L’Ecce Homo si svela: risultati gratificanti

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L’Ecce Homo come si presenta oggi, scoperto e restaurato, compreso il tempio ed il marmo rosso di Verona che fa da sfondo.

Nel cuore del cimitero di Ligornetto, l’Ecce Homo dello scultore Vincenzo Vela si è tolto i veli. Come è andata la delicata operazione di restauro? Lo chiediamo a Simone Soldini, curatore del Museo d’arte a Mendrisio. “Siamo a buon punto e i risultati fino ad oggi sono davvero gratificanti; – spiega a l’Informatore – in questi mesi è stato restaurato l’Ecce Homo di Vincenzo Vela e l’operazione è andata bene”. Intervenire sull’intera statua in marmo bianco di Carrara e sulle dita affusolate del Cristo – rispetto alle quali i due pronipoti Curzio e Leandro Vela nutrivano più di qualche timore – non era affatto scontato. “È stato già restaurato anche il tempio e le parti circostanti l’Ecce Homo compresa la balaustra di metallo. A protezione, per il futuro, sono state aggiunte delle piccole grondaie. Ottimi i risultati anche sulla parte del marmo rosso di Verona che ha richiesto un intervento difficile che è stato eseguito in modo puntiglioso” riferisce il nostro interlocutore. “Manca ancora il restauro del Vela morente” che – come mostra la foto sopra – si trova in peggiori condizioni rispetto all’Ecce Homo, essendo stato per 128 anni completamente esposto alle bizze del freddo e del caldo. La statua venne scolpita nel 1893 da diversi artisti: Gottardo Induni, il Pessina, Luigi Piffaretti e Spartaco (figlio del Vela). A progettare la tomba venne chiamato l’architetto Augusto Guidini (senior). Il Vela era nato nel 1820 e spirò nel 1891.

Se ne parlava da 30 anni
Da 30 anni nel Mendrisiotto e nei Municipi coinvolti da questa realtà (dapprima Ligornetto e ora Mendrisio) si avvertiva la necessità di restaurare la tomba dei Vela, un monumento riconosciuto per il suo valore a livello federale come del resto tutta l’opera scultorea del Vela. Tuttavia, organizzare l’operazione richiedeva l’accordo fra la famiglia e il Municipio di Mendrisio (dall’aggregazione in poi), nonché serviva la sicurezza di mettere mano con competenza alle opere della tomba monumentale edificata in stile neoclassico. I lavori di restauro tuttora in corso vengono condotti da Walter Frutiger, un restauratore di livello federale, e da Pierre Jaccard, un giovane laureato alla SUPSI.

Costo finale: 77’596 franchi
Il preventivo era stato stimato in 70/80 mila franchi e ad oggi i costi finali ammontano a 77’596 franchi che saranno coperti dal Comune della Città con probabili sovvenzioni federali. Essendo la tomba monumentale di proprietà della Comunità Ereditaria, non si è proceduto con un messaggio municipale per la richiesta di credito ma, sulla base dell’autorizzazione ottenuta dalla famiglia, è stata approntata una risoluzione municipale con la quale si garantisce alla famiglia la sovvenzione necessaria a coprire i costi.


Tutto pronto per il Bicentenario
Già in aprile la tomba potrebbe essere inaugurata. Di sicuro sarà pronta per il 3 maggio del prossimo anno, scadenza molto attesa: è la data del Bicentenario dalla nascita dello scultore.