Le strategie del Mendrisio

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Forse è vero che in certi casi, come dice un motto assai conosciuto, “Non tutti i mali vengono per nuocere!”.
La retrocessione del Mendrisio dalla Prima alla Seconda divisione interregionale, per quanto dolorosa, ha indotto i dirigenti del sodalizio ad una riflessione approfondita, non solo sugli aspetti prettamente sportivi, ma anche su quelli finanziari, societari, aggregativi, e altri ancora…Insomma, prima di ricostruire una squadra è necessario creare i presupposti per farla crescere, per sostenerla, per inserirla in un contesto più ampio e coinvolgente.
Per questo motivo, alla ricerca di nuove strategie, il comitato del FC Mendrisio, su consiglio del suo nuovo membro Roland Von Mentlen dotato di grande esperienza e conoscenza in ambito di organizzazioni sportive, lo scorso mese di febbraio ha trovato un partner ideale nel campo dello sport e del management e del marketing nella Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI). Ed ecco che, in capo a soli quattro mesi, tre studenti: Michele Cristiano, Laila Fontana e Yulia Selishcheva, supportati da un coach e da una coordinatrice, sono stati in grado di presentare un progetto assai articolato e approfondito, tale da risvegliare l’entusiasmo dei dirigenti, che a loro volta hanno deciso di presentarlo a un pubblico fatto di tifosi, amici, sponsor… tutti assai positivi nei confronti delle proposte contenute in un voluminoso dossier.
Tutti sono infatti concordi sul fatto che per garantire un futuro migliore al club sia necessario intraprendere nuove vie professionali e imprenditoriali.
Innanzitutto sarà fondamentale fissare degli obiettivi, da aggiornare periodicamente e stabilire delle competenze e un sistema di controlli per raggiungerli. L’amministrazione dovrà operare in modo efficiente e diventare punto di riferimento per tutti i settori di attività del club.
Sportivamente parlando il FC Mendrisio dovrà lavorare per essere identificato come promotore di sport professionistico, giovanile e del tempo libero. Fermo restando che l’ambizione sportiva è quella di avere la squadra maggiore militante in Prima lega, sarà pure opportuno che il club si garantisca la necessaria indipendenza finanziaria tramite una serie di attività proprie.
In quest’ambito gli autori dello studio propongono una serie di suggerimenti concreti, di differente peso e realizzazione. Come ad esempio un ampliamento non solamente fisico ma anche temporale della buvette. Dove proporre quotidianamente, dalle 11 alle 14 un’alimentazione sana, rivolta ad esempio alle scuole che gravitano nei dintorni, così come a operai e impiegati o tifosi impossibilitati a rientrare per il pranzo. In questo modo la buvette assumerebbe un più largo significato aggregativo.
Un’ulteriore proposta è quella di creare un FCM store con una linea printing dotata di diario e calendario agonistico arricchito di date e foto… e una linea vestiario con maglie personalizzate, e altro genere di abbigliamento su ordinazione.
Nell’ambito degli abbonamenti si suggerisce un’ampliamento dell’offerta: per famiglie; per un numero definito di partite a scelta; per ingressi comprensivi di ristoro; per sostenitori di ogni tipo o VIP con pranzo prepartita incluso… Importante pure prevedere la vendita di biglietti on line.
E nelle calde serate estive, quando l’attività calcistica è ferma, un’altra proposta è quella di trasformare il campo di calcio in un’immensa sala cinematografica all’aperto con proiezione di pellicole aventi lo sport come tema principale.
Poi ci sono le iniziative rivolte alle scuole come quella denominata “Calciatori per un giorno” da sviluppare in collaborazione coi docenti, per far conoscere il calcio ma anche per parlare di bullismo e di abuso di droghe…
O il torneo “Amici per la pelle”, volto alla lotta contro il razzismo e al rispetto dell’avversario.Lo studio, molto interessante, va ben oltre quanto qui riportiamo; c’è dunque da augurarsi che il FC Mendrisio riesca a sfruttarlo al meglio e a trarre concreti benefici per il suo futuro prossimo.