La Grotta dell’Orso riapre alle visite

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Dietro l’acronimo SCOPRI si sviluppa un progetto Interreg al quale lavora un team multidisciplinare – tra Svizzera e Italia – con lo scopo di riaprire al pubblico la Grotta dell’Orso sul Monte Generoso.
Scoperta nel 1988 da due speleologi, la grotta si sviluppa all’interno della montagna per oltre duecento metri e ha custodito per millenni un importante giacimento costituito da un numero di reperti dell’Orso delle caverne. I ricercatori dell’Università degli Studi di Milano hanno riportato alla luce oltre 40’000 fossili di orso, una moltitudine di altre specie animali, anche molto rare, e rarissime selci lavorate che testimoniano la presenza dell’uomo di Neanderthal.
Le visite
Parallelamente, il luogo – raggiungibile facilmente dalla Vetta – è divenuto meta turistica. Il perfezionamento dell’offerta è sempre stato un obiettivo dell’ente pubblico e dell’Organizzazione turistica del Mendrisiotto e Basso Ceresio, determinati a riorganizzare le vie d’accesso e a migliorare l’accoglienza. Terminati i lavori di sistemazione del sentiero che da Orimento porta alla Grotta e dell’illuminazione interna ed esterna – e con l’accordo di collaborazione con le guide ufficiali dell’Università di Milano – le visite sono nuovamente possibili. L’esperienza può essere compiuta già oggi e in seguito, fino alla fine di settembre, tutti i sabati e le domeniche. Le visite potranno essere prenotate online, con anticipo, per la data desiderata. È sufficiente accedere al sito (www.mendrisiottoturismo.ch/it/commons/details/La-Grotta-dell-Orso/14911.html), cliccare il “bottone” di prenotazione e scegliere giorno e orario. Le visite hanno luogo solo in gruppo e durano una trentina di minuti (tra le 10 e le 16), con l’accompagnamento di una guida specializzata.
La realtà aumentata
Gli obiettivi, sulla sommità della montagna, rimangono ambiziosi. Nei prossimi mesi spetterà in particolare alla SUPSI (Istituto Sistemi Informativi e Networking) portare a compimento gli aspetti progettuali che permetteranno ai visitatori di indossare occhiali 3D (simili a quelli già in dotatazione al Parco archeologico di Tremona) che promettono un’esperienza immersiva: gli orsi torneranno così virtualmente ad abitare la Grotta.