Il Chiasso stende lo Sciaffusa

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Milinceanu con Alessandrini (foto d'archivio - © Flavio Monticelli)

Il Chiasso stende lo Sciaffusa al Lipo Park con due super gol di Balhoul e Milinceanu. Una squadra così determinata, dinamica e spietata forse neanche mister Manzo se l’aspettava.

Ottima prestazione dei rossoblù presentatisi nel lussuoso Lipo Park (un sogno per il Ticino calcistico che va per la maggiore) in casacca bianca e calzoncini rossi. La vittoria è frutto dell’intenso lavoro quotidiano che Andrea Manzo ha svolto durante la sosta. Non esageriamo dicendo che Belometti e compagni sono stati padroni del campo per i 98 minuti di gioco. La squadra ha mostrato grande compattezza. In difesa l’impiego di Perico si è rivelato molto positivo: l’ex cagliaritano ha governato il reparto con grande dinamicità effettuando anche qualche incursione poderosa a tutto campo: un acquisto, il suo, indubbiamente non effettuato a scatola chiusa come era avvenuto per altri giocatori prima del cambio tecnico. Il centrocampo non ha dato gli abituali segni di incertezza, anzi ha denotato più precisione e creato maggiore filtro. Chiamato ad arginare e a impostare, Padula si è mosso molto bene prendendo in mano la manovra con autorità. Non è stato il solo: il merito va anche agli altri, in particolare a Belometti.
Manzo non ha convocato Monighetti, inoltre ha dovuto rinunciare all’impiego di Charlier, Martignoni e Josipovic (tutti e tre contusi unitamente a Malvino). Per una ventina di minuti, dal 77’, si è visto Manicone in sostituzione di Milinceanu che ha fatto la parte del leone. Il gol dello 0-2 (palo con palla che ribatte oltre la linea) poco prima di andare in pausa ha praticamente steso al tappeto i renani che erano andati sotto già al 25’: anche in questa occasione l’azione è stata elaborata sull’out di destra con Balhoul bravo a spiazzare in diagonale difensori e portiere.
Il doppio vantaggio, oltre che meritato, conferma che in campo c’era una sola squadra. Già prima di rompere il ghiaccio Guidotti, Pollero (sostituito da Nsiala al 64’) e lo stesso Balhoul avevano messo in difficoltà la retroguardia sciaffusana. Nella ripresa i padroni di casa si sono dannati per mettere un po’ di ordine nella loro manovra, ma lo hanno fatto con affanno e in modo confuso. I soli a chiamare in causa Mossi sono stati Qollaku al 55’ (tiro con deviazione da 25 metri di facile presa per il portiere) e Barry al 65’ (girata di testa).
C’è da essere veramente soddisfatti di questa prima uscita contro i renani anche perché si è definitivamente messo una pietra sulle batoste subìte nel 2017 (5-0 in aprile, 0-6 al Riva IV in maggio) e su altri episodi alquanto imbarazzanti. D’altra parte sembrerebbe che il pubblico del Lipo Park non sia più quello di scalmanati ai tempi della Breite che si agitava in tribuna e sugli spalti arrivando a incidere persino sull’arbitraggio. A tale proposito segnaliamo l’ottima direzione di Tschudi che nel giro di 2 minuti (58’-60’) ha estratto quattro cartellini gialli, due per parte, tenendo in mano la partita con polso autoritario.
In conclusione possiamo dire senza tema di essere smentiti che il lavoro paga: una squadra alle prese con difficoltà come lo è il Chiasso (o come lo è stato all’andata: restiamo comunque prudenti, una rondine non fa primavera…) quando si sente spronata dal proprio allenatore riesce a tenersi su di giri e a risolvere a suo favore partite difficili come questa. È bene tenere conto che al Lipo Park i gialloneri finora hanno tenuto a bada le prime quattro di Challenge League bloccando sul pari Servette, Winterthur, Losanna e rimandando a casa battuto il Wil.