Cantieri supersorvegliati, l’alternativa alla defunta LIA

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In città c’è un problema, il lavoro che manca, ha affermato il sindaco Bruno Arrigoni venerdì 17 gennaio a Chiasso, in occasione di un incontro-stampa promosso dal DFE per la presentazione di un nuovo strumento di controllo sui cantieri edili. Ci sono 600 persone circa in assistenza, l’8% della popolazione; non tutte di Chiasso, ma lì residenti. La maggior parte ha una scarsa formazione, è perciò difficile da collocare; e la pressione da parte dei frontalieri sul mercato del lavoro è grande. Allora, ben vengano nuove iniziative, affinché Chiasso superi celermente questi anni difficili. Il mercato del lavoro sta cambiando. Sono state aperte attività di e-finance e sono spuntati diversi snack bar. Ma molti posti stabili nelle ferrovie e nelle case di spedizione sono spariti “e noi siamo vittime di questa situazione” ha concluso il sindaco.
La scelta di presentare a Chiasso la nuova applicazione, da parte del DFE, non è stata casuale, ha affermato il direttore del dipartimento Christian Vitta, che ha sottolineato la presenza in città di lavori nuovi, come quelli nel campo della “tecnofinanza”.
“Ge. Co. Gestione dei controlli” – così si chiama il nuovo strumento – è destinato ai controlli degli ispettori sui cantieri edili, ma in generale, là dove il mercato è sotto pressione, c’è il rischio degli abusi, soprattutto quando il mercato è vicino alla frontiera, come nel Mendrisiotto. La nuova applicazione è stata concepita in collaborazione con la Commissione paritetica cantonale dell’edilizia e rami affini, diretta da Alessandro Capelli. La utilizzano gli 8 ispettori delle paritetiche, il cui organico è stato ampliato (ora 17 collaboratori). Pure l’Ispettorato del lavoro è stato potenziato: da 13 collaboratori nel 2013 agli attuali 28. Sul PC, il notebook, lo smartphone o il tablet, gli ispettori dispongono di una mappa aggiornata che localizza i cantieri aperti in Ticino e anche le licenze di costruzione rilasciate. L’applicazione segna le ispezioni, affinché non ci siano sovrapposizioni di controlli, ha spiegato Alessandro Capelli. Infatti le commissioni sono 8 e occorre ridurre al minimo i contrattempi generati dai controlli, sapendo che la maggior parte delle aziende lavora bene ed è in regola. L’obiettivo è di migliorare la qualità delle ispezioni e contribuire dunque a qualificare il mercato del lavoro.
La strategia del Cantone sulla sorveglianza dei cantieri (1800/anno, circa 200 contravvenzioni nel 2018) conferma le critiche di scarsa utilità che erano state rivolte alla LIA, poi abrogata. Le ispezioni già ci sono, sono efficaci e anche piuttosto numerose.