Voglia di tornare sui viali

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Non c’è dubbio che coloro che più di altri desiderano avere la piena possibilità di tornare a giocare, e quindi di praticare uno sport, sono i giovani. Qualsiasi gioco, qualsiasi sport.

Il gioco e lo sport sono strumenti di divertimento, di educazione e di crescita. Insieme, ovviamente, ai valori della famiglia e della scuola. Normale quindi che i giovani che si sono affacciati al gioco delle bocce scalpitino alla pari dei compagni che praticano altre discipline. Il lockdown ha fermato tutti e tutto a lungo. Ora però che le pur pacate aperture sembrano spiragli di speranza, il desiderio di tornare a praticare si fa sempre più forte.
Nel nostro distretto ci sono ben tre scuole bocce. Con Lugano e Bellinzona sono cinque nell’intero Cantone. La loro nascita risale ai tempi d’oro della Commissione giovani della FBTi, venti e più anni fa. La gran parte dei membri di allora, accanto ad alcuni appassionati di altre regioni, risiedeva nel Mendrisiotto.
Una, la prima, è gestita dalla Cercera di Rancate. Ne è responsabile Giuseppe Frigerio e si avvale di alcuni monitori qualificati.
“A inizio giugno, dichiara il “Pepi”, prenderemo le decisioni che potrebbero interessare l’intero periodo estivo. Quest’anno non tutte le famiglie partiranno per le vacanze, vorremmo quindi dare ai giovani l’opportunità di recuperare i momenti persi compatibilmente con la disponibilità delle strutture”.
La seconda scuola bocce è l’emanazione della SB Riva San Vitale. La persona di riferimento è Giovanni Faul. “Nei prossimi giorni, quindi a inizio giugno, l’attività della scuola bocce di Riva riprenderà”. E aggiunge: “Abbiamo ricevuto molte richieste direttamente dai giovani che la frequentano e pure dai genitori. Se i ragazzi lo vorranno, così come le famiglie, i nostri corsi potranno continuare anche durante i mesi estivi”.
La terza, rifondata sulle ceneri di quella che fu dell’Associazione Chiassese Sport Bocce, ha come riferimento la Bocciofila San Gottardo. Uno degli assidui monitori è Marco Ferrari, la cui passione non mostra segni di cedimento. “La scuola bocce di Chiasso riapre rispettando le disposizioni delle autorità sanitarie. I più grandi si sono già ritrovati, i più piccoli si riuniranno al Palapenz martedì prossimo. Abbiamo provveduto alla disinfezione del materiale, ci siamo dotati di mascherine anche per i giovani, di guanti e d’altro ancora. E stiamo valutando pure l’ipotesi di organizzare un esclusivo stage estivo di una settimana con lo scopo di recuperare le lezioni perse”.
Insomma, dal sud del Cantone traspare una condivisa volontà di offrire ai giovani le opportunità di giocare, divertirsi, praticare lo sport e ovviare ai tre mesi di lockdown.
Anche la Federazione Bocce Ticino avverte il desiderio dei giovani. Fausto Piffaretti, Presidente della speciale commissione, esprime il rammarico per “non aver potuto organizzare quello che sarebbe stato il campus estivo” che negli anni scorsi ha conosciuto molto successo. La FBTi è comunque pronta al rilancio dell’attività giovanile e conta di poter far disputare il Campionato Ticinese in calendario sabato 29 agosto. Sarebbe un ottimo segnale!
La Federazione Svizzera infine. Aldo Giannuzzi, Presidente della Commissione nazionale giovani (CNG) e anima della scuola bocce di Lugano, afferma che “quest’anno non ci si ferma”. L’attività continuerà durante le vacanze in conseguenza dei programmi che la pandemia ha costretto a modificare. E farà di tutto affinché domenica 16 agosto, a Kirchberg, non lontano da Berna, possa svolgersi il Campionato Svizzero delle tre categorie giovanili. “Sarebbe un importante messaggio che pure il nostro sport lancia al Paese”.
Insomma, anche il gioco delle bocce sta vivendo giornate di preparazione e di speranza.
La foto d’archivio che pubblichiamo a lato è stata scattata al termine dei Campionati Ticinesi dello scorso anno. Sono i dodici ragazzi che hanno conquistato le medaglie nelle tre categorie Under 12, Under 15 e Under 18. Sono volti sorridenti, sono ragazzi felici, sono giovani che non attendono altro che poter ricominciare. Ovviamente nell’assoluta sicurezza: nel rispetto delle disposizioni e soprattutto nel rispetto di loro medesim