Treni a lunga percorrenza: il distretto si compatta

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La stazione di Mendrisio dove in queste settimane è stato aperto il cantiere per la ristrutturazione.

Le prospettive riguardanti il traffico ferroviario generano apprensione a livello regionale. Il tema dei collegamenti a lunga percorrenza e delle fermate dei treni nel Mendrisiotto agita da tempo i sonni di cittadini e rappresentanti politici che non hanno mancato di fare sentire la loro voce in sede comunale, cantonale e a Berna. Oggi i Municipi dei due poli distrettuali e gli enti che si occupano di mobilità fanno fronte comune: nel contesto di un’articolata lettera inviata al Governo ticinese, all’Ufficio federale dei trasporti, alle FFS e a TILO invocano un tavolo di lavoro urgente a tutela del futuro della regione in questo ambito.
Detto e fatto, il sostegno delle autorità cantonali alle rivendicazioni momò non si è fatto attendere come ha potuto constatare una delegazione distrettuale che mercoledì a Bellinzona ha incontrato il consigliere di Stato Claudio Zali.

Cosa si chiede sul piano concreto? Di “salvare l’orario 2021” e il mantenimento delle stazioni di Chiasso e Mendrisio nel traffico ferroviario di lunga percorrenza, con cadenza oraria, sull’intero arco della giornata.
Con il nuovo orario che sarà introdotto all’apertura della galleria di base del Ceneri, non vi saranno infatti treni Intercity a cadenza regolare dalla Svizzera tedesca che serviranno i due poli. Gli spostamenti su rotaia da e verso nord saranno viepiù resi difficoltosi dagli innumerevoli cambi imposti ai viaggiatori.
Di fronte alla soppressione delle fermate di Mendrisio e Chiasso decisa dalle FFS per i treni a lunga percorrenza, si è dunque compattata una coalizione formata dagli Esecutivi delle due città, dalla Commissione regionale dei trasporti (CRTM), dall’Ente regionale dello sviluppo (ERS-MB) e dall’Associazione di tutela degli utenti dei mezzi pubblici (ASTUTI) che ha sollecitato anche i deputati ticinesi alle Camere federali e i rappresentanti del Mendrisiotto in Gran Consiglio.
La richiesta formalizzata nella missiva dai contenuti tecnico-politici è tesa all’apertura di un tavolo di discussione finalizzato ad assicurare il proseguimento di tutti i treni Intercity su Chiasso, con fermata a Mendrisio, a cadenza oraria e lungo l’arco di tutta la giornata.
Il progetto dell’orario ferroviario per il prossimo anno prevede un’ulteriore diminuzione delle corse tra il nostro distretto e il resto della Svizzera: un aspetto che preoccupa gli estensori della lettera che invitano il Governo cantonale ad attivarsi al più presto per il mantenimento – almeno (!) – dei collegamenti attualmente garantiti all’agglomerato.
In gioco ci sono lo sviluppo economico del territorio, la sua capacità di attirare l’insediamento di aziende, il turismo e la mobilità sostenibile di coloro che vivono in quest’area. Si vuole, in altri termini, scongiurare perdita di attrattiva e marginalizzazione della regione a meridione del Ticino quando AlpTransit concretizzerà i suoi progetti. Si ricorda a questo proposito che “il nostro è il secondo agglomerato del Cantone per popolazione, posti di lavoro e gettito fiscale prodotto”.
Municipi ed enti coinvolti continuano inoltre a non vedere impedimenti tecnici all’inclusione delle fermate Chiasso-Mendrisio nel traffico nazionale e internazionale. Al contrario, gli ostacoli saranno pane quotidiano per i viaggiatori confrontati con spostamenti meno confortevoli e con il rischio di perdere le coincidenze a Lugano.
Gli attori del Mendrisiotto ritengono che “l’offerta IC debba essere contemplata fino a Chiasso. Per la nostra regione è un’offerta indispensabile”. L’alternativa rappresentata dai collegamenti IC (eventualmente EC) andrebbe anche a sgravare il sovraffollamento dei passeggeri sui convogli TILO. Tanto più che con il nuovo orario – si fa notare – non ci sarà più un collegamento Regioexpress, paragonabile come prestazione a quello di un IC/EC diretto da e per Bellinzona.
Nella lettera si mette anche in luce il fatto che da tre anni la stazione di Mendrisio rappresenta lo snodo di due collegamenti ferroviari verso sud: Stabio-Varese e Chiasso-Como. Lo scalo chiassese, oltre a fungere da collegamento diretto per la popolosa area Como-Monza-Milano, dispone di una vasta infrastruttura ferroviaria, quale possibile capolinea per il ricovero dei treni.
Senza un dietrofront, rispetto agli sviluppi del traffico su rotaia, la nostra regione diventerà “a tutti gli effetti periferica” e ulteriormente congestionata dal traffico veicolare. I due Esecutivi comunali con ERS-MB, CRTM e ASTUTI rivendicano il proseguimento di tutti gli IC fino a Chiasso e domandano un incontro urgente – entro la metà di agosto – con il Consiglio di Stato affinché lo stesso Governo si attivi per cercare di salvaguardare almeno le corse che già oggi sono garantite al Mendrisiotto.