle.
Perciò anche negli impianti sportivi della nostra regione dovremo sottostare a norme inusuali almeno fino a quest’anno. Alcune, emanate dall’Ufficio Federale della Sanità Pubblica, sono rigorose.
Alle manifestazioni sportive partecipano solo persone che non presentano sintomi. La norma è applicata in altri vasti settori della vita civile dove, magari, ogni persona è sottoposta persino alla misurazione della temperatura.
La distanza sociale di sicurezza di un metro e mezzo dev’essere rispettata, nelle strutture sportive come altrove. Deve pure essere garantito il tracciamento di tutti i partecipanti alle manifestazioni, in collaborazione con i gestori degli impianti. A tutto ciò si aggiungono le norme igieniche, quali lavare sovente le mani e disinfettarle.
Le Società Bocciofile che organizzano eventi e tornei di ogni ordine e grado, devono designare un responsabile del piano di protezione.
La norma del tracciamento è la più delicata poiché comporta la raccolta dei dati dei giocatori e delle persone che partecipano alle manifestazioni. Il tutto, ancora una volta, in collaborazione con i gerenti dei bocciodromi. E l’elenco deve essere poi conservato diligentemente per un minimo di 14 giorni.
Sono disposizioni inconsuete con le quali, finora, nessuno ha mai dovuto confrontarsi. Ma sono misure necessarie per due essenziali ragioni: poiché dalla situazione precaria di questi mesi non siamo ancora definitivamente usciti e poiché si tratta di accorgimenti che permettono di praticare il gioco e lo sport che tanto amiamo.
Siamo certi che gli appassionati bocciofili, al pari degli appassionati di tutti gli altri sport, sentano pienamente la necessità di rispettarle e di contribuire così a raggiungere l’obiettivo dell’agognata normalità.