Il “nuovo” Pian Faloppia a Balerna

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La palificazione della superficie su cui sorgeranno i due prefabbricati

(red.) “Oggi è più difficile costruire stabilimenti brutti che belli…”, commenta Raffaello Tagliabue, dirigente della Toselli SA di Lugano che al Pian Faloppia, in Via Passeggiata, ha iniziato a costruire due grandi edifici, collegati fra loro, su fondi di 30 mila mq di sua proprietà, occupati al 65%; e proposti, si legge sul sito della società “a 1 km dal confine italiano a tutte le aziende che vogliono venire in Ticino, ad un passo dall’Italia”.
I contatti sono numerosi. Per intanto la discussione più approfondita è in corso con una società che si occupa di meccanica di altissima precisione, già presente nel Mendrisiotto. L’obbiettivo è di finire il cantiere entro un anno.

Quali criteri valgono per occupare gli spazi di Via Passeggiata? Bisogna sfogliare il Piano particolareggiaato del Pian Faloppia per capire. Si legge dunque che “la zona, detta industriale terziaria innovativa, è destinata all’insediamento di aziende di tipo industriale-terziario innovativo, cioè di aziende in cui si svolgono attività che rientrano nella categoria dell’High-tech con la presenza di settori di ricerca, laboratori, sistemi informatici, supporti logistici per la formazione, centri espositivi e in generale in cui sono presenti degli effetti sinergici indotti su attività produttive e servizi”.
Tutt’intorno ai progettati capannoni della Toselli SA sorgono però case di spedizione e di logistica, costruite negli scorsi decenni, nonostante il Pian Faloppia – per quanto riguarda la parte di Balerna – sia sempre stato proposto come il luogo ideale per il secondario e il terziario innovativi.
Ma proprio in virtù di questa vocazione, che non sempre è stata rispettata, il Comune ha voluto una stretta. E oggi di depositi e magazzini il Municipio non ne vuol più sapere. “Il territorio è limitato e abbiamo fatto una scelta precisa, di accogliere ditte di valore che, per quanto possibile, diano lavoro anche ai residenti”, precisa il sindaco, Luca Pagani. Norme che non escludono la logistica “elettronica”, cioè il controllo e la gestione dei prodotti e delle merci, stoccati altrove nel mondo, mediante le nuove tecnologie.
L’amministrazione e l’Ufficio tecnico comunale sono molto attenti al fatto che nel “nuovo” Pian Faloppia si installino le stesse attività dichiarate nella domanda e nella licenza di costruzione; e se così non è, gli imprenditori hanno problemi perché occorre passare attraverso il cambio di destinazione, scontrandosi con il Piano regolatore.

La forma e l’estetica
Ma anche la forma e l’estetica hanno il proprio peso: “abbiamo una commissione municipale che si occupa di esaminare i progetti dal punto di vista del loro inserimento nel territorio, anche nei dettagli”, precisa Pagani, rilevando, in ogni caso, che il Comune “ci tiene ad avere una buona relazione con tutti gli imprenditori che intendono insediarsi in un comparto che figura come polo di sviluppo riconosciuto dal Cantone”.
Il nuovo insediamento della Toselli – che in Italia ha costruito capannoni su migliaia di metri quadrati e recentemente anche a Mezzovico – necessita di un importante lavoro di fondazione. Occorre palificare l’intera superficie, scendendo nel terreno ad una profondità di 14 metri. Una “preparazione” assai costosa, che proprio per questa complessità, ha portato ad una certa riduzione del prezzo d’acquisto dei fondi, che sul mercato, normalmente, valgono fino a 700 – 800 fr al metro quadro. “È chiaro – precisa Raffaello Tagliabue – che noi avremmo preferito norme meno vincolanti; ma siamo fiduciosi; i rapporti con il Comune sono soddisfacenti”.
A frenare alcune ditte “compatibili” con il PR del Pian Faloppia sono stati, in anni recenti, i tempi necessari a mettere in cantiere gli edifici o a trovare gli spazi: spesso le società, per cogliere al volo derminati fasi dell’economia a loro favorevoli, hanno poco tempo per prendere delle decisioni.
Poi ci sono le ditte “non compatibili” che se ne sono andate nel Luganese o nel Sopraceneri, dopo aver bussato inutilmente alla porta di Balerna. Il Municipio, spiega ancora il sindaco, è attivo su altri fronti; ha trovato un buon alleato, per cominciare, con L’Ente regionale di sviluppo Mendrisiotto e Basso Ceresio, ERS, con sede presso il Municipio di Chiasso, che dispone della mappatura precisa del Pian Faloppia e promuove attivamente questo comparto, considerando anche le parti del Pian Faloppia che appartengono a Chiasso e Novazzano.
Il Municipio è pure impegnato a cercare soluzioni per favorire la messa a disposizione di spazi non occupati nei depositi delle case di spedizione e di logistica, una sorta di “riconversione soft”, se si vuole: “Abbiamo contatti con i proprietari per capire se all’interno di alcuni grandi spazi si trova il posto adeguato da affittare a piccole ditte, una soluzione utile a tutti, a chi affitta, a chi si insedia, al Comune; senza contare il non trascurabile risparmio di terreni”, conclude Luca Pagani.