La rinascita di Pianspessa

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L'immagine è tratta dal sito www.pianspessa.com.

Un gioiello architettonico che reca segni di unicità nel panorama cantonale. L’agglomerato di Pianspessa, incastonato nel comprensorio del Monte Generoso, è oggetto di un approfondito progetto di recupero. Il fondo è stato acquistato un paio d’anni fa dai fratelli Luca e Samuele Cereghetti; si estende su una superficie di 15 ettari ed è formato da un ricco mosaico di prati, pascoli e soprattutto edifici di significativo valore storico, paesaggistico e culturale: tre di essi sono classificati quali beni culturali, mentre tre ettari di prati secchi risultano d’importanza nazionale.

Un intervento articolato
per un investimento
di 4.5 milioni di franchi
L’intervento immaginato dai proprietari – per il quale l’investimento stimato è pari a 4 milioni e mezzo di franchi – mira a salvaguardare da un lato la vocazione agricola del podere e d’altro canto a tutelare gli elementi antropici che oggi si trovano in uno stato precario di conservazione, restituendo l’area alla pubblica fruibilità.
Il complesso – spiega a l’Informatore Luca Cereghetti – è sorto negli anni tra il 1750 e il 1760 grazie a un progetto molto raffinato attribuibile agli architetti Simone e Gaetano Cantoni, seguendo i dettami dell’epoca. Un unicum a livello di masserie nel nostro territorio. Una testimonianza di grande valore.
Per molti anni, il complesso è stato utilizzato come alpeggio. Alcuni elementi, nel frattempo, sono crollati. Due stalle sono rimaste senza il tetto. Nel nucleo – il cui volume edificato è pari a 1’690 mc – alcune coperture sono andate distrutte; pertanto i muri sottostanti sono stati danneggiati e le strutture risultano logorate. Il rischio maggiore, fanno notare i proprietari, è quello di perdere il manufatto centrale, concepito originariamente con forma a “E”, poi parzialmente mutata nel tempo.
Le priorità sono connesse al recupero dei terreni dall’imboschimento e dall’erosione, il restauro della masseria, il ripristino degli orti e dei muri a secco (che si estendono per una lunghezza di 260 metri), dei filari alberati e della fontana, dotando Pianspessa di una strada che sia percorribile durante tutto l’arco dell’anno – alfine di facilitare il raggiungimento dei dolci pendii a tutti coloro che vorranno visitare la zona – oltre che di acqua ed elettricità. L’accento viene posto su quegli elementi caratteristici dell’agricoltura di montagna che divengono sempre più rari e sconosciuti ai più: dai muri a secco ai roccoli, dalle nevere ai terrazzamenti.
“La molteplicità di elementi sui quali intervenire e il desiderio di recuperare il valore culturale di questo importante paesaggio rurale ci hanno spinto a ricorrere allo strumento pianificatorio del progetto di paesaggio, elaborato dal Cantone al fine di programmare e realizzare importanti interventi di ripristino e miglioramento del territorio. Esso ci permette infatti di promuovere e pianificare gli interventi da compiersi sul podere insieme ad uffici e sezioni competenti” prosegue Luca Cereghetti. La parola chiave è condivisione.

Preservare le testimonianze
del passato e integrare
contenuti innovativi
Un progetto che aspira a preservare quanto ci è stato tramandato dal passato, integrando contenuti innovativi che possano dare slancio alle attività nel comprensorio vallerano. I fratelli Cereghetti non esitano a definire lo stesso progetto “audace e oneroso”. In questo contesto diventa centrale il concetto di sostenibilità. Pascoli e prati, negli auspici dei nuovi proprietari, verranno destinati in effetti all’attività agricola. Gli edifici saranno adibiti ad accogliere un caseificio, un laboratorio per la produzione di salumi, cantine, una cucina e una sala degustazione, oltre a spazi didattici e a una biblioteca aperta a tutti. L’idea è quella di farne un oggetto con finalità turistico-didattiche. Accanto all’attività produttiva, saranno sviluppati tutti gli aspetti legati all’accoglienza per garantire un’esperienza emozionale.
L’investimento globale è stato quantificato, come anticipato, in 4.5 milioni di franchi circa. La famiglia Cereghetti ha preso contatti con varie istituzioni quali il Museo etnografico della Valle di Muggio, che ha espresso parere favorevole, con la Regione Valle di Muggio, gli uffici cantonali, il Museo della civilità contadina di Stabio e altri ancora. L’intento è anche quello di coinvolgere i privati e la popolazione ticinese avviando un’azione di crowdfunding, per favorire un finanziamento collettivo del progetto. I dettagli si trovano sul sito internet http://www.pianspessa.com.