L’Unesco e le Processioni in “vetrina” a Vevey

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I relatori presenti la scorsa fine settimana a Vevey dove si è parlato di patrimonio Unesco e delle Processioni della Settimana Santa di Mendrisio.

La Fête des Vignerons a Vevey è stata la vetrina ideale per parlare di patrimoni Unesco e, durante le giornate ticinesi, di presentare la candidatura delle Processioni della Settimana Santa di Mendrisio. (cfr. l’Informatore del 26 luglio). La tradizione vivente, entro la fine dell’anno, riceverà l’attesa risposta dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.
La scorsa domenica, presso la Casa Ticino, il professor Lorenzo Cantoni, responsabile della Cattedra Unesco presso l’USI di Lugano, i responsabili delle Organizzazioni Turistiche Regionali di Mendrisio e Bellinzona, in collaborazione con le due città, e il presidente della Fondazione Processioni della Settimana Santa Gabriele Ponti hanno preso parte a una conferenza sull’argomento.
Le tradizioni viventi, è stato ricordato, sono mantenute in vita dalla volontà popolare, dalla condivisione di un obiettivo e dalla capacità di tramandare delle usanze che nel tempo possono anche mutare, ma non cambiare radicalmente.
La Cattedra Unesco opera dal 2013 nell’ambito dell’Università della Svizzera italiana. La collaborazione tra chi opera nel settore turistico, chi si occupa della gstione e chi crea nuove opportunità per comunicare anche temi complessi e sensibili su livelli diversi è considerata la via giusta da seguire.
Nel contesto del suo intervento, il prof. Lorenzo Cantoni ha proposto una riflessione sul tema del patrimonio materiale e immateriale. Per tutelare il patrimonio culturale immateriale – ha spiegato – è stata stabilita nel 2003 la “Convenzione sulla promozione e protezione del patrimonio immateriale”. La Fête des Vignerons è protetta da questa convenzione che si occupa, appunto, di pratiche, tradizioni, artigianato, danze, festività… Si tratta di ciò che viene anche chiamato “patrimonio vivente” che può esistere solo se è costantemente coltivato da una comunità, come è il caso di Vevey e di Mendrisio.
Il titolare della cattedra all’USI ha centrato quindi l’attenzione sulle sfide per il turismo. “La registrazione in una delle liste dell’Unesco corrisponde spesso a una notevole attenzione internazionale, e a un possibile aumento dei turisti. Questo, da un lato, è positivo: il turismo permette di realizzare il concetto di patrimonio universale, gli eredi possono accedere alla loro eredità”. Anche l’aspetto finanziario ha il suo peso. “I soldi spesi dai turisti sono fondamentali per assicurare la gestione e il restauro del patrimonio, offrendo alla comunità locale le risorse necessarie” ha osservato ancora Cantoni, ponendo l’accento, nondimeno, sulla necessità di gestire i flussi in relazione alla sostenibilità di un luogo. “La Svizzera è in questo molto attenta, ed è vista come modello a livello internazionale”.
Nell’aprile 2020 a Mendrisio, la Cattedra Unesco dell’USI, in collaborazione con OTR Mendrisiotto, Città di Mendrisio e Fondazione Processioni Storiche organizzerà un convegno che approda per la prima volta in Svizzera e affronta il tema del rapporto fra turismo e patrimonio, sia materiale che immateriale.