Il nostro terreno? È sempre lì

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Nell’immagine il sindaco di Riva San Vitale Fausto Medici. Il terreno, di 15 mila mq, tra il nuovo fabbricato della Scuola media e la sponda sinistra del Laveggio (in primo piano) è situato in una posizione centrale. Il fondo era già stato proposto da Riva San Vitale nel 2014, ma la Fondazione preferì la soluzione proposta da Melano; la “Tusculum” comunicò la sua decisione al Cantone il 16 ottobre 2014 e il DSS la confermò qualche giorno più tardi, il 29 ottobre, si legge nella cronologia pubblicata sul sito della fondazione. Il Comune di Melano ha provveduto negli anni scorsi a pubblicare la variante di PR necessaria alla costruzione della CPA e dell’autosilo.

“La situazione di stallo della Fondazione Tusculum a fronte dell’edificazione di una struttura nel Basso Ceresio impone una riflessione sulla procedura di realizzazione di una nuova casa anziani nella nostra regione” si legge nel consuntivo 2018 del Municipio di Riva San Vitale, ora all’esame del Consiglio comunale.

Chiediamo al sindaco Fausto Medici il senso di questa riflessione.
Gli aspetti considerati dal Municipio sono due. Il primo riguarda la vicenda interna alla Fondazione Tusculum, promotrice del progetto di Melano (che coinvolgerebbe 6 comuni), la cui direzione è al centro di una vicenda penale scoppiata nel febbraio dello scorso anno. Da quel momento è tutto fermo per quanto riguarda la costruzione della CPA “Ceresio”. Il secondo aspetto è la mozione del deputato Ivo Durisch (collega di Municipio) e firmatari sulla necessità di trattare allo stesso modo i comuni e le fondazioni nell’ambito della promozione delle CPA: solo per gli enti di diritto privato (fondazioni e associazioni) viene considerato dallo Stato il riconoscimento finanziario degli oneri ipotecari per l’acquisto di terreni, la costruzione, la ristrutturazione e l’ampliamento delle CPA. Sono invece esclusi dalla copertura di questi costi da parte del Cantone gli enti di diritto pubblico, che devono quindi prevederli nella gestione corrente. Una disparità di trattamento che non è giustificata e che di fatto contribuisce a bloccare la procedura per la costruzione da parte dei comuni della casa per anziani “Ceresio” nel Basso Ceresio, a Melano. In questi mesi si sta costituendo una specifica Associazione che, con un mandato di prestazione, oltre ad amministrare la casa per anziani di Arogno e, dal prossimo autunno, la nuova casa per malati di Alzheimer, sempre ad Arogno, gestirà anche la Casa dei ciechi di Lugano. Quindi la fondazione, dal lato costruttivo e l’associazione, sul piano gestionale, sono molto impegnate. Ci chiediamo quindi se potranno farsi carico di un ulteriore progetto, la CPA di Melano. A questo proposito Bellinzona è silente.

Eppure il suo collega sindaco di Melano Daniele Maffei, pur prospettando un “riavvio” delle procedure a cura dei comuni, ha sostenuto, intervistato dal Quotidiano RSI di giovedì scorso, di essere convinto che la Fondazione Tusculum è ancora interessata a collaborare con i Comuni…
I rappresentanti di Arogno, Rovio, Maroggia, Melano, Melide, Riva San Vitale si erano ritrovati a fine agosto 2018 per fare il punto al progetto. Abbiamo separato la questione penale, che è di competenza dei giudici, dagli altri aspetti, come la qualità delle cure, che non è mai venuta meno nelle strutture della fondazione. In quell’occasione avevamo deciso che, prima di compiere ulteriori passi, occorreva aspettare la risposta del Governo alla mozione, inoltrata il 20 giugno 2018. Ma la risposta non c’è neppure oggi e tutti aspettano con ansia, perché la disparità di trattamento persiste e molti comuni si sentono assai svantaggiati. In caso di risposta affermativa, il nostro Municipio vorrebbe privilegiare l’istituzione di un ente di diritto pubblico, costituito dai comuni, così da riavviare la procedura, bruscamente interrotta a causa dei noti fatti.


In tal caso Riva San Vitale rimetterebbe in gioco il terreno di sua proprietà?
Noi restiamo convinti, come qualche anno fa, che nel pensare a una nuova casa per anziani sulla piana del Basso Ceresio, la “location” di Riva San Vitale sia la più adeguata. Tra il Laveggio e la scuola media, il Comune dispone di un fondo di 15 mila mq; a due passi ci sono i negozi, le chiese, la farmacia, il medico, il fisioterapista, il dentista, la nostra meravigliosa riva del lago, l’ufficio postale, le fermate dei trasporti pubblici, i bar, i ristoranti… Il terreno è a ridosso della Residenza Martina che offre appartamenti a misura d’anziano, con la quale si potrebbero costruire preziose collaborazioni. Vedrei di buon occhio (ma è una mia idea personale) l’integrazione nella CPA del nostro Centro diurno, ora piuttosto lontano del paese, tanto che bisogno far capo sempre alle auto per spostarsi.

La decisione del DSS era però stata diversa…
Ci è chiaramente dispiaciuto quando la scelta è caduta su Melano. Avremmo potuto ricorrere, ma non l’abbiamo fatto perché non bisogna ingaggiare una guerra contro un altro Comune. In ogni caso ci tengo a dire che per Riva San Vitale occorre rimettere in moto la procedura al più presto, con urgenza: i nostri anziani ospitati nelle varie CPA sono passati in pochi anni da 15 a 27, con i relativi contributi che superano i 730 mila franchi all’anno. In autunno verrà aperta la Tusculum 2 (Casa Hyperion) a Arogno, ma a Riva San Vitale la popolazione non è molto contenta di trasferire gli anziani così lontano dalle loro case, in un luogo non comodo da raggiungere, specialmente nella stagione invernale.

Nella riflessione del Municipio c’è anche la possibilità che Riva San Vitale costruisca la CPA da solo?
Non ne abbiamo parlato. Prima bisogna fare due calcoli…