La ferita nella roccia

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È stata pulita la ferita della roccia. Era sporca e coperta di vegetazione e terra. Ora la fessura si nota moltissimo e fa venire i brividi. In superficie la spaccatura è piuttosto imponente: parliamo di una larghezza che va da 1 metro fino a 2 metri, a seconda dei punti in cui la si misura, e poi si riduce scendendo nelle profondità. Al suo interno sono stati collocati dei prismi (anche detti “specchi”) che costituiscono un moderno sistema di monitoraggio molto preciso e riescono a rilevare anche i minimi movimenti della fessura. Morbio Inferiore e le autorità cantonali hanno deciso di ricominciare a monitorare costantemente la parete rocciosa che scende a picco dai sedimi restrostanti il Santuario della Madonna dei Miracoli fino alla Breggia ed all’area del cemento. Risultato? “I movimenti continuano ad esserci ma non sono state registrate accelerazioni” spiega il geologo cantonale competente per la regione, Andrea Pedrazzini. “I prismi e la loro funzionalità dureranno 10 anni. Teniamo d’occhio una fessura rocciosa che era già conosciuta nell’ ‘800 quando vi fu il crollo di un volume importante di roccia fin sulla Breggia. Opere di premunizioni in questo punto non se ne possono realizzare”.

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