Nucleo di Ligornetto chiuso? C’è chi dice no

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Ognuno si tenga il “suo” traffico. Il concetto, espresso così sinteticamente, rende conto delle preoccupazioni di un gruppo di cittadini che si oppone alla chiusura ai transiti, a fasce orarie, del nucleo di Ligornetto. E che negli scorsi giorni ha dato il via ufficiale a una raccolta di firme, indirizzate al Consiglio di Stato, per ribadire che una tale misura finirebbe fatalmente per penalizzare quartieri e Comuni limitrofi.

I promotori della petizione contro lo sbarramento al traffico nella cosiddetta “zona rossa” – tra le 5 e le 8 del mattino e dalle 16.30 alle 19.30 – hanno incontrato i media mercoledì mattina in Piazza Volontari a Ligornetto, cuore del quartiere. La misura contestata era stata decisa nel 2012 dalla popolazione dell’allora Comune. La tematica è stata ripresa dalle autorità di Mendrisio, a conclusione del processo aggregativo. L’ultimo atto del lungo iter si è concretizzato con la pubblicazione sul Foglio ufficiale dello scorso 1° marzo delle nuove prescrizioni concernenti il traffico.
Al ricorso presentato dal Municipio di Stabio e a quello, già annunciato, di alcuni privati, si somma la petizione varata in questi giorni. Il portavoce Ivan Belloni ha spiegato che “in una regione dove le strade sono al collasso, la chiusura della zona rossa non farebbe che aggravare la situazione”. I “nodi” messi in evidenza sono legati al travaso di automobili su altre direttrici: quella che dal valico di Arzo conduce al capoluogo – passando da Besazio e Rancate – quella che percorre Genestrerio e, non da ultimo, il nucleo di San Pietro di Stabio che presenta non poche difficoltà, a causa del calibro e della conformazione della strada. In base ai dati raccolti durante la prima fase-test, le previsioni in vista di una nuova chiusura – ha illustrato Guido Codoni, membro del comitato promotore – parlano di un aggravio di 1’300 veicoli giornalieri attraverso la frazione: “non si possono scaricare egoisticamente i problemi sui vicini!”.
Un principio ripreso dall’ex sindaco di Genestrerio Flavio Pozzi, secondo il quale lo sbarramento delle vie di transito a Ligornetto rappresenta una decisione unilaterale “sbagliata e iniqua” che non può che provocare la formazione di colonne di veicoli nei quartieri vicini. Illustrando, con una metafora, un pensiero diffuso in paese, Pozzi ha rammentato che se si ottura il foro di uno scolapasta, l’acqua passa inesorabilmente dagli altri!
La petizione attira anche l’attenzione sul fatto che i transiti aumenterebbero lungo l’arteria che scorre di fronte alle scuole elementari di Ligornetto.
È evidente, concludono i promotori, che con la chiusura del nucleo di Ligornetto il problema del traffico non viene risolto in quanto lo stesso viene deviato verso vie alternative, danneggiando ulteriormente altre zone attualmente già molto penalizzate. “Non è assolutamente corretto che altri cittadini domiciliati nello stesso Comune (Mendrisio) e nei Comuni immediatamente limitrofi siano trattati in modo gravemente discriminatorio, per favorire unicamente i domiciliati nella zona rossa”.
La petizione chiede pertanto un tempestivo intervento del Governo affinché non venga attuata la chiusura del nucleo di Ligornetto, che creerebbe una discriminazione tra coloro che sono autorizzati a valicare la zona rossa e gli altri che, oltre a dover allungare i tragitti quotidiani, dovrebbero pure sopportare un sovraccarico di traffico.