Il sindaco Cavadini, “Nulla è banale in questa città”

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Uno dei grandi cantieri di Mendrisio, quello della SUPSI nel comparto della stazione.

• (red.) “Ho sentito molta energia positiva in quella catena umana che ha portato i libri dal Liceo alla nuova biblioteca. Gli Amici della Filanda qualche dubbio circa la partecipazione l’avevano, all’inizio. Eppure sono arrivate quasi seicento persone, riunite nelle vie e sui marciapiedi per stare insieme, felici di poter avviare questa assoluta novità per il nostro Cantone. Alcuni passanti, che non ne sapevano nulla, si sono infilati nella catena sorridendo”.

Samuele Cavadini, eletto sindaco di Mendrisio 4 mesi or sono, il 27 maggio, è rimasto stupito, nei giorni d’inaugurazione del centro culturale della città, per la quantità di persone d’ogni età che si sono messe in gioco per avviare un progetto nato dalla collaborazione tra due istituzioni diverse, il Comune e il Cantone. Ma accanto alle istituzioni, precisa Cavadini, “troviamo i Filanderi, attivi nell’accoglienza e nel funzionamento del centro e gli Amici della Filanda, che si sono prodigati per la promozione e la difesa del progetto; entrambi sono stati capaci di coinvolgere i quartieri e gli altri paesi del Mendrisiotto, dando alla Filanda la dimensione regionale che tutti vogliamo. È importante anche il contributo finanziario dei privati e dell’Associazione La Filanda, che svolge la funzione di mecenate, oltre che contribuire a proporre attività per il centro. Credo che il motto che accompagna la nostra aggregazione, “energia, dialogo, passione” non sia mai stato così concreto come adesso”.

Ora, signor sindaco, alla Filanda ci sono le altre tappe da concretizzare.
Sono già inserite nel Piano delle opere, si tratta di farle partire, senza perdere di vista il Piano finanziario. La parte, al piano meno 1, che riguarda gli archivi comunali è già pronta per accoglierli; l’ultimo ad entrare sarà l’archivio storico, curato da Stefania Bianchi, che ringrazio per il prezioso lavoro che ha condotto. L’auditorio, ubicato nella vecchia rampa fornitori, potrebbe essere diverso da com’era stato immaginato: sarà uno spazio dinamico per concerti ma anche per altre attività, in un ambiente senza troppe pretese, un po’… grezzo, ma comunque affascinante. Al secondo piano possiamo contare su Fablab, l’atelier didattico del DECS per i ragazzi della scuola media che unisce l’artigianato alle nuove tecnologie digitali.

Sono a buon punto altri due importanti cantieri, la seconda tappa del Centro di pronto intervento e il campus SUPSI. Ve ne sono altri all’orizzonte?
Nella precedente legislatura è stato votato il credito per allestire il Piano direttore comunale; è uno strumento che ci impone di riflettere sulla qualità dei nostri interventi nel territorio. Partiamo da una realtà ben precisa, quella dei Piani regolatori degli ex Comuni, che sono tuttora scollegati. Nei prossimi anni ci concentreremo su questi aspetti. Sta facendo un ottimo lavoro il collega Piermaria Calderari, responsabile del Dicastero pianificazione, con l’appoggio del Municipio. Il Piano direttore è un nuovo strumento che, speriamo, possa contribuire a migliorare un territorio che negli anni si è imbruttito. Sono persuaso che su questo tema dobbiamo lavorare molto e per me è una priorità. Abbiamo licenziato di recente diversi messaggi inerenti a luoghi in cui sono attesi interventi, penso a Piazza Baraini a Genestrerio, a Piazza del Ponte a Mendrisio, all’introduzione delle Zone 30 in tutti i quartieri, alla variante di PR per la Stazione, alla zona dell’ospedale, dove si sta costruendo la nuova ala. Guarderemo a essi, e ai prossimi investimenti, considerando i punti di vista che man mano potrà offrirci il Piano direttore comunale in rapporto agli aspetti residenziali, all’elemento-acqua (il lago, il Laveggio…), alla mobilità (con un’attenzione per la mobilità lenta) alle zone per il lavoro e i commerci, allo svago e allo sport, alla vita associativa, ai collegamenti fra i diversi quartieri. Stiamo prestando attenzione all’insediamento della SUPSI, dietro alla stazione, in un comprensorio destinato a cambiare volto poiché la nuova variante di PR proposta con il MM68/2018, qui, chiede di densificare la zona edilizia e riqualificare lo spazio urbano con delle zone di incontro e attraverso la mobilità lenta. Negli interventi urbani occorre capire, a questo punto, a chi dare la priorità. Alle auto? Ai pedoni? Nelle zone sensibili dobbiamo predisporre uno spazio adeguato per i pedoni che devono avere la precedenza sul traffico.

