Il FC Chiasso agguanta un punto

0
1514
Il bomber del Chiasso, Zordan Josipovic, mentre mette a segno la splendida, quanto meritata, rete del pareggio chiassese. (foto Flavio Monticelli)

EL) Un botta impietosa di Zordan Josipovic consente ai rossoblù di conquistare un meritato punto contro l’ambiziosa squadra di Giorgio Contini.

È finita 1-1 ma nessuno avrebbe avuto nulla da ridire se il Chiasso fosse riuscito ad accaparrarsi i tre punti. Dopo un primo tempo al rallentatore, i ragazzi di Mangiarratti, sotto di una rete, hanno preso in mano le redini dell’incontro dominando in lungo e in largo un Losanna alquanto deludente, come ha confermato il suo stesso allenatore Giorgio Contini nel dopo partita.
Oltre ad alcune novità tecnico-tattiche (Belometti quasi attaccante, Padula in difesa) e a un buon pressing, nel secondo tempo è emerso il grande cuore di un gruppo guidato da un tecnico capace. La svolta si è avuta con l’entrata in campo, all’inizio della ripresa, di Malinowski al posto dell’inconcludente Gennari. La manovra è subito diventata travolgente, al punto da obbligare i vodesi a tirare i remi in barca.
Oltre al gran gol al volo di Josipovic al 53’ (palla che il portiere Castella aveva in un primo tempo deviato sulla conclusione di Malinovski, risultato tra i migliori in campo). Una grande prestazione l’ha offerta anche il centrale Alessandrini, che ha sventato alcune situazioni critiche davanti alla porta difesa da Mossi, che dal canto suo nulla ha potuto sulla rete di Pasche al 26’ (assist di Margiotta). Molto bene anche Charlier che nei dieci-quindici minuti in cui gli ospiti sembravano allo sbando (50’/65’) ha colpito in pieno la traversa. Ma è stata soprattutto la determinazione di Josipovic (mai visto a questi livelli) a mettere sulla croce la seconda di Challenge. Peccato che il bomber (4 delle 9 reti segnate in campionato portano la sua firma) non sia riuscito a raddoppiare il suo bottino. Ha anche consegnato un pallone d’oro a Milinceanu (non pervenuto) che però non ha saputo sfruttare un’occasione più unica che rara. Facundo, che ne aveva preso il posto negli ultimi venti minuti, non ha fatto a sua volta nulla per farsi notare.

Nel complesso la squadra è piaciuta. È nettamente venuta fuori dall’anonimato della prima parte di campionato: a centrocampo non regna più confusione, la difesa si è rinfrancata (all’andata si era beccata cinque “pappine”: peccato che non sia riuscita a vendicare pienamente l’affronto subìto alla Pontaise) e l’attacco, oltre a improvvisare rabbiose accelerazioni, ha mostrato di avere in Josipovic un centravanti capace di reggere da solo il gioco offensivo. In casa losannese il più convincente è risultato Gétaz.
La nota dolente rimane l’affluenza al Riva IV. Domenica si è giocato davanti a 600 spettatori, come sempre la peggiore di Challenge League.

Ulteriori contributi e commenti a pagina 21 dell’edizione cartacea