AIM, un tetto per tutti fra 4 anni

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La nuova sede delle Aziende Industriali di Mendrisio: ci sarà spazio anche per il deposito di materiali occorrenti alle manifestazioni promosse dal Dicastero sport e tempo libero. L’edificio avrà una tettoia a forma di L che coprirà il complesso dell’opera, nel dettaglio due fabbricati e alcuni spazi per il deposito di materiali e veicoli. La tettoia sarà costituita da tegole fotovoltaiche di grande formato (1300 x 825 mm); quello che sarà costruito in via Laveggio sarà uno dei più grandi impianti fotovoltaici integrati esistenti finora in Svizzera.

• (red.) Ci vorranno almeno 4 anni, a partire dalla crescita in giudicato della decisione del Consiglio comunale, per vedere a tetto la nuova sede delle Aziende industriali di Mendrisio, in Via Laveggio, tra il tennis e l’ecocentro. Quattro anni e 13,9 milioni di franchi – questo il credito di costruzione chiesto al Legislativo – cui si aggiungono importanti somme già votate negli anni scorsi, 1’075’000 franchi nel 1997 per acquistare il terreno e 588’000 fr accordati nel 2014 per la progettazione, che permise nel dicembre 2015 di pubblicare il bando di concorso. Vi parteciparono una quarantina di candidati, che inoltrarono le proposte in forma rigorosamente anonima. La giuria, alla presenza del notaio, scelse quello intitolato “Passaggi”, dello studio d’architettura Durisch e Nolli di Massagno, gli stessi professionisti che hanno firmato importanti opere ovunque, tra queste, per stare alla nostra regione, il m.a.x. museo e lo Spazio Officina di Chiasso, l’ampliamento e le palestre della Scuola media di Riva San Vitale. Lo studio è particolarmente accreditato nell’ambito dell’architettura industriale.
Pia Durisch e Aldo Nolli, spiegando il loro lavoro martedì alla stampa, hanno sottolineato che le infrastrutture sono alla base del funzionamento di una città. Importanza che qui è ben visibile grazie a un tetto di 3 mila metri quadrati, con gli apparati del “fotovoltaico” integrati, sotto il quale trovano dimora gli uffici e i depositi dei vari servizi oggi distribuiti in una decina di spazi, per i quali le AIM pagano affitti annui per 230 mila franchi. L’organico è di 45 dipendenti.
Quella che sta per nascere è una sede “promiscua”, destinata cioè a tutti, impiegati, dirigenti, ma anche operai e tecnici che qui prenderanno servizio per recarsi poi a lavorare in questo o quel quartiere nell’ambito delle mansioni loro affidate nelle varie sezioni, acqua, elettricità, gas.
Non ha avuto dubbi il responsabile del dicastero Marco Romano riguardo alla qualità del progetto, un edificio di pregio che farà senz’altro del bene in un “comparto rovinato”. È stato necessario un quarto di secolo per arrivare alla tappa in cui si trova, quella realizzativa, ma il progetto ora “è maturo e lungimirante”, oltre che “esemplare” dal punto di vista della sostenibilità. “Non possiamo chiedere al cittadino di impegnarsi nelle energie rinnovabili se l’ente pubblico non dà il buon esempio”, ha detto Romano, spiegando che la nuova sede AIM sarà “autarchica”, in materia di approvvigionamento di energia, totalmente affidata al sole.
Tra pochi anni, se tutto andrà bene, con l’entrata in funzione della sede di Via Laveggio, terminerà il lungo peregrinare delle AIM, un tempo ubicate presso la caserma e ora situate un po’ qui e un po’ là, come ha ricordato il direttore ing. Gabriele Gianolli. Il team di commitenza si è avvalso della collaborazione dell’arch. Mitka Fontana, vice direttore dell’UTC che ha fatto da tramite tra lo studio di Massagno e la direzione delle AIM. Già all’inizio del decennio, la società di revisione delle AIM- si legge nel messaggio sottoposto in questi giorni ai consiglieri comunali – scriveva che “una nuova sede logistica che raggruppi sotto un sol tetto tutte queste componenti è più che mai indispensabile e urgente”.
Nel credito di 13,9 milioni di franchi ci sono tutte le spese, compreso l’arredameno, sedie, scrivanie e quant’altro. L’investimento sarà interamente a carico delle AIM, non peserà insomma sulla gestione ordinaria del Comune.