Manzo e quei “10 minuti di follia”

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Carlo Manicone davanti alla porta (© Flavio Monticelli).

Terzo pareggio di fila dei rossoblù che non riescono a incasellare i tre punti contro il mediocre Sciaffusa.

Due punti persi, su questo non si discute. L’idea che ci siamo fatti sabato al Riva IV è che il Chiasso è riuscito a fare grande lo Sciaffusa, squadra letteralmente alla deriva reduce da quattro sconfitte consecutive. C’è mancato poco che i renani si portassero a casa addirittura la vittoria e questo la dice lunga sulla prestazione dei padroni di casa. Non che abbiano sbagliato l’approccio, Manicone ha aperto le marcature dopo neanche 2 minuti, ma è l’apatia che li ha accompagnati dopo essere andati in vantaggio da mettere in discussione: inconcepibile per una squadra in lotta per la salvezza. Si era avuta l’impressione di una squadra tonica e frizzante, come lo è in effetti stata all’inizio, ma poi le cose sono andate diversamente fino al rocambolesco finale con il gol di Brivio in prossimità dei minuti di recupero. Andrea Manzo alludendo alle due reti subìte parla di “10 minuti di follia”. Il tecnico riconosce che al 2-2 si è arrivati “in modo non ordinato”, ma che bisogna “dare merito alla squadra di non avere mollato sino all’ultimo”. Dire che lo Sciaffusa sia una squadra di brocchi sarebbe fare un torto a giocatori come l’ex rossoblù Delli Carri, ottimo centrale, l’ex Young Boys Sessolo, il germanico Barry – che tra l’altro ha battuto Mossi trenta secondi dopo essere entrato in campo – o il ventenne locarnese di belle speranze Giotto Morandi. Ma poco ci manca perché la formazione di Jürgen Seeberger è la peggiore vista in questo campionato dalle nostre parti.
Avremmo voluto vedere il Chiasso giocare con grinta, con il cuore in mano come spesso è già capitato, non solo al Riva IV. Invece la prestazione di alcuni giocatori (Manzo non ha le fette di salame sugli occhi) ha lasciato a desiderare. In questi casi serve a poco chiedersi con quale spirito e attaccamento alla maglia giochino alcuni elementi venuti da lontano o dal nome impronunciabile, né tantomeno discutere sulle scelte tecniche che vengono effettuate.

La partita
Prima del calcio d’avvio è stato osservato un doveroso minuto di silenzio in ricordo del caro collega Ruggero Glaus e del super tifoso Luca Santoro. Reti a parte, si è gridato al gol a più riprese, soprattutto nei primi 45 minuti. Nessuno avrebbe avuto da ridire se le squadre fossero rientrate negli spogliatoi sul 3-0: Manicone otto minuti dopo l’1-0 ha costretto Zbinden a volare da un palo all’altro al 10’, anche Milinceanu, che gli aveva fornito l’assist, ha chiamato in causa il portiere sciaffusano allo scadere.
Le reti potevano danzare anche in inizio di ripresa (51’/52’), prima con Manicone che calciava sull’esterno poi con Milinceanu di testa; è successo invece che fossero gli ospiti a segnare fortunosamente con Barry (62’, 1-1) e con Qollaku (70’, 1-2) capace di sfruttare un calcio piazzato. In entrambe le occasioni va colpevolizzata l’intera difesa, non il solo portiere.