Il label Unesco sulle Processioni

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Mendrisio - Processioni storiche del Giovedì Santo (FOTO FIORENZO MAFFI - Immagine digitale)

Per la prima volta, e probabilmente anche l’ultima, le luci del Natale si sono fuse con quelle della Settimana Santa. Sabato scorso al Centro manifestazioni Mercato Coperto le luminarie che solitamente incorniciano la cerimonia dello scambio degli auguri della città di Mendrisio si sono mescolate con quelle suggestive e particolari dei “trasparenti”, che nei giorni che precedono la Pasqua rischiarano le vie del centro storico.

Motivo di questo inedito connubio l’inserimento ufficiale delle Processioni della Settimana Santa nella lista rappresentativa dei beni culturali immateriali dell’UNESCO. Un obiettivo che rende giustizia a una tradizione secolare, assolutamente unica e profondamente radicata nel cuore della popolazione che risiede nella regione.
Un obiettivo per il raggiungimento del quale la Fondazione Processioni Storiche, il Comune di Mendrisio in stretta collaborazione con l’Organizzazione turistica del Mendrisiotto e Basso Ceresio, l’Ufficio federale della cultura e il Centro di dialettologia ed etnografia hanno lavorato in maniera approfondita per diverso tempo. Il tutto per allestire un dossier quanto più completo, esauriente e significativo possibile, in grado di trasmettere a chi mai ha avuto l’opportunità di essere a Mendrisio nella Settimana Santa quell’incredibile atmosfera che vi si respira.
L’esito positivo di questa candidatura ha riscaldato i cuori e ha convogliato al Mercato Coperto la folla delle grandi occasioni, che ha ulteriormente dimostrato – se mai fosse stato necessario – quanto le nostre tradizioni pasquali siano vive nei momò.
Un aspetto che hanno giustamente sottolineato tutti gli oratori della serata, a cominciare dal presidente della Fondazione, Gabriele Ponti, euforico e commosso specialmente nel ricordare il suo predecessore Giuseppe Poma, che, per l’ottenimento di questo “label”, si era letteralmente fatto in quattro negli ultimi anni della sua vita. Ponti ha parlato del passato ma anche del futuro, della volontà di creare – dopo l’avvenuta apertura del Museo del trasparente – anche un centro di competenza per la salvaguardia e la valorizzazione di queste preziose tele e di un’azione che si intende promuovere per il loro restauro. Ha anticipato una più approfondita collaborazione con le scuole, peraltro già iniziata, nell’intento di favorire una partecipazione consapevole e sentita dei ragazzi.
Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco, Samuele Cavadini, che ha ringraziato tutti coloro che mettendosi a disposizione hanno permesso di conservare, mantenere e tramandare fino ad oggi non solo le Processioni ma anche il ricco patrimonio artistico ad esse strettamente correlato. Le nostre manifestazioni, ha detto, sono entrate a far parte delle tradizioni viventi, proprio perché dopo alcuni secoli sono ancora sentite e partecipate dalla comunità e questo “label” UNESCO certifica tale peculiarità. Il Mendrisiotto dispone ora di due riconoscimenti, oltre a questo c’è infatti quello conferito al Monte San Giorgio e, pensando al Ticino, ce n’è anche un terzo, quello attribuito ai Castelli di Bellinzona! Di che essere fieri, ha sottolineato il Consigliere di Stato Manuele Bertoli direttore del dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport. Giustificato quindi l’orgoglio dei mendrisiensi, che vedono queste secolari tradizioni iscritte in un elenco mondiale, a testimoniare uno dei tanti modi diversi di essere che, a mo’ di piccola preziosa tessera, va a comporre il gigantesco “puzzle” delle tradizioni viventi del mondo.
A chiudere la parte ufficiale ci ha poi pensato il Consigliere Federale Ignazio Cassis, ospite d’onore di questa grande serata. “Grazie di cuore a chi ha reso possibile questo momento di festa, alle centinaia di persone che ogni anno riescono a dar vita a queste manifestazioni; senza di loro nulla sarebbe stato possibile! Il traguardo tagliato in questi giorni da Mendrisio ha permesso al Ticino di centrare un autentico record: una tripletta UNESCO che mette il nostro Cantone in vetta alla graduatoria nazionale”.
Poi anche Cassis ha voluto dedicare un ultimo pensiero a Giuseppe Poma, instancabile ambasciatore delle Processioni di Mendrisio e imprescindibile artefice di questo successo.