Cosa succederà in Piazza del Ponte?
Il lavoro di demolizione dell’ex Jelmoli inizierà dopo la Sagra del Borgo. Verrà fatta una sistemazione della piazza dignitosa, non vogliamo lasciare, in centro, una zona disordinata. Poi vedremo come andrà la discussione in Consiglio comunale riguardo alla mozione che chiede di togliere l’edificabilità al fondo. Dobbiamo essere in grado di “capire” la nuova situazione che verrà a crearsi in Piazza del Ponte ma anche di leggere gli elementi presenti in tutto quel comparto.
Filanda, CPI, Piazza del Ponte… Si tratta di lavori e investimenti che riguardano servizi e luoghi a disposizione dell’intera città, ma è pur vero che si trovano nel centro della città. E negli altri quartieri cosa accade? L’integrazione passa anche attraverso gli investimenti…
Come abbiamo appena potuto toccare con mano pochi giorni fa, la Filanda non è per Mendrisio, ma per tutta la regione. Poi ci sono interventi più mirati alle singole realtà dei quartieri, come le Zone 30, senza dimenticare l’attenzione che abbiamo avuto per altre opere quali ad esempio il riammodernamento della scuola della Montagna a Arzo che si completerà con la sistemazione esterna; e l’attenzione che stiamo avendo per la prevista riqualifica di Piazza Baraini e dintorni a Genestrerio; a Besazio abbiamo presentato la nuova variante pianificatoria; vi sono altri progetti previsti in ogni quartiere, basta guardare il Piano delle opere. Il Comune è molto vicino a coloro che stanno facendo rivivere i luoghi significativi nei quartieri, come le cave di Arzo che insieme al Parco archeologico di Tremona, e al previsto Antiquarium, stanno diventando importanti aspetti dell’offerta turistica, ma soprattutto luoghi di aggregazione per la nostra popolazione: è il “capitale territoriale” che viene ulteriormente valorizzato! In tutti i quartieri abbiamo luoghi ricchi di significato storico culturale, pensiamo per esempio quanto ha da offrire Ligornetto! Gli incontri con la popolazione dei vari quartieri, avviati dal precedente Municipio, sono importanti. È vero che per incontrare i cittadini non mancano occasioni, ma sedersi in una sala pubblica e parlarsi direttamente è diverso. Agli incontri partecipano anche i quadri dell’amministrazione comunale, proprio per segnalare la disponibilità del Comune verso i cittadini a lavorare in tutti i quartieri.

La stampa ha dato conto nei giorni scorsi di un cambiamento di indirizzi del Cantone a Valera. Non solo verde ma impianti sportivi. Cosa pensa il Municipio?
Il Cantone ha chiesto un incontro e noi abbiamo partecipato volentieri. Al Municipio, Valera sta molto a cuore. Il Cantone sta disegnando un Piano di utilizzazione cantonale per questo vasto territorio: ciò significa che l’ente pianificante, cioè il Cantone, attribuisce a Valera almeno una valenza regionale. Detto questo, dobbiamo anche noi aspettare la pubblicazione del Piano: sarà quello il momento per inoltrare le nostre osservazioni e le nostre proposte.

Sono passati 4 mesi dalla sua elezione. Come si trova nel suo nuovo ruolo alla guida del Municipio?
È una funzione coinvolgente, mi sento coinvolto in tutto… Ma va bene così! Mendrisio è una realtà complessa e affascinante; nulla è banale in questa città. Apprezzo la vicinanza delle persone, vedo che molti cittadini si mettono a disposizione. L’aggregazione sta portando buoni frutti; certo, non possiamo “monetizzarli”, ma qui c’è una comunità viva. Ho notato in particolare la presenza di giovani nell’organizzazione delle feste e delle sagre tradizionali; ho visto le… colonne di queste manifestazioni aiutare e consigliare le nuove leve. Poi ci sono le rassegne entrate da poco tempo nel nostro calendario proprio grazie ai più giovani: la Festa della Musica, Cavea festival, per citare alcuni esempi. Il lavoro da fare è molto e sono diversi gli aspetti ancora da migliorare: sento spesso dai cittadini preoccupazioni per il territorio e per la situazione della mobilità.

Come valuta il rapporto tra la Città e il Cantone?
Personalmente lo ritengo ora di buona qualità e intendo stabilire un rapporo franco e corretto con i vari partner istituzionali. Se le istituzioni non vanno d’accordo non ne beneficiano di sicuro i cittadini. Il dialogo sarà importante, anche perché i temi spinosi sui quali discutere non mancheranno, ad esempio la tematica finanziaria legata al riversamento di oneri ai Comuni.