Chi aiuterà i piccoli negozi ad alzarsi?

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Sa.Gr.) In vista della ripresa di tutte le attività dopo la chiusura data dalla pandemia da Covid-19, abbiamo contattato il presidente della Società Commercianti del Mendrisiotto (SCM), Carlo Coen. Ricordiamo che la SCM raggruppa commerci e aziende presenti nella regione con particolare riguardo alle PMI, difende gli interessi collettivi dei propri soci, incoraggia le collaborazioni e le sinergie fra soci, promuove e difende l’immagine positiva del commercio e delle attività affini, è membro della Federcommercio (federazione mantello nel settore della vendita, che raggruppa le più importanti Società dei commercianti del Ticino e che promuove lo sviluppo e l’immagine dell’intero commercio cantonale, tutelando a livello politico e istituzionale gli interessi del settore) ed è socia della Cc-Ti – Camera di Commercio, dell’Industria, dell’Artigianato e dei Servizi del Canton Ticino, l’importante punto di riferimento e di collegamento con l’intera economia cantonale, con lo Stato e il mondo politico.

Come ha affrontato il lockdown la Società Commercianti del Mendrisiotto?
Durante tutto questo periodo di chiusura la SCM ha lavorato al fine di ottenere degli aiuti. Nello specifico abbiamo sentito soprattutto il parere e le preoccupazioni di molti nostri associati e abbiamo mantenuto i contatti con le varie autorità, sia a livello comunale, soprattutto a Chiasso, sia a livello cantonale tramite la Federcommercio.
Per quanto riguarda la collaborazione con Federcommercio abbiamo soprattutto concentrato l’attenzione su due cose. La prima riguardava la problematica degli affitti: ancora oggi stiamo insistendo in modo che vengano attuati degli aiuti specifici, questo perché riteniamo che le fideiussioni devono servire per la ripartenza e non per coprire il danno economico della chiusura. La seconda attenzione l’abbiamo posta sul lavoro ridotto: come fare ad applicarlo nelle prime fasi della ripartenza, anche perché non ci aspettiamo – come sta accadendo per certe categorie – la fila fuori per entrare nei negozi. Quello che pensiamo è che soprattutto ci debba essere una ripartenza graduale, con aperture parziali, in maniera da compensare la perdita di guadagno con il lavoro ridotto.
A livello comunale (cfr. nel box qui accanto) abbiamo tenuto i contatti con le autorità. Nello specifico a Chiasso è stata creata una task-force con dei sottogruppi di lavoro al fine di creare aiuti e proposte concrete per le aziende che sono sul territorio di Chiasso, anche perché la cifra che vuole stanziare il Municipio è davvero importante.
Il contatto all’interno della SCM, per quanto riguarda invece la città di Mendrisio è Tiziana Grignola che, sentita per l’occasione, ha spiegato: “abbiamo contatti settimanali con l’Ufficio promovimento economico e Mendrisio si sta muovendo ponendo attenzione su tutti e cercando di proporre una soluzione che possa sostenenere le PMI in difficoltà”.

La ripartenza – fase 2 – è sempre più vicina. Cosa avete in programma?
Al momento stiamo pensando alle cose pratiche, ovvero abbiamo contattato diverse realtà sul territorio per delle offerte, così da poter proporre dei pacchetti ai nostri associati (con mascherine, guanti, disinfettanti, cartelloni,…) a prezzi convenienti. Come SCM inoltre stiamo fornendo a tutti i negozi al dettaglio (associati e non) le informazioni puntuali per le riaperture.

Un lavoro, su base volontaria, che ha preso molto tempo?
Sicuramente e purtroppo non si riesce a farlo capire “al di fuori”, perché molto lavoro è sottotraccia. Negli ultimi mesi abbiamo ricevuto moltissime telefonate da parte dei commercianti. Il fil rouge è lo stesso: sono tutti molto preoccupati. Nonostante gli aiuti finanziari siano arrivati, molti stanno pensando se richiedere la fideiussione o no. La riflessione è: siamo con l’acqua alla gola, ma se per tirare su la saracinesca devo indebitarmi… cosa farò dopo? Non dimentichiamo infatti che il commercio da anni non è fiorente, alcune attività erano già sul filo del rasoio e ora ovviamente si chiedono: riuscirò ad andare avanti anche con un debito? Le vere ripercussioni (se alcune aziende o negozi chiuderanno o no) non si avranno durante l’apertura o a giugno, ma si avranno verso settembre-ottobre. Questo momento di riapertura cade nel periodo estivo, che è il periodo con meno incassi… Insomma abbiamo “buttato via” tutta la primavera, e questo non aiuta a sollevare lo stato d’animo dei commercianti, che sono – come detto – molto preoccupati per il proprio futuro.