I primi anni di Le Corbusier

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Charles-Edouard Jeanneret sull’Acropoli, vicino a una colonna rovesciata del Partenone, settembre 1911, fotografia Copyright ©FLC/ADAGP

La produzione giovanile di Charles-Edouard Jeanneret, il futuro architetto Le Corbusier (1887-1965), costituisce il nucleo centrale di una grande mostra promossa dalla Fondazione Teatro dell’architettura con la collaborazione dell’Accademia di architettura di Mendrisio.

La produzione giovanile di Charles-Edouard Jeanneret, il futuro architetto Le Corbusier (1887-1965), costituisce il nucleo centrale di una grande mostra promossa dalla Fondazione Teatro dell’architettura con la collaborazione dell’Accademia di architettura di Mendrisio.

La produzione giovanile di Charles-Edouard Jeanneret, il futuro architetto Le Corbusier (1887-1965), costituisce il nucleo centrale di una grande mostra promossa dalla Fondazione Teatro dell’architettura con la collaborazione dell’Accademia di architettura di Mendrisio.

Da sabato 19 settembre fino a domenica 24 gennaio 2021, il Teatro dell’architettura progettato dall’architetto Mario Botta accoglierà l’esposizione intitolata I disegni giovanili di Le Cobusier. 1902-1916. Un’ampia rassegna con più di ottanta disegni originali inediti provenienti da collezioni private e pubbliche svizzere e con numerose riproduzioni di disegni provenienti dalla Fondation Le Corbusier di Parigi.
La mostra, a cura di Danièle Pauly, è dedicata al periodo che inizia con l’ingresso di Le Corbusier all’Ecole d’arts appliqués di La Chaux-de-Fonds, sua città natale, fino a quello che precede il suo definitivo trasferimento in Francia e l’avviamento dello studio d’architettura a Parigi.
La quasi totalità dei disegni che il pubblico potrà ammirare a Mendrisio appartengono a collezioni private e pubbliche svizzere e sono per gran parte inediti: ai visitatori sarà offerta l’opportunità di conoscere un eccezionale corpus di documenti rari. Completa l’esposizione una serie di riproduzioni di disegni originali e di carnet di viaggio eseguiti da Le Corbusier nello stesso periodo.
Gli spazi del Teatro dell’architettura – che sorge all’interno del campus – ospiteranno dunque il racconto di ciò che ha determinato la nascita di una vocazione che il giovane Charles-Edouard Jeanneret pensava agli esordi essere quella di pittore.
Fattore determinante per la sua formazione saranno in primo luogo – nel primo decennio del 1900 – gli studi nella scuola di arti applicate nell’ambito dell’orologeria e dell’architettura. Le Corbusier studente è stato influenzato da un carismatico maestro come Charles L’Eplattenier, un pittore che si ispirava alle idee di John Ruskin e al movimento Arts and Crafts. Daranno poi un notevole contributo alla formazione della sua personalità sia l’esperienza nell’atelier di Auguste Perret e la frequentazione dei musei parigini, sia il fruttuoso incontro con gli architetti delle avanguardie europee dell’inizio del XX secolo, ma anche i soggiorni di studio tra il 1907 e il 1911 che si concludono con il lungo viaggio in Oriente, un’esperienza che influenzerà notevolmente i suoi progetti.
Le opere selezionate che il pubblico potrà ammirare da settembre dimostrano l’importanza attribuita dal grande architetto e urbanista al disegno: un modo per avvicinarsi alla realtà e uno strumento di osservazione. Gli schizzi eseguiti nel corso dei suoi viaggi sono strumento al servizio della memoria, ma anche occasione di espressione lirica, come testimoniano acquerelli e gouaches di paesaggi e di nudi femminili realizzati dopo il suo ritorno in Svizzera nel 1912. Articolata in più sezioni, l’esposizione si conclude proprio con il racconto del rientro a La Chaux-de-Fonds, periodo durante il quale Le Corbusier insegna e intraprende l’attività di architetto, dedicandosi parallelamente alla pittura e al disegno.
In occasione della mostra, l’Accademia di architettura di Mendrisio, in collaborazione con Milano Design Film Festival, organizzerà la rassegna “Living Le Corbusier”, una selezione di filmati sulla vita e le opere dell’architetto svizzero che potranno essere visionati per tutta la durata della mostra nella galleria al secondo piano del Teatro dell’architettura.