La Züst ricostruisce la vita di Carlo Storni

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FOTOGRAFIA Villa Lancellotti

La Pinacoteca Giovanni Züst di Rancate inaugura la stagione primaverile con una duplice proposta. Nel contesto della mostra Carlo Storni (1738-1806). Pittore e “coloraro” svizzero a Roma presenta un artista originario della Capriasca del quale poco si conosceva. Suo è un ciclo di teleri, realizzati per la chiesa parrocchiale di Tesserete che, trafugati e venduti, sono oggi conservati in collezioni pubbliche e private. Accanto a questa esposizione, la struttura cantonale offre una panoramica sulle opere entrate in collezione più di recente con La Züst dopo Züst (cfr. qui sotto). Le mostre si potranno visitare dal 14 aprile al 25 agosto (ma-do 9-12 e 14-17). Prosegue l’accurata ricerca della Pinacoteca Züst volta alla riscoperta di artisti del nostro territorio che si sono persi tra le maglie della Storia. Il nome di Carlo Storni risultava praticamente sconosciuto fino a pochi anni fa. È riemerso nel 2002, in occasione di un’esposizione sui tessuti liturgici e gli apparati processionali allestita proprio a Rancate. La mostra attualmente in corso, curata da Antonio Gili con il coordinamento di Mariangela Agliati Ruggia e Alessandra Brambilla, ha permesso di radunare dodici dei quindici pezzi appartenenti alla serie con Storie della Vita della Vergine; dodici saie di lino dipinte con colori vegetali detti “succhi d’erba”. È stata anche ricostruita la vita dell’artista che come molti ticinesi emigrò nel Settecento a Roma. Nella città eterna si sposò e divenne padre di dieci figli (due dei quali pure loro pittori); gestì inoltre un negozio di vendita di colori ereditato dal suocero tuttora esistente, nei pressi del Pantheon, dove si sono serviti nomi celebri della pittura internazionale. Da lì sono passati anche i pittori in voga al tempo dello Storni che lavoravano ad affrescare gli importanti palazzi dell’aristocrazia romana “e con cui probabilmente Carlo intrattenne rapporti di collaborazione” osserva la direttrice della Pinacoteca Mariangela Agliati Ruggia. La rassegna che si aprirà questa domenica è arricchita da documenti sulla famiglia Storni e da immagini di affreschi realizzati dall’artista nella villa Lancellotti di Frascati per la potente famiglia Piccolomini.
Obiettivo della mostra è anche quello di favorire una prima conoscenza dello Storni segnalandolo all’attenzione degli storici dell’arte che indagano soprattutto nell’ambito della presenza di maestranze artistiche nella Roma del secondo Settecento.

La Züst dopo Züst

La Pinacoteca Züst si presenta oggi come un insieme coerente di dipinti dal punto di vista cronologico e territoriale. Un’omogeneità voluta da Giovanni Züst nel momento in cui si concretizza il progetto di un legato pubblico. Negli anni le raccolte hanno continuato ad accrescersi. In occasione della riapertura primaverile il museo illustra pertanto le opere entrate in collezione più di recente. Nella prima sala si possono ritrovare quattro opere che appartenevano a Züst e che sono di recente “tornate a casa”. Opere realizzate da Giovanni Boldini, Giovanni Sottocornola e Giovanna Béha-Castagnola. La sala successiva presenta le opere di un’altra donna, la locarnese Angela Mondini-De Giorgi, accanto a dipinti di Bruno Nizzola e di Ettore Burzi (nella foto il suo coloratissimo “Mazzo di crisantemi”). Il percorso continua con un approfondimento sul mondo dell’infanzia nell’Ottocento. Il pubblico potrà ammirare lavori di Valeria Pasta Morelli, Ernesto Fontana e Emilio Oreste Brunati. Un salto a ritroso lo si compirà con il pittore rinascimentale Francesco De Tatti, per concludere il percorso con Giovanni Serodine.