Tita Carloni, le ville

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La mostra intitolata “Tita Carloni, le ville” si potrà visitare fino al 15 marzo prossimo presso il Campus Trevano a Canobbio della Scuola universitaria professionale della Svizzera Italiana.

Il lavoro dell’architetto ticinese Tita Carloni (Rovio 1931 – Mendrisio 2012) ha ispirato la ricerca degli studenti in architettura della SUPSI. Il Dipartimento ambiente costruzioni e design (atrio blocco A) del Campus Trevano a Canobbio ospita infatti fino a venerdì 15 marzo la mostra intitolata Tita Carloni, le ville, che comprende dieci modelli e disegni delle opere di Tita Carloni riprodotti dagli studenti del Corso di laurea in architettura (primo anno).
Durante il primo semestre, gli iscritti sono chiamati ad analizzare le opere di architetti che hanno operato sul territorio svizzero. Quest’anno la scelta è caduta sull’architetto ticinese Tita Carloni.
Il compito aveva come obiettivo la riproduzione di dieci tra le più importanti ville progettate e costruite dall’architetto. Con questo esercizio gli studenti hanno potuto avere un primo approccio con l’architettura di qualità.
Partendo dalla lettura dei piani originali, ridisegnandoli e costruendo un modello in scala 1:50, gli studenti sono riusciti a comprendere a fondo il modus operandi dell’architetto Tita Carloni.
La mostra rappresenta, anche per un pubblico non specialistico, un’interessante occasione per conoscere alcune delle opere più significative dell’architetto ticinese.
La rassegna illustra le seguenti opere: Casa Luisoni, 1956, Stabio; Casa Balmelli, 1956, Rovio; Casa Mengozzi, 1957, Pregassona; Casa Pedrazzini, 1957, Vacallo; Casa Goldbaum, 1959, Pregassona; Casa Dobrzansky, 1965, Gentilino; Casa Jelmorini, 1966, Pregassona; Casa Perucchi, 1968, Arosio; Casa S. Vigilio, 1974, Rovio; Villa Gerosa, 1971, Rancate.
La mostra Tita Carloni, le ville si può vistare tutti i giorni dalle 8 alle 18.
Tita Carloni, nato nel 1931 Rovio, studia architettura al Politecnico federale di Zurigo e alterna lo studio con periodi di pratica negli studi degli architetti Peppo Brivio a Locarno, Rino Tami a Lugano e Boileau et Labourdette a Parigi.
Nel 1956, con Luigi Camenisch, apre uno studio a Lugano dal quale scaturiscono le prime opere importanti, in particolare Casa Balmelli a Rovio e Casa Carloni a Pregassona. Lo studio rimarrà aperto per cinque anni.
Tra il 1965 e il 1968 Carloni ha poi un intenso periodo di lavoro durante il quale collabora con Livio Vacchini e Luigi Snozzi.
Dal 1971 al 1978 è stato deputato del Partito Socialista Autonomo al Gran Consiglio ticinese. Muore a Mendrisio nel novembre 2012.