Mettersi in gioco… al di là del “QI”

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Ci sono giovani che fanno più fatica di altri, pur avendo i sogni e le speranze dei loro coetanei. Per ricevere un diploma devono lavorare sodo.
Nella prima parte della loro vita hanno dovuto sempre “rincorrere”. Nella scuola “normale” si posizionano in fondo alla “scala del profitto”, mentre nella scuola “speciale” verrebbero a trovarsi sui gradini più alti. Momenti difficili anche per i genitori, che si chiedono quale sia la strada migliore da imboccare, perché questi figli, con i loro ritmi e tempi d’apprendimento, certe nozioni non riescono a integrarle.
Ma ecco una formazione professionale organizzata apposta per loro in modo accurato, diligente. Infine il lavoro, quello vero, che dà molte soddisfazioni.
l’Informatore vi racconta la storia di uno di questi giovani, una ragazza di 21 anni, seguita con attenzione, impegno e grande determinazione dalla sua famiglia; e poi da persone, insegnanti e specialisti, che hanno saputo offrirle le piste giuste per la vita.

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